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No Time to Die: le citazioni e i riferimenti alla saga di 007 che (forse) ti eri perso

No Time to Die: le citazioni e i riferimenti alla saga di 007 che (forse) ti eri perso

Di Marco Triolo

No Time to Die è finalmente uscito nelle sale italiane e non solo, dopo un anno molto difficile per il mondo del cinema e il mondo in generale. Un anno che ha rimesso in discussione molte nostre certezze come No Time to Die mette in discussione alcune certezze sul granitico e immutabile mito di Bond.

Com’è No Time to Die? A questa domanda lasciamo rispondere la nostra recensione. Qui basti dire che il film – pur pagando pegno alla saga intera – rappresenta l’appropriata chiusura della fase più sperimentale di tutta la serie, ovvero la “gestione Daniel Craig“, durante la quale James Bond è cambiato molto più di quanto avesse mai fatto nei quarant’anni precedenti.

Ma questo non significa che il regista Cary Fukunaga e il suo team di sceneggiatori, tra cui i veterani Neal Purvis e Robert Wade e la new entry Phoebe Waller-Bridge, non abbiano colto l’occasione per omaggiare quello stesso mito con una serie di strizzate d’occhio dedicate ai fan più fedeli e attenti.

Ecco dunque alcune delle citazioni e dei riferimenti cosparsi per tutto No Time to Die. Ovviamente questo articolo è pieno di spoiler, compreso LO spoiler, quello più pazzesco del film. Per cui siete avvertiti. Pronti via!

Lo ribadiamo per l’ultima volta: SPOILER!!!

Sulla tomba dell’amata

No Time to Die si apre con una sequenza a Matera che inizia come un idillio vacanziero, con Bond e Madeleine che si godono un giretto in Italia, e finisce con un inseguimento per le strade della città della Basilicata. I problemi sorgono quando Bond va a visitare la tomba della sua ex, Vesper Lynd (con foto di Eva Green d’ordinanza) e viene travolto da un’esplosione architettata da Blofeld.

La scena fa riferimento a Solo per i tuoi occhi, nel quale il Bond di Roger Moore faceva visita alla tomba dell’amata Tracy (morta in Al servizio segreto di Sua Maestà, ne riparleremo), solo per venire attaccato da Blofeld (il cui nome non veniva mai pronunciato per questioni legali).

Ma la scena cita anche una fonte letteraria, il romanzo Al servizio segreto di Sua Maestà in cui Bond visitava la tomba di Vesper. È lì che, nel libro, incontra la contessa Teresa “Tracy” Di Vicenzo, sua futura sposa.

We Have All the Time in the World

Il celebre brano We Have All the Time in the World, composto da John Barry e Hal David ed eseguito da Louis Armstrong per la colonna sonora di Al servizio segreto di Sua Maestà, viene rispolverato in No Time to Die sia sotto forma di omaggio strumentale nella colonna sonora di Hans Zimmer, sia per intero sui titoli di coda. E oltretutto la battuta “Abbiamo tutto il tempo del mondo” diventa un leitmotiv del film.

Non è un caso. Considerato a lungo il Bond peggiore, Al servizio segreto di Sua Maestà, l’unico film della saga interpretato da George Lazenby, è stato parecchio rivalutato e ora è considerato uno dei migliori. Certamente è quello col finale più tragico e “realistico”: appena sposatosi con Tracy, Bond se la vede ammazzare da Blofeld. Alla fine le sussurra “Abbiamo tutto il tempo del mondo”, mentre il brano di Armstrong prende il volo. Non è un caso, dicevamo, che il brano torni in No Time to Die, primo 007 in assoluto in cui James Bond muore. Nella scena finale, è ancora Bond a pronunciare la fatidica battuta, ma qui diventa “Avete tutto il tempo del mondo” ed è riferita a Madeleine e alla loro figlia.

Inoltre, Zimmer cita un brano della colonna sonora di John Barry, sempre da quel film, nella scena in cui Bond incontra M in riva al Tamigi. Insomma, Al servizio segreto di Sua Maestà è ufficialmente riabilitato anche agli occhi di Barbara Broccoli.

Le auto

Bond sfoggia due auto classiche in No Time to Die. La prima è ovviamente la classica Aston Martin DB5, appartenuta al primo 007 (Sean Connery) in Missione Goldfinger e riemersa in Skyfall. La seconda è invece l’Aston Martin V8 Vantage, che viene da Zona pericolo, il primo dei due Bond con Timothy Dalton (ha anche la stessa targa di allora, B549 WUU).

Un’auto come arma

A proposito di macchine… In No Time to Die, Bond uccide Logan Ash, l’agente doppiogiochista che ha ucciso Felix Leiter, dando un calcio all’auto sotto la quale era incastrato. Che ci crediate o meno, non è la prima volta che Bond ammazza qualcuno calciando un’auto: è successo in Solo per i tuoi occhi, in cui Bond uccideva il killer Locque, colpevole oltretutto di aver ammazzato un agente amico di 007 (l’italiano Luigi Ferrara), calciando la sua auto e facendola cadere da una scarpata.

La storia degli M

Vi sarete certamente accorti che, nei corridoi del quartier generale dell’MI6, è appeso il ritratto del predecessore di Mallory (Ralph Fiennes) nel ruolo di M, ovvero Judi Dench. Ma nelle stesse scene si possono anche vedere i ritratti di Bernard Lee, interprete di M nel corso di undici film, da Licenza di uccidere a Moonraker, e Robert Brown, M da Octopussy a Vendetta privata. E ora provate a dirmi ancora che non è tutto in continuity e il nome “James Bond” non è solamente un alias!

Shatterhand

Shatterhand era il titolo di lavorazione di No Time to Die, e anche questo non a caso. “Guntram Shatterhand” è un alias di Blofeld nel romanzo Si vive solo due volte. In esso, Blofeld coltivava un giardino di piante velenose noto come “Giardino della Morte”. Il giardino velenoso di Safin (Rami Malek) sembra un riferimento diretto a quest’ultimo.

Safin è apparentemente anche un omaggio al classico Bond villain Dr. No, apparso nel primissimo film della saga, Agente 007 – Licenza di uccidere. Entrambi hanno creato la loro base segreta su un’isola. E, quando si presenta a casa di Madeleine nel prologo, Safin indossa una maschera giapponese della tradizione Noh.

L’elogio funebre di Bond

Quando M propone un brindisi a Bond dopo il suo sacrificio, cita queste parole (perdonateci se la traduzione non è la stessa del film): “Il giusto scopo di un uomo è vivere, non esistere. Non sprecherò i miei giorni tentando di prolungarli. Farò uso del mio tempo”. La frase è attribuita a Jack London e fu usata da Ian Fleming per il necrologio di Bond nel romanzo Si vive solo due volte, dove 007 inscenava la sua morte.

James Bond Will Return

Queste quattro paroline appaiono alla fine dei titoli di coda di No Time to Die, come da tradizione. Stavolta, però, assumono un significato più importante: la Eon Production e MGM ci stanno assicurando che 007 risorgerà interpretato da un altro attore. Di solito era scontato, ma non stavolta.

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