Stranger Things stagione 4 è un vero incubo (su Elm Street)

Stranger Things stagione 4 è un vero incubo (su Elm Street)

Di DocManhattan

Avete visto tutti la parte 1 della quarta stagione di Stranger Things? Sì, questa cosa del frammentamento delle stagioni in due parti è una pratica decisamente orchiclastica a cui sembra si stiano affezionando alcune piattaforme, ma ha un suo senso lato marketing. Ne parliamo dopo. Dicevo: avete visto i primi sette episodi di Stranger Things 4? Bene, così finalmente ne possiamo parlare. O, più che altro, possiamo parlare di come un non-fan della serie, un tizio qualsiasi che le stagioni precedenti le aveva collocate mentalmente tra l’al-massimo-sufficiente (la prima) e il ma-per-piacere (la seconda e la terza), insomma uno come me, si è divertito guardando questa nuova sgambata degli ex ragazzini ora alti un metro e ottanta e a un passo dal poter comprare legalmente degli alcolici. Seguono spoiler, occhio.

Stranger Things Stagione 4 Nightmare

PROPRIO QUANDO PENSAVO FOSSE TUTTO FINITO

C’era quel momento lì, nella terza stagione di Stranger Things, in cui Dustin e Suzie cantano il tema de La storia infinita, avete presente? Certo che l’avete presente. Ti aveva fatto cadere a terra le braccia con tale forza da provocare le comprensibili rimostranze di quelli del piano di sotto. E forse non erano neanche le braccia. So perfettamente che a tanti quella scena è piaciuta, che teneri, cantiamola pure noi come dei Limahl senza capelli buffi, forza, Written on the pages is the answer to a neverending stooooory, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah.

Ma per me rappresentava solo e semplicemente l’esempio più vistoso di cosa proprio non mi garbava del lavoro dei fratelli Duffer. La marmellata di anni 80 buttata su tutto, il mood da film Amblin posticcio, quarant’anni dopo, con il contenitore spinto troppo spesso a diventare contenuto. Gli stessi gemelli Duffer, quegli anni non li hanno vissuti in prima persona, continuavo a ripetermi: sono dell’84.

E, attenzione, non è elitismo da nerd anziani – una pratica francamente ridicola che dimostra solo quanto sia prossima per chi la sostiene la contemplazione di un cantiere – ma una semplice constatazione di fatto. Nell’anno in cui partono a Hawkins, Indiana, le avventure dei loro Goonies alle prese con il paranormale, Will, Lucas, Undici, Dustin etc, e cioè il 1983, i Duffer non erano ancora nati. E quindi i loro anni 80 sono inevitabilmente pieni, troppo colorati, un’enfatica eco di quelli presenti nelle vere produzioni dell’epoca a cui si rifanno.

Stranger Things Stagione 4 Nightmare

Questo creava qualche problema a milioni di fan di Stranger Things? No, ovviamente no. Soprattutto a quelli più giovani, soprattutto a quelli che molti dei film citati o a cui Stranger Things si ispira non li hanno visti. È naturale, così come era naturalissimo che noialtri giovani selvaggi degli 80 in fissa per Indiana Jones non avessimo la più pallida idea di tutte le cose, le scene, i film che quella saga citava.

Ma su di me non ha mai esercitato alcuna presa neanche l’unico fattore di Stranger Things che, per ragioni anagrafiche, avrebbe dovuto farlo, la nostalgia. E allora dai, sì, ok, guardabile questa cosa del Demogorgone, ma poi col Mind Flayer e la battaglia col mostrone al centro commerciale mi sono detto che questa roba non faceva decisamente per me. Pensate con quale stato d’animo mi sono avvicinato allora due settimane fa agli episodi di Stranger Things stagione 4, visti in anteprima.

E pensate quale sorpresa mi si è dipinta in faccia quando ho scoperto che erano divertenti.

Stranger Things Stagione 4 Nightmare

EDDIE THE HEAD (DEL CIRCOLO INFERNALE)

Intendiamoci, non è che sia tutto meraviglioso. Non tutti i sette episodi di questo primo blocco mi sono piaciuti, e non tutte le sottotrame mi sono sembrate allo stesso livello. La suddivisione in squadre  – o meglio, in party, vista la fissazione di fondo per D&D – del cast non solo ha allungato a dismisura la durata delle puntate, ma comportato inevitabilmente che alcune linee narrative risultano più interessanti di altre. A seconda, in buona sostanza, di quanto ti stanno simpatici, o viceversa sulle pelotas, i suoi membri.

E allora i successi da spokon dell’underdog Lucas datosi al basket, la fuga del metallaro dagli occhi perennemente allucinati (che non poteva che chiamarsi Eddie), Dustin e Steve a tirare narrativamente la carretta a Hawkins, Max e il suo salvataggio (l’episodio migliore del blocco) grazie a Kate Bush, lo scontro tra le forze militari con smitragliate, Argyle il cugino alla lontanissima di Anthony Kiedis, la Robin di Maya Hawke che parla come una DJ in radio alle 10 del mattino, e perfino, tutto sommato, le avventure in “Russia” di Jim Hopper e dei suoi salvatori, scorrono bene. Anche e soprattutto perché condite da una dose di horror molto più pronunciata.

Quei corpi spezzati da Vecna e appiccicati al soffitto funzionano, perché funziona l’aver improntato tutto su un grande, dichiarato, sfacciatissimo omaggio alla saga di Nightmare. C’è questo mostro che attacca i ragazzi nel sonno in delle visioni e l’unico modo di fermarlo è trovare la sua sala caldaie tana. E non devi neanche farla tu spettatore, questa associazione mentale, perché sono i protagonisti della serie a parlarti direttamente della caldaia di Freddy Krueger e a ripetere la parola “Incubo” 277 volte. In un episodio la cui guest-star è Robert Englund, Freddy Krueger in persona, che gratta un tavolino con le unghie.

Altro?

Stranger Things Stagione 4 Nightmare

FREDDY CHI?

E va bene anche questo. Non solo perché il tutto è assolutamente esplicito, ma perché tanti spettatori più giovani di Stranger Things, con ogni probabilità, non hanno mai visto un film della saga di Nightmare. Noi quarantenni abbiamo la tendenza, molto, molto sbagliata, a pensare che ogni singola cosa là fuori, se si riaggancia al passato, sia espressamente pensata, confezionata e incartata da una marmotta per noi. Di essere gli unici spettatori possibili per un film come Top Gun: Maverick, per dire. Solo che no, non è così.

Il grosso del pubblico di Stranger Things è composto dal suo target naturale: adolescenti, ventenni, trentenni. A noialtri più anziani viene semmai più facile collegare i puntini, fare dei paragoni, scoprire quel Sottosopra di citazioni. E da fan della saga di Nightmare, con tutta la titolarità in quanto tale conferitami dall’aver visto nel ’91 DUE volte di fila al cinema perfino quella stronzata in 3D di Nightmare 6 – La fine, io con questi episodi di Stranger Things 4 mi sono divertito.

Se solo togliamo TUTTA la parte di Undici/Eleven.

Stranger Things Stagione 4 Nightmare

UNDICI (È UN VOTO)

Sì, Eleven/Undici/Jane/El/Undi/Gelsomina è uno dei personaggi principali. E sì, in questi nuovi episodi tutto si ricollega come sempre alle sue origini. Vecna è non solo il figlio di Freddy Krueger, ma è Uno. Non quello di PK, ma la cavia numero 1 degli esperimenti di Brenner. Il laboratorio, i flashback e infine il colpo di scena che risulta tale solo se ti sei abbioccato per metà delle puntate precedenti… E di nuovo, magari è un filo soggettiva come cosa, ma ci sono alcuni personaggi di questa serie che proprio non reggo. Diciamo che se Will, Undici e Nancy si contendono a ogni stagione il primato in questa mia personalissima classifica fatta di occhi sollevati al soffitto, Undici qui ha stravinto, portando a casa il massimo dei punti e pure un punto bonus per le scene in CGI in cui hanno cercato di rimediare al fatto che in questi tre anni a Hawkins gli interpreti sono cresciuti nel mondo reale di sei anni e almeno mezzo metro. Nell’ultima stagione, è capace che Finn Wolfhard lo fanno stare in ginocchio sulle scarpe.

Ma tornando a Eleven/Undici/Jane/El/Undi/Gelsomina.

Mi sta bene tutto, ma se quel segmento narrativo lì non sono riusciti a tirarmelo su neanche due attori a cui sono molto affezionato, come Paul Reiser e Matthew Modine, la cosa è piuttosto indicativa. Ma oh, ognuno. Sono gusti. La struttura è del resto quella corale e spezzettata degli episodi di Game of Thrones: segui tanti personaggi in luoghi diversi, e non tutto magari ti piace. Da GoT hanno ripreso peraltro non solo la desaturazione dei luoghi pieni di neve, ma pure Tom Wlaschiha, che recita sempre allo stesso modo, con la stessa inflessione della voce, che sia Jaqen H’ghar, un soldato russo traffichino o un apolide di origini tedesche finito sull’Isola delle rose.

Stranger Things Stagione 4 Nightmare

SÍ, MA PERCHÉ IN DUE PARTI?

La giostra di Hawkins riparte il primo di luglio con gli ultimi due episodi della stagione. Perché questa cosa delle due tranche? La spiegazione ufficiale, fornita ai fan dagli stessi Duffer con una lettera pubblicata sugli account Netflix, è che la durata degli episodi si è allungata a dismisura quando si sono resi conto che avevano bisogno di più spazio, con l’approssimarsi della fine del viaggio, e che desideravano farceli “vedere il prima possibile”.

A parer mio, però, c’è evidentemente anche dell’altro, perché lo scenario, nella guerra delle piattaforme, sta cambiando. Le serie su super-eroi, cacciatori di taglie e e maestri Jedi della concorrenza, con la loro cadenza settimanale, creano un buzz persistente sui social per un mese, un mese e mezzo. La distribuzione “tutta la stagione in un colpo solo” fa evaporare invece l’hype in pochissimi giorni, ESATTAMENTE com’è successo per la stagione 3 di Stranger Things. Cotta, mangiata e sparita dalle tendenze in un amen. C’è una bella differenza, quando vuoi disperatamente che uno dei tuoi titoli di punta resti sulla bocca e sulla tastiera di tutti il più a lungo possibile…

 

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