Per essere il finale di una serie sull’apocalisse zombie, il ventiquattresimo episodio della stagione 11 di The Walking Dead è stato piuttosto avaro di morti. E dire che, nel corso dei suoi dodici anni, la serie ne ha seminati un bel po’ di morti per la strada, alcuni anche importanti. Stavolta, però, forse per non bruciarsi potenziali spin-off, la dirigenza AMC ha deciso che pochi personaggi dovevano tirare le cuoia. Quanto pochi? Tre, per essere precisi. Vediamoli.
(Ricordiamoli così, sorridenti.)
Alla voce “sacrificabili in un qualunque episodio della serie”, Jules e Luke hanno incontrato il loro destino nel finale. Lei, che, per chi non se lo ricordasse, proveniva da Oceanside, è stata fagocitata dall’orda di zombie nella più classica delle morti in questo sottogenere horror. Lui, legato invece al gruppo di Magna/Yumiko/Connie ma adottato da Oceanside, è stato morso a una caviglia mentre tentava di salvare l’amata. Poco dopo, Luke è morto dissanguato dopo che le sue vecchie compagne di viaggio avevano tentato di fermare l’infezione amputandogli la gamba. E facendo un lavoro terribile, va detto.
Quelle di Jules e Luke sono due morti facili facili, sufficienti per aprire l’episodio con una scena forte, ma non abbastanza per soddisfare i fan. Erano due personaggi minori, persino Luke che si era visto un po’ più spesso della povera Jules (il classico personaggio di cui nessuno si ricorda il nome). Ma, avremo pensato tutti, in fondo siamo solo all’inizio dell’episodio… chissà cosa ci attende!
Ecco, QUESTA è una morte degna di un finale di stagione. Peccato che sia anche l’unica in questo senso. Dopo essere caduta nel mezzo dell’orda, Rosita riesce a risollevarsi e, lottando disperatamente, a trarsi in salvo. Qualcosa è andato storto, però: Rosita è stata morsa a una spalla. Non c’è amputazione che tenga. Così, dopo aver rivelato l’amara verità al gruppo, Rosita viene adagiata su un letto, salutata dai suoi cari e accudita da Eugene fino alla morte. È una scena abbastanza toccante, e la riuscita è tutta sulle spalle di Christian Serratos e Josh McDermitt.
Questo è tutto. Un po’ poco, no? Non che il valore di un episodio di The Walking Dead si basi solamente su quanta gente muore, ma abbiamo visto finali di stagione – persino finali di metà stagione – ben più tesi e sanguinolenti. Tre morti sono davvero il minimo sindacale e, quando alla fine i sopravvissuti brindano e fanno festa, si ha la netta sensazione che quella vittoria non se la siano meritata.
QUI potete leggere la nostra recensione del finale di The Walking Dead.