Da Halloween a Scream, le migliori final girl del cinema horror (e non solo!)

Da Halloween a Scream, le migliori final girl del cinema horror (e non solo!)

Di Marco Triolo

Il 13 ottobre arriverà nelle nostre sale Halloween Ends, terzo e ultimo capitolo della trilogia diretta da David Gordon Green e incentrata su Michael Myers, il celebre serial killer mascherato ideato da John Carpenter in uno dei più grandi classici del genere horror. Come però sapranno i fan duri e puri del genere, non ci può essere un killer senza una final girl, un Michael Myers senza la sua Laurie Strode. Quello della donna forte che riesce a superare in astuzia l’assassino e raggiungere il “livello finale”, sbarazzandosi infine del mostro, è uno dei più celebri cliché del filone, una tradizione di lunga data, che spesso sovverte l’immagine della donna come vittima da salvare e la trasforma nell’unica figura in grado di distruggere il Male.

Certo, di letture della final girl ne sono state fatte tante: c’è chi sottolinea che, per sopravvivere, l’eroina debba essere vergine o pura, e cioè che non debba fare sesso (chi fa sesso muore, come ci ricorda Scream). Inoltre, spesso gli horror, e in particolare gli slasher, si concludono in maniera ambigua, senza una vera vittoria. La final girl di un film può essere ricoverata o addirittura uccisa dal killer nel sequel. C’è, insomma, più di un elemento ambiguo sulla figura della final girl, che non sempre assurge a simbolo dell’empowerment femminile, anche perché molti horror classici erano scritti da uomini e inevitabilmente riportavano tutti i bias del punto di vista maschile.

Ciò non toglie che il cinema abbia partorito, nei decenni, molte figure memorabili di final girl, la cui evoluzione va di pari passo con quella della rappresentazione delle donne al cinema. Ne abbiamo selezionate dieci, sia dai grandi classici che da horror più moderni. Che la battaglia finale abbia inizio.

Sally Hardyston – Non aprite quella porta (1974)

Proto-slaher, proto-torture porn, Non aprite quella porta è un horror imprescindibile per chiunque voglia avvicinarsi al genere. Al centro c’è un gruppo di giovani hippie che finiscono nelle grinfie di una famiglia di cannibali nel Texas rurale. Tra questi, i cannibali, non gli hippie, c’è l’iconico Leatherface, una specie di Ed Gein in versione pimpata. La povera Sally Hardyston (Marilyn Burns) fa di tutto per sfuggirgli e, alla fine, forse ce la fa. Ma Tobe Hooper evita qualunque sentimento di rivalsa: la sua fuga è frutto del caso tanto quanto la sua sopravvivenza.

Laurie Strode – Halloween (1978)

Come non citare la babysitter eroica di Jamie Lee Curtis? Nell’arco della saga, Laurie è passata da vittima casuale a sorella del villain, per poi tornare alle origini nei sequel di David Gordon Green. In Halloween (2018) è diventata anche un po’ una Sarah Connor, una sopravvissuta paranoica e dal grilletto facile. Ma nell’originale era una persona normalissima, scaraventata nel mezzo di eventi terrificanti e determinata a fare del suo meglio per uscirne viva. Il finale di Halloween – La notte delle streghe è ambiguo, e oltretutto Laurie viene salvata da Loomis (Donald Pleasence). Ma è indubbiamente lei la star del film (oltre ovviamente all’assassino più iconico di sempre al di qua di Nightmare).

Ellen Ripley – Alien (1979) e Aliens (1986)

Sì, Ripley è la final girl anche in Alien 3 e Alien – La clonazione, ma in maniera decisamente meno netta. Nei primi due capitoli della saga, è lei ad affrontare il mostro e a sconfiggerlo senza ombra di dubbio. Nel primo Alien, eietta lo Xenomorfo dalla camera di equilibrio. In Aliens – Scontro finale, il suo corpo a corpo con la regina (e il grido di battaglia “Get away from her, you bitch!”) è qualcosa di esaltante, un match fisico, coadiuvato da un esoscheletro, che arriva dopo che i match di astuzia hanno fatto il loro tempo. Siamo al top del cinema action muscolare anni ’80, e per una volta non c’è uno Stallone o uno Schwarzenegger a menare, ma una Sigourney Weaver.

Nancy Thompson – Nightmare (1984)

Heather Langenkamp interpreta decisamente una delle final girl più riuscite, in quanto Nancy Thompson è ben più di un oggetto del desiderio o di una vittima. La sua indole gentile e sussurrata di ragazza della porta accanto si contrappone a una risolutezza insospettabile, che le permette di sconfiggere Freddy Krueger (al di là dell’obbligato colpo di scena finale) con la sua sola forza di volontà. Un personaggio a tutto tondo, nel quale investiamo: e questo è sempre il miglior modo di scrivere il protagonista di un horror.

Sarah Connor – Terminator (1984)

Il primo Terminator è tanto un action quanto uno slasher, e Sarah Connor (Linda Hamilton) è la perfetta final girl. All’inizio, ci viene detto che Kyle Reese dovrà proteggerla, e Sarah sembra decisamente una figura da proteggere. Poi, quando la cacca colpisce il ventilatore, Sarah tira fuori la sua indole guerriera e, morto Reese, ci pensa lei a spiaccicare il cyborg cattivo, preludendo alla sua totale trasformazione in Terminator 2. Per la fine del film, da ragazzetta con la permanente Sarah è diventata una guerrigliera e ha accettato il suo ruolo di madre del Messia. Toglietevi di torno, perché con Sarah Connor non si scherza.

Sidney Prescott – Scream (1996)

Scream nasce con l’intento di rendere omaggio al filone slasher, enumerandone le regole per poi o rispettarle per filo e per segno, o ribaltarle. Ma la regola chiave, cioè la figura della final girl, resta inamovibile. E la Sidney Prescott di Neve Campbell è una delle final girl più memorabili e meglio scritte di sempre, un grande complimento per un film che avrebbe potuto essere solo un grosso gioco e invece è entrato dritto nell’immaginario. I sequel non si sono mai ripetuti a quel livello, ma Neve Campbell è rimasta presenza fissa molto gradita (prima di salutare la saga con il recente reboot).

Sarah Carter – The Descent (2005)

The Descent è uno dei più viscerali horror degli ultimi vent’anni, un tour de force emotivo che può provocare stress fisico (specialmente se siete claustrofobici). Un calvario vero e proprio, a partire dai suoi primi, scioccanti minuti. La protagonista Sarah (Shauna Macdonald) è vittima di un grave incidente d’auto in cui perdono la vita il marito e la figlia. Per tirarla su di morale, un anno dopo le amiche di sempre la portano con loro per esplorare un sistema di grotte nei Monti Catskill. Peccato che le grotte siano popolate da feroci mutanti: Sarah dovrà ritrovare in fretta la voglia di vivere se vorrà sopravvivere. Il finale è una mazzata, ma il percorso di Sarah da vittima di trauma ad ammazzamostri è uno spettacolo da ammirare.

Erin Hanson – You’re Next (2011)

Prima di darsi ai film di mostri con Godzilla vs. Kong, Adam Wingard era un regista di horror a medio budget, e You’re Next è forse la sua opera più riuscita. La premessa non è delle più originali: una riunione di famiglia in una villa remota viene interrotta da misteriosi assalitori. La realizzazione, però, vale più del plot e, soprattutto, è la Erin di Sharni Vinson a conquistare. A un certo punto, Wingard fa una cosa gagliardissima e ribalta completamente il punto di vista: quando gli intrusi si rendono conto che Erin non è quello che credevano, diventano loro stessi le vittime di una furia vendicativa spettacolare.

Dana Polk – Quella casa nel bosco (2011)

Dopo Scream, torniamo all’horror meta, anche se Quella casa nel bosco, diretto da Drew Goddard e scritto da Joss Whedon, è decisamente più raffinato dello slasher di Wes Craven. Un gioco continuo di rimandi e livelli di lettura che si intersecano, in cui le regole del genere vengono completamente ribaltate con enorme gusto. Qui la final girl, Dana (Kristen Connolly), storce il naso quando viene definita “la Vergine” e, scrollandosi di dosso i fili degli invisibili burattinai che ne hanno guidato le azioni, sconfigge il vero male. Non gli antichi dei immortali nascosti nelle viscere della terra, ma, come sempre, noi ipocriti comuni mortali.

Tree Gelbman — Auguri per la tua morte (2017)

La commedia slasher di Christopher Landon fa un ottimo uso del loop temporale, di cui spesso ormai cinema e TV abusano, e la Tree Gelbman di Jessica Rothe fa il resto. Eterna final girl, destinata a morire in continuazione prima di trovare il modo per sconfiggere il killer, Tree evolve da cheerleader superficiale a eroina empatica nello spazio di un film. Ed è in gran parte merito di una protagonista azzeccata, per la quale è facile fare il tifo (alla faccia degli slasher in cui vorresti veder morire tutti).

Halloween Ends sarà distribuito nelle sale il 13 ottobre da Universal. QUI ne potete vedere il trailer. QUI il nostro approfondimento sul regista David Gordon Green.

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