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Belle: Mamoru Hosoda parla delle sue ispirazioni e del mondo della rete

Belle: Mamoru Hosoda parla delle sue ispirazioni e del mondo della rete

Di Marlen Vazzoler

Come era già accaduto per Mirai, anche l’idea di Belle è legata ai figli di Mamoru Hosoda. Quando il filmmaker ha presentato la pellicola al Festival di Cannes, ha spiegato:

“Mia figlia ha cinque anni. Ho pensato molto al suo futuro mentre stavo realizzando questo film. Quando sono nato, il mondo digitale era ben lontano da quello di oggi. Ho immaginato come sarà quando mia figlia e la sua generazione, che sono nati con internet, saranno cresciuti”.

Fin dal suo debutto come regista con il cortometraggio di Digimon Adventure (1999), e successivamente in Summer Wars e Belle, Hosoda si è contraddistinto per la sua visione positiva della rete a differenza dei colleghi, che l’hanno spesso descritta come un mondo distopico.

“Credo di essere l’unico regista al mondo che continua a descriverlo costantemente positivamente. Per gli adulti internet può porre dei problemi e possiamo vederla sotto una luce negativa ma vorrei cambiare tutto questo per le generazioni future. In ogni caso è uno strumento di cui non possiamo più fare a meno, quindi deve avvantaggiarci”.

Nell’incontro con la stampa presso il Festival di Roma, Hosoda ha parlato del suo approccio al fantasy, della creazione di un mondo globale (U), della tecnologia e delle influenze de La Bella e la Bestia.

In tutti i film del maestro c’è questa tendenza, questa poetica a utilizzare il fantastico per raccontare la quotidianità, i sentimenti, quindi la vita reale. Personalmente il suo fantasy racconta meglio la realtà di molti film più realistici. Come mai ha scelto questo approccio, in generale, nella sua filmografia?

La mia idea di base è questa: spesso si vedono opere dove i personaggi vanno avanti e indietro tra la realtà e il mondo fantasy. Il messaggio che spesso viene percepito è che la realtà è brutta, triste, piatta mentre nella realtà io mi diverto, la trovo un mondo fantastico, mi realizzo.

Non credo sia questa la realtà.

Noi dovremmo avere la capacità di vedere il bello anche nella realtà ed è per questo che tendo a esprimere la mia realtà attraverso il fantasy.

In Summer Wars c’è un altro mondo virtuale in cui ci veniva mostrato come siamo molto dipendenti dalla tecnologia anche per le cose quotidiane, forse troppo. Qui invece troviamo un mondo virtuale che ha quasi alla fine l’assoluzione per un problema anche grave che viene mostrato verso la fine del film. Quindi cosa ci voleva dire sul mondo virtuale, sul nostro rapporto con la tecnologia e la società di oggi.

Ovviamente ci sono tanti film, tante opere dove internet è uno dei temi principali, che a mio parere viene sempre descritto come una realtà distopica, con questa accezione, con questo taglio critico nei confronti di internet e dei social network.

Ricordiamo anche Tempi Moderni di Chaplin che era una critica nei confronti delle nuove tecnologie, della modernità.

Nel corso del tempo e della storia dell’uomo, abbiamo visto che non appena c’era qualcosa di nuovo veniva sempre attaccato e questa è la stessa situazione.

Secondo me dobbiamo trovare dei lati positivi anche sulle nuove tecnologie. Dare speranza ai giovani per un mondo migliore in modo tale che possano utilizzare in maniera positiva queste nuove tecnologie: internet e i social network.

Molti mi dicono che l’anime non sia il genere adatto per trattare, come in questo caso, dei problemi sociali importanti come abbiamo visto in questo film. Ma io credo che se internet da la possibilità di trovare un altro io, di realizzarsi, diventare più sicuri di se stessi attraverso l’utilizzo dei social network anche grazie a queste nuove tecnologie, allora i problemi sociali come quelli che abbiamo visto nel film Belle, se fino a poco fa rimanevano nelle quattro mura domestiche ora grazie anche a queste tecnologie potrebbero essere rivelati.

Le nuove tecnologie potrebbero essere d’aiuto, certo non in modo risolutivo ma possono aiutare a far emergere dei problemi sociali che fino ad ora erano sommersi. Ma se l’anime non fosse il mezzo, il contesto adatto per trattare questi problemi sociali, dove ne potremmo parlare? Ed è per questo che ho iniziato a farlo, a trattare di questi problemi sociali.

Screenweek: Prima in Mirai ha collaborato con l’architetto Makoto Tanigiri, per l’utilizzo dello spazio della casa su cui era costruito il film. Adesso per questo film ha contattato l’architetto londinese Wong a cui ha chiesto la costruzione di U. Inoltre ha collaborato con Jim Kim e Cartoon Saloon. Come è nata la decisione di collaborare con queste persone, queste entità in questo film? Qual è stato il loro apporto rispetto alla sua idea iniziale?

Per quanto riguarda questo mondo virtuale che avete visto, il mondo di U, è qualcosa che va oltre quello che abbiamo noi attualmente. Ad esempio ho citato facebook, bisogna stare attenti perché ci sono tante fake news, la piattaforma non mantiene una posizione neutrale.

Per questo motivo Facebook che è un social che va per la maggiore in questo periodo, non lo possiamo definire imparziale.

Sotto questo punto di vista io immagino U come un mondo che va al di là di quello che abbiamo adesso, molto più globale. Una realtà virtuale ancor più globale che abbia maggior respiro.

Per questo motivo la varie collaborazioni che ho avuto fino adesso e in particolar modo quella con Eric Wong, questi professionisti sono stati scelti perché abbiamo ritenuto che avessero la capacità di esprimere il globale in maniera preponderante e importante.

Ovviamente accetto consigli per figure professionali italiane che sappiano esprimere la globalità in toto, a 360°.

Hosoda ha spiegato in un dietro le quinte che non è stato facile trovare qualcuno a cui affidare l’incarico per l’ideazione di U, un mondo virtuale abitato da 5 miliardi di persone.

Navigando in rete si è imbattuto nel lavoro di Wong.

“Ho creato un mondo chiamato OZ in Summer Wars e volevo che U ne fosse un estensione. Detto questo volevo un modo piatto e grafico ed Eric è stato in grado di far sembrare Oz e U in qualche modo connessi.”

Dopo aver visto quattro design realizzati da Wong, Hosoda gli ha chiesto di salire a bordo. Ha aggiunto che durante la lavorazione hanno cominciato a dubitare della direzione che avevano intrapreso e di aver provato varie idee.

Hosoda ha ammesso che La Bella e la Bestia è stata la sua più grande ispirazione per raccontare questo film ma ha precisato:

“Ci sono molte storie nel mondo che la ricordano. In Giappone ad esempio, c’è una storia intitolata ‘La storia del poeta che è stato trasformato in una tigre‘ di Atsushi Nakajima. È la storia di un uomo che si fa prendere della gelosia e viene trasformato in una tigre. Un amico lo visita e gli recita dei poemi. Sono stato ispirato da questo genere di storie in cui i personaggi vengono trasformati in animali per esprimere la grande tristezza dell’umanità”.

In Belle mi è sembrato di notare diverse citazioni a La Bella e la Bestia, che pensiero ha nei confronti dell’animazione Disney?

Ovviamente sappiamo benissimo che La Bella e la Bestia ha origine nel diciottesimo secolo in Francia, dove ovviamente i diritti d’autore sono estinti ed è per questo che è stata trasposta in varie forme, anche nel mondo cinematografico.

La Bella e la Bestia ovviamente nelle sue varie forme, nelle sue varie espressioni, è sempre diversa perché ovviamente viene contestualizzata al periodo storico in cui viene realizzata.

Io adoro il romanzo originale e la versione di Jean Cocteau (1946). Non solo, nel 1991 la Disney ha fatto uscire la versione animata de La Bella e la Bestia, io era da poco entrato nel mondo dell’animazione. Il film disneyano mi ha dato veramente molta ispirazione e in quel momento ho deciso di rimanere nel mondo dell’animazione, in modo tale da poter realizzare la mia versione de La Bella e la Bestia.

La sinossi:

Suzu, una liceale di 17 anni, vive nelle campagne della Prefettura di Kochi con il padre, dopo aver perso la madre in giovane età. La prematura perdita ha fatto chiudere Suzu in sé stessa e l’ha allontanata dal padre e dalla cosa che più amava fare: cantare.

Dopo aver capito che scrivere musica è il suo unico scopo nella vita, Suzu scopre un mondo virtuale noto come [U], dove assume il ruolo di Belle, un avatar che in poco tempo le permette di diventare una cantante di fama mondiale. All’improvviso una misteriosa creatura, un drago, appare davanti a lei e insieme, intraprendono un viaggio ricco di avventure, sfide e amore, alla ricerca della loro vera natura.

Il doppiaggio italiano:

Belle/Suzu: Lucrezia Marricchi (Ryūko Matoi in Kill la Kill, Sailor Moon/Usagi Tsukino in Sailor Moon Crystal)
Drago: Manuel Meli (Taki Tachibana in Your Name., Shōma Takakura in Mawaru Penguindrum)
Hiro: Margherita de Risi (Mirabel Madrigal in Encanto, Jinx in Arcane)
Shinobu: Gabriele Vender (Hisoka in Hunter x Hunter (2011), Mihai Floresque in Kemono Jihen)
Kamishin: Andrea Oldani (Shinra Kusakabe in Fire Force, Ten’ya Iida in My Hero Academia)
Luka: Lavinia Paladino (Yumeko Jabami in Kakegurui, Momoka Kaga in Kemono Jihen)
Angelo: Veronica Cuscusa (Kaede Kayano in Assassination Classroom, Hinata/Hikage in Fire Force)
Justin: Massimo de Ambrosis (Leorio in Hunter x Hunter (1999), Spike Spiegel in Cowboy Bebop)
Padre di Suzu: Andrea Lavagnino (King da One-Punch Man e Wataru Uraga da Lupin III: L’avventura italiana

La direzione del doppiaggio è di Cristina Boraschi (Boogiepop Phantom, Wolf’s Rain, Strange Dawn).

Lo staff

Il regista ha collaborato al film con diversi artisti internazionali tra cui Jin Kim (Frozen, Tangled, Big Hero 6, Oceania) dei Walt Disney Animation Studios che ha creato il design della cantante virtuale Belle.

Le illustrazioni dei concept del mondo online [U] sono state create dall’architetto/designer londinese Eric Wong. Taisei Iwasaki (Blood Blockade Battlefront, Dragon Pilot: Hisone and Masotan, The Naked Director) è il direttore musicale e il compositore.

Lo Studio Chizu ha inoltre fatto squadra con lo studio irlandese Cartoon Saloon (Wolfwalkers, La canzone del mare, The Secret of Kells). Tomm Moore e Ross Stewart hanno lavorato con Hosoda per creare un mondo mai visto in BELLE. Alla produzione Yuichiro Saito, presidente dello Studio Chizu.

Co-distribuito da I Wonder Pictures Belle arriverà nelle nostre sale il 17 marzo.

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