Il 23 dicembre si terrà una riunione della Cabina di regia per discutere di eventuali nuove misure, ancora più restrittive, per arginare l’avanzata della variante Omicron e la nuova ondata di Covid. Si sta parlando, tra le altre cose, di tampone obbligatorio per accedere ai grandi eventi, quindi anche teatri e cinema, anche per chi è dotato di Super Green Pass. Un’ipotesi che per ora è solo tale, appunto, ma che è sul tavolo. E c’è già chi sta reagendo, ovvero AGIS, l’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, che, in una nota indirizzata al presidente del consiglio Mario Draghi, ha fatto sapere il proprio dissenso.
Nella nota, firmata da Carlo Fontana, Presidente AGIS, Mario Lorini, Presidente ANEC, Filippo Fonsatti, Presidente FEDERVIVO e Francesco Giambrone, Presidente ANFOLS, si legge:
Le notizie apparse sugli organi di stampa di un possibile obbligo di tampone per gli spettatori di cinema e teatri hanno creato una forte preoccupazione nel settore. Giova ricordare in questa sede che chi partecipa ad attività culturali deve essere dotato di super green pass, misura da noi convintamente sostenuta, e utilizzare per tutto il tempo i dispositivi di protezione individuale. Il distanziamento nei luoghi di spettacolo è garantito da sedute inamovibili e da una gestione del pubblico fortemente controllata, come previsto dalle Linee Guida della Conferenza delle Regioni. Aggiungere a ciò l’obbligo di un tampone, comporterebbe un fortissimo disincentivo alla partecipazione ed indebolirebbe lo strumento molto efficace del super green pass.
La nota prosegue:
Tutto ciò creerà ancor minore sostenibilità economica, creando alle imprese un danno di centinaia di milioni di euro, visto il particolare periodo festivo, ed ulteriori difficoltà a decine di migliaia di lavoratori già profondamente colpiti dalle ricadute pandemiche. La sicurezza di cinema e teatri è, per tutte le ragioni esposte, fuori discussione e, tra l’altro, rappresentata con convinzione da campagne istituzionali, da noi promosse insieme al Ministero della Cultura. Le chiediamo, quindi, un Suo autorevole intervento per evitare un danno incalcolabile e, probabilmente, non più recuperabile per questo settore. Siamo certi che, pur nel rispetto delle esigenze di salute pubblica, converrà con noi sul fatto che le misure in atto sono già a garanzia di assoluta sicurezza.
E conclude:
La pandemia, come da lei definito nel nostro incontro, ha rappresentato, tra l’altro, anche un “devastante disastro culturale”. Le chiediamo di evitarne ulteriori conseguenze che potrebbero derivare da misure eccessivamente restrittive.