L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
Operazione Mincemeat è un piccolo grande saggio sull’astuzia inglese

, la recensione

Operazione Mincemeat è un piccolo grande saggio sull’astuzia inglese

, la recensione

Di Giulio Zoppello

L’arma dell’inganno – Operazione Mincemeat è sicuramente un film interessante, si allinea alla tradizione di opere cinematografiche che l’Inghilterra ha creato per parlarci dell’intrigo, della guerra come scontro tra intelligenza e astuzia, più che tra meri eserciti in armi.


Con un cast di prim’ordine e un regista robusto come John Madden dietro la macchina da presa, il risultato è sicuramente positivo, diverso da ciò che ci si potrebbe aspettare, conferma la volontà da parte di questo genere particolare di sposare la dimensione macro con una venatura intimista sicuramente gradevole. 
Di certo un film per chi ha pazienza, ama la psicologia dei personaggi e lo stile cinematografico orgogliosamente British. 


Ai tempi dello sbarco in Sicilia



Nel 1943 gli eserciti dell’Asse erano ormai in rotta dal continente africano e pure sul fronte orientale le cose non andavano molto bene. Ora però si trattava di attaccare la Fortezza Europa e visto che l’invasione del continente francese era ancora in fase di preparazione, il vero secondo fronte almeno inizialmente sarebbe stata proprio la penisola italiana, soprattutto per l’obiettivo di togliere di mezzo Benito Mussolini ed il suo regime. La scelta più ovvia e scontata era quella naturalmente di attaccare per prima la Sicilia, punto nevralgico per il controllo del Mediterraneo, e niente nessuno poteva far cambiare idea ai tedeschi sul fatto che le navi alleate vi si sarebbero presentate di fronte.


Tuttavia Churchill e i servizi di intelligence britannica sapevano che era assolutamente necessario convincere Hitler e il suo entourage che invece l’invasione sarebbe venuta altrove, in Grecia magari, di modo da distrarre gran parte delle forze tedesche dal sud dell’Italia.


L’Operazione Mincemeat è stato uno degli intrighi meglio costruiti ed architettati della storia militare, senza ombra di dubbio una conferma di ciò che persino un generale americano (ed americano-centrico) ben poco tenero con gli inglesi come George Patton aveva sempre sostenuto: forse i “Tommies” non erano esattamente dei fulmini sul campo di battaglia, ma a livello di strategia e di astuzia, non erano assolutamente secondi a nessuno. 
Il film di Madden ripercorrere le fasi salienti di quei giorni del 1943, di un’operazione che per molto tempo fu tenuta segreta, anche dopo la guerra, e di chi fossero i suoi protagonisti, interpretati da un cast di prima grandezza. Colin Firth, Kelly Macdonald, Matthew Macfadyen, Penelope Wilton, Johnny Flynn e Jason Isaacs si muovono con grande sinergia e contribuendo in modo decisivo al risultato finale, sicuramente gradevole, originale, che riesce ad appassionare ma anche ad andare oltre i cliché del genere.

Un cadavere sulle rive della Spagna

Ewan Montagu (Colin Firth), alto giudice britannico, sta per ritirarsi momentaneamente dal servizio e indice un ricevimento in casa sua per l’occasione. In realtà Montagu sta per essere coinvolto dai più alti ranghi dell’Intelligence di sua Maestà nell’Operazione Mincemeat, atta a favorire lo sbarco in Italia dell’esercito d’invasione alleato. 
Al suo fianco vi è l’engimatico e timido Capitano Charles Cholmondeley (Matthew Macfadyen) e a dargli manforte nei preparativi, un giovane ufficiale, già assiduo lettore e scrittore di spy stories: Ian Fleming. 
Tra l’entourage che sarà incaricato di distrarre i nazisti vi è la segretaria Jean Leslie (Kelly Macdonald), a cui Montagu è molto legato, mentre dubbioso è l’atteggiamento del loro superiore, l’Ammiraglio John “M” Godfrey (Jason Isaac). 
Il piano è molto semplice: far trovare un cadavere in uniforme di ufficiale dei Royal Marines inglesi sulle coste spagnole, paese neutrale ma in realtà sostanzialmente schierato dalla parte dell’Asse e ricolmo delle loro spie. Il suddetto cadavere dovrà essere in possesso di documenti che attestino la volontà da parte del comando alleato di attaccare non la Sicilia, ma bensì le coste greche. 
Ma riusciranno ad ingannare i “colleghi” tedeschi? L’arma dell’inganno – Operazione Mincemeat ha una struttura narrativa sicuramente diversa dal solito, un ritmo regolare e con poche accelerazioni, ma che in compenso riesce a rendere incredibilmente empatici e coinvolgenti i vari personaggi.


Costoro non sono dipinti naturalmente come infallibili eroi o aspiranti James Bond, ma come casuali protagonisti capaci però di mettere da parte divergenze di opinione e drammi personali per un bene superiore.


Su tutto e tutti domina Colin Firth, nei panni di un uomo tanto determinato, quanto connaturato da una profonda fragilità, da un’incertezza riguardo la sua vita personale, che più volte rischia di farlo deragliare, ma che contribuisce anche a renderlo ben distante dal cliché del classico ufficiale britannico tutto di un pezzo che il cinema spesso ci ha dato.

Un film classico solo formalmente

L’arma dell’inganno – Operazione Mincemeat ricorda in diversi momenti The Imitation Game, per la sua capacità di staccarsi dalla celebrazione, della retorica di facile uso e consumo, ma senza però rinnegare quel patriottismo tipicamente inglese, basato sul sacrificio personale, sulla dedizione ma soprattutto sull’intelligenza come vera arma finale, abbinata alla fantasia. 
Proprio la fantasia è la grande protagonista di uno dei complotti più importanti della storia militare, superato forse solamente da quello che portò gli eserciti alleati a sbarcare in Normandia togliendo completamente di sorpresa i nazisti.


La fotografia di Sebastian Blenkov sfrutta in modo perfetto gli interni, la volontà di calarci nel clima stressante e ripetitivo di questi uomini e donne che furono chiamati ad un compito impossibile, ad ingannare un dittatore noto per la diffidenza e la paranoia.


Eppure, contro ogni aspettativa, contro ogni possibilità, riuscirono nella più incredibile delle imprese, basata su un espediente, quello dei documenti causalmente trafugati dal nemico, che già in passato era stato croce e delizia della storia militare Britannica, fatta di straordinarie vittorie e tonfi allucinanti.


Macfadyen con il suo personaggio sopra le righe è la perfetta spalla per Firth, un simbolo di rigidità ideologica, nonché della società inglese più conservatrice, mentre la MacDonald riesce senz’altro a dare dignità alle figura femminile. 
In lei abbiamo un simbolo delle tante donne inglesi che furono chiamate a servire il loro paese, e si guadagnano il rispetto della controparte maschile, sovente rischiando la vita e mettendo da parte la propria felicità. Non parliamo di un capolavoro sia chiaro, ogni confronto con il film di Tyldum sarebbe perso in partenza, ma sicuramente di un film interessante, gradevole, classico nella forma e nelle atmosfere, eppure capace di mostrare anche notevole autoironia, di decostruire il mito dell’Inghilterra patria di tradizione e rigidità. 


ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Vi siete persi un sacco di news su cinema e TV, perché avevate una gomma a terra, la tintoria non vi aveva portato il tight, le cavallette. Lo sappiamo. Ma tranquilli, siamo qui per voi!

Un'unica newsletter a settimana (promesso), con un contenuto esclusivo e solo il meglio delle notizie.
Segui QUESTO LINK per iscriverti!

SEGUICI SU TWITCH!

ASCOLTA I NOSTRI PODCAST!

LEGGI ANCHE

Mission: Impossible 7 – Il trailer del film con Tom Cruise arriva prima del previsto 22 Maggio 2022 - 18:39

il trailer di Mission: Impossible – Dead Reckoning – Part 1 è arrivato prima del previsto. Ecco il video con il protagonista Tom Cruise.

Crimes of the Future – I character poster del film di David Cronenberg 22 Maggio 2022 - 18:00

NEON ha svelato cinque poster dedicati ai personaggi di Crimes of the Future, l'atteso ritorno di David Cronenberg.

High School Musical: The Musical: La Serie rinnovata per la quarta stagione 22 Maggio 2022 - 15:00

Disney+ ha dato il via libera alla quarta stagione di High School Musical: The Musical: La Serie.

Love, Death & Robots, stagione 3: la recensione (senza spoiler) 21 Maggio 2022 - 9:28

Un terzo giro decisamente più riuscito del secondo: robot, ancora una volta, pochi, morte tanta, amore quel che basta.

She-Hulk, il trailer spiegato a mia nonna 18 Maggio 2022 - 8:43

Finalmente la She-Hulk di Tatiana Maslany in azione e... ma chi sono tutti quei tizi?

Bang Bang Baby, episodi 6-10: una chiusura col botto (no spoiler) 16 Maggio 2022 - 14:45

Sì, anche il secondo blocco di episodi di Bang Bang Baby, la serie di Prime Video, merita assolutamente la visione.