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The Afterparty e le infinite sfumature del Giallo, la recensione della serie Apple

The Afterparty e le infinite sfumature del Giallo, la recensione della serie Apple

Di Filippo Magnifico

Apple TV+ continua ad inserire nel suo catalogo produzioni particolarmente interessanti. Tra queste troviamo The Afterparty, in arrivo il 28 gennaio sulla piattaforma di streaming con i primi tre episodi (i successivi saranno rilasciati con cadenza settimanale ogni venerdì).
Creata e diretta da Chris Miller, che partecipa anche come produttore in collaborazione con il socio Phil Lord (lo stesso duo che ci ha regalato 21 Jump Street e The Lego Movie), questa serie si propone come un divertente e divertito ibrido tra titoli come Signori, il delitto è servito, Rashomon e le opere di Agatha Christie. Si tratta di un progetto concepito per il grande schermo nel 2010 (con il titolo The Reunion) e mutato nel corso del tempo, fino alla sua forma definitiva.
Il risultato è una riuscitissima mystery-comedy in grado di appassionare e, soprattutto, non annoiare mai. Il motivo? Ogni episodio di The Afterparty è diverso dal precedente per atmosfera, pur raccontando la stessa storia.

Il trailer

Un delitto, diversi punti di vista, diversi generi cinematografici

Tutto ruota attorno ad un misterioso omicidio avvenuto durante una rimpatriata di compagni di classe delle superiori. Il morto in questione è Xavier (Dave Franco), attore e cantante all’apice del suo successo, mentre i sospettati sono, appunto, i suoi ex compagni di classe. Alla detective Danner (Tiffany Haddish) il compito di risolvere il caso entro l’alba.

Ciascuno degli otto episodi che compongono la serie propone una rivisitazione della stessa notte raccontata attraverso la prospettiva di un personaggio diverso, ognuno con il proprio stile visivo e genere cinematografico, ognuno con il suo “film mentale”.
Si passa dalla rom-com all’action movie, dal thriller all’animazione, dal poliziesco al musical, senza mai dimenticare il crime, che fa da collante al tutto.
In The Afterparty è il punto di vista che conta, il fatto che la stessa notte possa assumere un aspetto totalmente diverso a seconda di chi l’ha vissuta e la racconta attraverso il filtro della sua personalità ma anche dei suoi pregiudizi, delle sue antipatie personali, dei suoi sentimenti.

Si tratta di un espediente indubbiamente affascinante, che consente alla storia di essere sempre dinamica e ricca dei cosiddetti plot twist, di quei ribaltamenti di prospettiva che solo un punto di vista differente può offrire e che portano la spettatore, così come i protagonisti della storia, a rivedere le sue convinzioni nell’attesa che il mistero sia svelato. Si tratta della regola fondamentale del Whodunit, portata all’ennesima potenza cinefila.
Come dichiarato da Miller:

Ogni cosa nella serie si distingue per il suo genere. Abbiamo usato diversi aspect ratio per le diverse storie, che rispecchiano le visioni iconiche tipiche di quel genere. È stata l’opportunità per proporre tutte quelle cose che amiamo di diversi film. E ci sono centinaia di riferimenti, perché si tratta di uno show così complicato con così tanti stili di regia.

Gli interpreti perfetti per una storia divertente e misteriosa

E poi c’è la commedia, che nel corso della sua carriera Chris Miller (sempre in collaborazione con Phil Lord) ha dimostrato di conoscere molto bene. In The Afterparty il divertimento è assicurato e mai banale. Da questo punto di vista il merito è anche di un cast decisamente perfetto, che oltre ai già citati Dave Franco e Tiffany Haddish comprende anche Zoë Chao (Love Life, Downhill), Ben Schwartz (Space Force, House of Lies), Ike Barinholtz (The Mindy Project, Cattivi vicini), Ilana Glazer (Broad City), Jamie Demetriou (Fleabag, Stath Lets Flats) e John Early (Search Party).
Vi è mai capitato di guardare un film o una serie e pensare “Si vede proprio che gli attori si sono divertiti durante le riprese“? Ecco, questo è proprio il caso, e rende il tutto ancora più piacevole.

Con The Afterparty, Apple TV+ fa ancora una volta centro ed è un vero peccato che i suoi titoli, a parte poche eccezioni, continuino a non ottenere tutta l’attenzione che meritano. A differenza di altre piattaforme ben più consolidate che puntano ormai solo alla quantità, la piattaforma dell’azienda di Cupertino punta alla qualità. E si vede.

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