Inventing Anna: la vera storia dietro la miniserie Netflix di Shonda Rhimes

Inventing Anna: la vera storia dietro la miniserie Netflix di Shonda Rhimes

Di Marco Triolo

Le storie true crime sono diventate enormemente popolari negli ultimi anni, soprattutto perché si prestano a essere raccontate in due formati: da una parte i documentari e le docuserie, capaci di catturare lo spettatore anche solo narrando i fatti così come sono avvenuti. Dall’altro la fiction, che si appropria di queste storie e le adatta per creare contenuti originali. In entrambi i casi le piattaforme streaming si sono rivelate molto interessate a questo tipo di storie, soprattutto Netflix. Abbiamo parlato da poco de Il truffatore di Tinder, documentario su un artista della truffa che adescava le sue vittime sul celebre servizio di dating online. A pochi giorni dall’uscita del documentario ecco arrivare, sempre su Netflix, Inventing Anna, miniserie sviluppata dalla creatrice di Grey’s Anatomy, Shonda Rhimes, a partire da un’altra storia vera che ha dell’incredibile.

Quella di Anna Sorokin, meglio conosciuta come Anna Delvey, una donna russa che, tra i 2013 e il 2017, si finse un’ereditiera tedesca a New York e riuscì in questo modo a truffare hotel, banche e conoscenti ricchi, vivendo al di sopra delle sue possibilità fino al suo arresto nel 2017. Come spesso accade in questi casi, Anna Soronkin riuscì nell’impresa grazie a una spiccata intelligenza unita a una forza di carattere tale da permetterle di imporre la propria volontà non solo sulle persone, ma anche sulle istituzioni.

La sinossi ufficiale

In Inventing Anna una giornalista che deve dimostrare quanto vale indaga sul caso di Anna Delvey, la leggendaria ereditiera tedesca, famosa su Instagram, che ha conquistato il cuore degli esponenti della società di New York mentre rubava il loro denaro. Ci troviamo davanti alla più grande truffatrice di New York o semplicemente si tratta di una nuova personificazione del sogno americano? Tra Anna e la reporter si forma un legame curiosamente oscuro di amore-odio, mentre la prima aspetta il processo e la cronista affronta una lotta contro il tempo per rispondere alla domanda che tutti in città si fanno: chi è Anna Delvey? La serie s’ispira all’articolo del New York Magazine “How Anna Delvey Tricked New York’s Party People” (“Come Anna Delvey ha ingannato i festaioli di New York”) scritto da Jessica Pressler.

La storia vera

Nata a Domodedovo, una cittadina satellite di Mosca, nel 1991, Anna si trasferì con la famiglia in Germania nel 2007, a sedici anni. Dopo il diploma di scuola superiore, si spostò a Londra per studiare al college artistico Central Saint Martins, ma presto fece ritorno in Germania per trasferirsi ancora una volta a Parigi, dove iniziò uno stage presso la rivista di moda Purple. Fu durante questo periodo che iniziò a usare il nome Anna Delvey, e fu proprio grazie a Purple che poté visitare New York, per seguire la Fashion Week del 2013. Anna decise di restarci e fu trasferita per un breve periodo all’ufficio newyorkese di Purple, ma in seguito lasciò il lavoro.

A questo punto si inventò l’idea della Anna Delvey Foundation, una fondazione d’arte con annesso club privato, e la propose senza successo a vari membri dell’élite sociale della Grande Mela. Tra questi il mecenate e collezionista d’arte cinese Michael Xufu Huang, che Anna convinse a portarla con sé alla Biennale di Venezia, rifiutandosi in seguito di restituirgli i soldi del viaggio. Fu Huang a capire per primo che qualcosa non andava, e che Anna poteva essere una truffatrice.

Le truffe bancarie

In seguito, Sorokin/Delvey tentò di ottenere dei prestiti dalla City National Bank e da Fortress Investment Group, sempre con la truffa, e sempre per finanziare il sogno della sua fondazione, dopo aver ricevuto solo porte in faccia dagli amici dell’alta società. Fallito anche in questo, con in mano 55 mila dollari ottenuti illegalmente iniziò una vita di lussi prima al 11 Howard hotel di SoHo, che la ospitò per tre mesi prima di cacciarla perché non aveva fornito una carta di credito valida (nonostante avesse pagato il salatissimo conto, 30 mila dollari, con soldi ancora una volta ottenuti tramite assegni fraudolenti depositati presso Citybank). Da lì si spostò in altri hotel e, nel maggio 2017, invitò tre amici a seguirla in Marocco per un viaggio “totalmente spesato”, salvo convincere l’amica Rachel DeLoache Williams a pagare il viaggio (e altre spese, tra cui abiti comprati da Anna) di tasca propria. Parliamo di un conto di 62 mila dollari che Sorokin aveva promesso ovviamente di restituirle.

L’arresto

Tornata a New York, e dopo essere stata cacciata da altri due hotel che l’avevano anche denunciata, fu arrestata il 3 ottobre 2017 durante una retata organizzata dall’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan. Anna si trovava a Malibu, in un centro per il trattamento delle dipendenze, dove fu arrestata dall’agente di polizia Michael McCaffrey in collaborazione con Rachel Williams, la donna truffata da Anna in Marocco.

Il 25 aprile 2019, Anna Delvey/Sorokin è stata condannata a una pena tra i quattro e i dodici anni per otto capi di imputazione, tra cui furto aggravato di secondo grado e tentato furto aggravato. Durante il processo, il suo avvocato si accordò con uno stilista per farle confezionare degli abiti da indossare durante le udienze. Un giorno, Anna si rifiutò di entrare in aula perché l’abito non era stato stirato e le era toccato indossare l’uniforme del carcere. L’11 febbraio 2021 è stata rilasciata, dopo meno di due anni, e ha ottenuto da Netflix 320 mila dollari per i diritti sulla sua storia. Ma li ha usati tutti per rimborsare le sue vittime.

Inventing Anna arriverà su Netflix a un anno esatto dalla scarcerazione di Anna Sorokin, l’11 febbraio 2022. QUI ne potete vedere il trailer.

Il cast

Scritta dalla stessa Rhimes, la serie è interpretata da Julia Garner, Anna Chlumsky, Jennifer Esposito, Anna Deavere Smith, Jeff Perry, Anders Holm e Laverne Cox. David Frankel, regista de Il diavolo veste Prada, ha diretto due episodi della serie, incluso il primo.

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