Ron – Un amico fuori programma: una storia di formazione 2.0, la recensione

Ron – Un amico fuori programma: una storia di formazione 2.0, la recensione

Di Filippo Magnifico

Crescere non è semplice, lo sappiamo bene.
Soprattutto l’adolescenza, quel periodo della nostra vita in cui essere parte di un gruppo è la cosa più importante e possedere o meno qualcosa può rivelarsi fondamentale per la nostra vita sociale (con tutte le accezioni questo termine può aver assunto oggi).
Lo sa bene Barney, uno studente delle medie che rischia di essere tagliato da tutto e da tutti perché non possiede (e soprattutto non può permettersi, perché è super costoso) un B-bot, l’oggetto tecnologico del momento, programmato per essere il nostro migliore amico.
E il giorno in cui riesce ad averlo le cose non vanno in ogni caso per il verso giusto, perché Ron, questo il nome del suo B-bot, è difettoso. C’è qualcosa che non funziona in lui ma questo per certi versi lo rende unico, un’eccezione in un mondo popolato da macchine programmate per essere i nostri migliori amici.
E Barney, che di veri amici non ne ha più, cercherà di insegnare a Ron quello che per cui, in teoria, è stato costruito: cos’è l’amicizia.

Il migliore amico dell’uomo

Ad uno primo sguardo Ron – Un Amico Fuori Programma, il film di animazione diretto da Sarah Smith e dal veterano di Pixar Jean-Philippe Vine, e co-diretto da Octavio E. Rodriguez, potrebbe sembrare l’ennesima riflessione sul rapporto tra uomo e macchina. Un tema che più volte è intervenuto nel mondo della settima arte, si veda il recente I Mitchell contro le macchine o, scavando nel passato, titoli come Corto Circuito (che oltretutto sembra una forte fonte di ispirazione per questa storia).
Ed è sicuramente così, ma non solo. In realtà dietro questo primo strato, si nasconde una riflessione sull’influenza che i social media stanno avendo sulle nuove generazioni e sul modo in cui le grandi tecnologie stanno per certi versi uccidendo l’innocenza tipica dell’infanzia.
Lo status symbol è ormai anche status sociale, ed è qui che si inseriscono i B-bot, oggetti dal design minimale e accattivante (come tutti quelli Apple, e il richiamo all’azienda di Cupertino è ben evidente) che ci fanno compagnia ma allo stesso tempo ci permettono di condurre quella vita virtuale che ormai vale più della vita reale.
Non un semplice smartphone, un vero e proprio oggetto in grado di sostituire la figura umana, ma al tempo stesso necessario per avere l’approvazione di quelle figure che contemporaneamente rende obsolete.
E poi c’è Ron, l’eccezione che conferma la regola, il robot con “un’anima” che regala moltissime risate e che guida il giovane Barney lungo un complicato (ad un certo punto anche concitato) percorso di crescita.

Una storia di formazione 2.0

Perché Ron – Un Amico Fuori Programma è anche questo, una storia di formazione nell’era dei social media, che ruota attorno ad una domanda sempre attuale: è meglio passare tempo con il nostro nuovo giocattolo o correre e giocare nel mondo reale?
La risposta sta nel mezzo, come ci insegna il film, le due cose possono convivere se messe nelle mani delle persone giuste, animate dalle migliori intenzioni.
Fondamentale, da questo punto di vista, il modo in cui il film prende in giro la cosiddetta Silicon Valley, attraverso i creatori dei B-Bot: un giovane CEO alla moda e il suo braccio destro, un dirigente modello Steve Jobs, il cui unico scopo è fare miliardi sfruttando i dati di tutti suoi clienti.

La perfezione dell’imperfezione

Divertente, toccante, per certi versi didascalico ma mai noioso, Ron – Un Amico Fuori Programma è un film perfetto per tutta la famiglia, in grado di pizzicare le giuste crede delle mozioni.
Offre alcuni interessanti spunti di riflessione e ci regala una sincera storia di amicizia che, nel finale, rischia di fare seriamente commuovere.

Ron – Un amico fuori programma arriverà il 21 ottobre nelle sale italiane, distribuita da The Walt Disney Company Italia.
Nel cast vocale italiano troviamo l’autore, attore, comico, musicista, cantante, conduttore televisivo, radiofonico e fumettista Lillo che presta la propria voce a Ron; l’attore Miguel Gobbo Diaz, doppiatore di Marc; i creators DinsiemE (Erick e Dominick), che danno la voce rispettivamente a B-Bot di Ava (Erick) e B-Bot Invincibile e B-Bot di Alice (Dominick).

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