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Elvis secondo Baz Luhrmann, il trailer del film con Austin Butler e Tom Hanks

Elvis secondo Baz Luhrmann, il trailer del film con Austin Butler e Tom Hanks

Di Filippo Magnifico

Baz Luhrmann, regista di grandi successi come Romeo + Giulietta, Moulin Rouge! e Il grande Gatsby, è pronto per tornare sul grande schermo con Elvis, il film biografico sul mitico Re del Rock in arrivo nelle nostre sale nel 2022.
Il trailer del film ha finalmente fatto il suo debutto nel web e ci offre un gustoso – e particolarmente convincente – assaggio di questa pellicola.
Inizia con la voce di Tom Hanks, che interpreta il Colonnello Tom Parker, manager di Elvis Presley. Le sue parole mettono bene in evidenza il ruolo che avrà nel film, o perlomeno il ruolo che molti pensano abbia avuto: quello del villain.
Vediamo il giovane Elvis entrare in una chiesa Gospel, un momento particolarmente importante nella sua vita. La prima esibizione in cui viene preso in giro per il look, fino alla consacrazione come Re del Rock, attraverso tre decenni di storia americana. Nel ruolo del protagonista troviamo Austin Butler, perfettamente calato nella parte.

La versione in lingua originale:

Il film esplorerà la vita e la musica di Elvis Presley (Austin Butler), puntando sulla complicata relazione con il suo enigmatico manager. La complessa dinamica tra i due viene raccontata nel corso di oltre 20 anni, il tutto sullo sfondo dei cambiamenti del panorama culturale e della perdita dell’innocenza attraversata dall’America. Al centro di questo viaggio c’è una delle persone più significative e influenti nella vita di Elvis, Priscilla Presley (Olivia DeJonge).

Abbiamo avuto il piacere di partecipare ad una conferenza stampa virtuale per il lancio del trailer, che ha visto la partecipazione del regista Baz Luhrmann e del protagonista Austin Butler. Il regista ha spiegato il motivo che lo ha spinto a realizzare questa pellicola:

Tutti i più grandi narratori come Shakespeare non hanno mai fatto semplici biografie. Quello che hanno fatto è stato prendere una vita e usarla come tavolozza per dipingere idee più grandi. Amadeus, ad esempio, non parla solo di Mozart, parla di gelosia. Da giovane ero un fan di Elvis ma non so se il mio essere fan sia la vera ragione che mi ha spinto a fare questo film.

Tre vite in una

Il vero motivo che ha spinto Luhrmann a realizzare questo progetto è, infatti, la vita stessa di Elvis, perfetta per raccontare l’America degli anni ’50, ’60 e ’70. Elvis Presley è stato il primo vero punk, ha contribuito alla rivoluzione sessuale negli Stati Uniti (ma anche nel mondo) e molto altro, senza dimenticare il suo profondo legame con la musica afroamericana, considerato da alcuni particolarmente scomodo.

Ha vissuto una vita mitica anche se è morto a 42 anni. Ma quei 42 anni sono praticamente tre vite piene nella stessa persona. Quella vita è stata il centro culturale di questi decenni importanti. Si trattava di una grande opportunità per esplorare l’America ed è proprio questo che mi ha attirato.

Per quanto riguarda Austin Butler, diventare Elvis ha rappresentato una grande responsabilità. L’attore è stato legato a questo progetto per ben tre anni, in un certo senso è cresciuto con questo film.

Avevo 27 anni quando sono stato scelto e ora ne ho 30. C’erano tanti motivi per tuffarsi in questo ruolo, ma il motivo principale era rappresentare qualcuno che è diventato il simbolo della società. Un’icona che ha raggiunto uno stato super-umano. Capire perché era così, perché ha fatto le cose nel modo in cui le ha fatte e scoprire l’uomo dietro l’icona. Tutto questo, unito al fatto di poter lavorare con uno dei più grandi registi viventi.

Diventare Elvis

Tutto questo ha ovviamente richiesto un grande impegno, dato che Butler ha cantato anche le canzoni del Re. Non tutte ma gran parte, soprattutto quelle del primo periodo perché, come specificato dallo stesso regista, per questioni tecniche non potevano essere utilizzate nel film.

Il mio obiettivo era fare in modo che la mia voce diventasse uguale alla sua. E ci ho messo tanto tempo. Mette tanta paura perché pensi che non potrai raggiugnere questo obiettivo. Per un anno ho fatto 6/7 giorni a settimana di vocal coach, lavorando con diversi esperti per approfondire il suo accento, il modo in cui parlava. Alla fine ho preferito lasciare andare il desiderio di perfezione, per trovare la sua vita e viverla nel modo più autentico possibile.

Prodotto, diretto e co-sceneggiato da Luhrmann, il film è co-scritto da Sam Bromell, Craig Pearce e Jeremy Doner su un soggetto di Luhrmann e Doner.
Completano il cast: Gary Clark, Jr., Yola, Shonka Dukureh, Shannon Sanders, Lenesha Randolph, Jordan Holland, Kelvin Harrison Jr. e Alton Mason.

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