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Annecy 2022: La recensione de Il mostro dei mari di Chris Williams

Pubblicato il 18 giugno 2022 di Marlen Vazzoler

Il mostro dei mari, l’ultimo film del regista Chris Williams (Bolt: un eroe a quattro zampe, Big Hero 6, co-regista di Oceania), è stato presentato in anteprima mondiale al Festival di Annecy.

Una storia originale ambientata in un’epoca dove terrificanti e gigantesche creature solcano i mari e seminano morte e distruzione. Grazie all’operato di cacciatori coraggiosi, questi mostri non si sono più avvicinati alle coste ma la battaglia è lungi dall’essere conclusa.
La leggendaria nave da caccia Inevitable, capitanata dal Capitano Crow (Jared Harris), sta dando la caccia a Red Bluster, una bestia temibile con cui il capitano ha un conto in sospeso. Il suo rapporto con la bestia ricorda molto quello tra il capitano Achab e Moby Dick nel romanzo di Herman Melville.

Quando a causa di un’imprevisto lo scontro con la bestia viene rimandato, la mancata cattura provoca le ire del re e della regina. Per evitare che i cacciatori vengano sostituiti dalla marina reale, viene proposta una sfida: i cacciatori potranno continuare a solcare i mari se uccideranno Red Bluster.

Mentre il famoso avventuriero Jacob Holland (Karl Urban) si rilassa prima della partenza incontra l’orfana Maisie Brumble (Zaris-Angel Hator) che sogna di diventare una cacciatrice come i suoi genitori. Il loro incontro darà vita a una serie di disavventure che li porterà a conoscere e a fare amicizia con un essere inaspettato. Questo incontro lì porterà a comprendere qual è la verità e a sfidare le convinzioni radicate nel loro mondo, e a capire chi sono veramente e in che mondo vogliono vivere.

World building e i personaggi

Il mondo ideato da Williams e dal resto del team è curato nei minimi dettagli, i particolari contribuiscono a creare dei luoghi e dei personaggi credibili.

Il libro che Maisie legge nel corso della storia contribuisce al world building, fornendo informazioni sulla storia di questo mondo fantastico senza annoiare e diventare mai pedante. Inoltre diventa lo strumento che contribuisce alla crescita dei due protagonisti.

Jacob e Maisie sono molto simili: sono due orfani, entrambi hanno perso i genitori in mare dopo l’attacco di un mostro, con cli stessi obiettivi: diventare dei grandi cacciatori uccidendo i mostri. Jacob ormai è un cacciatore navigato, che cerca sempre di smorzare i toni quando si trova in situazioni molto tese. Masie è un peperino, agisce sempre prima di pensare, ed è disposta a tutto pur di fare la cosa giusta.

Lo sviluppo del loro legame non è mai affrettato, ma viene gestito sapientemente dando il tempo ai due personaggi di poter crescere secondo il proprio ritmo.

Animazione

Realizzato dalla Sony Imageworks per Netflix Animation, il film non ha nulla da invidiare alle produzioni dei grandi studio come la Disney.

Il mostro dei mari apre con una scena in mare aperto dopo l’attacco di una nave da parte di una creatura gigantesca. Un ragazzino è aggrappato ai resti della nave e fino a quando non vediamo il suo corpo, sembra di assistere alla scena di un film live action. Una scena che deve tutto, oltre all’ottimo lavoro degli animatori, a quello della fotografia e del compositing oltre che agli effetti speciali.

La maggior parte delle scene sono ambientate in acqua, uno degli elementi più difficili. Tutto si muove in funzione della corrente, dalle navi agli stessi personaggi, e il risultato è davvero ottimo.

Le scene d’azione sono spettacolari, Williams usa molto bene la macchina da presa in queste scene ed esalta la coreografia dei combattimenti con e tra le creature marine.

Il design delle creature è molto semplice e altrettanto espressivo, in particolare il Red Bluster a cui basta solo uno sguardo per ottenere delle grande reazioni da parte del pubblico.

Doppiaggio e suono

In generale ci troviamo di fronte a delle buone performance vocali anche se tra queste spiccano quelle di Zaris-Angel Hator (Maisie) e di Jared Harris (Capitano Crow). Harris in particolare trasmette tutta l’amarezza e la sofferenza del suo personaggio, ma soprattutto la frustrazione che prova negli scontri con i reali e contro Jacob.
Per quanto riguarda il Jacob di Karl Urban, qualche volta sembra perdere l’accento scozzese, ma nel complesso fornisce una buona performance.

Mark Mancina ha creato una colonna sonora epica dalle note scozzesi, che punta molto sull’uso degli strumenti a percussione in particolare nelle scene d’azione.

Anche sul sound design è stato fatto un buon lavoro, eccellente il lavoro sul mare e sulle navi. Per quanto riguarda il mixing in alcune scene avrei preferito un tono più basse le musiche di Mancina perché tendono a coprire le performance vocali.