Ghostbusters: Legacy – La recensione del film di Jason Reitman

Ghostbusters: Legacy – La recensione del film di Jason Reitman

Di Marlen Vazzoler

Con Ghostbusters: Legacy Gil Kenan e Jason Reitman hanno letteralmente scritto una lettera d’amore al Ghostbusters di Ivan Reitman. Il film è infarcito di rimandi alla pellicola originale ma allo stesso tempo riesce a crearsi una sua identità, che speriamo possa essere esplorata in futuro in un nuovo capitolo.
Il film è un tuffo nella nostalgia, amplificata dalla colonna sonora di Rob Simonsen.

Nuova destinazione: Summerville

La prima parte del film è costruita in modo molto sottile. Durante la presentazione dei nuovi protagonisti gli sceneggiatori hanno seminato dei piccoli indizi che permettono di inquadrare come la pellicola s’inserisce all’interno del franchise di Ghostbusters ma senza rivelare mai troppo. In questo modo i nuovi personaggi hanno lo spazio necessario per respirare e crescere.

Callie (Carrie Coon) è impegnata a crescere i suoi due figli: il quindicenne Trevor (Finn Wolfhard) e la dodicenne Phoebe (Mckenna Grace), una piccola scienziata in erba. Improvvisamente ricevono la notizia della morte del nonno, accompagnata da uno sfratto. I tre sono così costretti a trasferirsi nella desolante Summerville, in Oklahoma.

Fin dalle prime battute Mckenna Grace ruba costantemente la scena, diventando l’indiscussa piccola protagonista del film. Incompresa dalla madre, che odia tutto quello che è legato alla scienza, e dai suoi coetanei, è una piccola nerd solitaria che può contare solo sulle certezze fornite dalla scienza. L’unico appoggio è quello che riceve dal fratello maggiore, pronto a dispensare consigli che l’aiutino a inserirsi nella società. Wolfhard e Grace sono riusciti a costruire un legame credibile, con la giusta dose di complicità tra i due fratelli.

Summerville diventerà il luogo in cui finalmente Phoebe riuscirà non solo a trovare il suo primo amico: Podcast (un simpaticissimo Logan Kim) ma in cui verrà apprezzata per le sue qualità che riuscirà a mettere ampiamente in mostra. La conoscenza con l’insegnante estivo locale Gary Grooberson (un Paul Rudd in gran forma) l’aiuterà a scoprire le sue origini e cosa si nasconde dietro alla scomparsa del nonno.

La figura paterna assente

Callie e i suoi due figli hanno una cosa in comune: una figura paterna assente. Il padre dei due ragazzi viene nominato poche volte nel corso del film, ma un dettaglio viene rimarcato: non riusciva a comprendere la figlia.

Inizialmente non sappiamo molto del nonno, solo che ha abbandonato tutto e tutti (la famiglia e gli amici) per trasferirsi nel nulla. Callie non è mai riuscita a superare questo trauma che l’ha portata a odiare la scienza, e allo stesso tempo a creare un rapporto insicuro con la figlia.

Quando Phoebe comincia a diventare una piccola copia in miniatura del padre di Callie, la donna ha paura di replicare con la figlia il rapporto che ha avuto con il padre. Il loro rapporto viene messo alla prova e diventa uno dei punti cardini della storia.

I fantasmi sono tornati

Fin dalle prime battute del film, capiamo che a Summerville sta succedendo qualcosa che ha a che fare con delle presenze paranormali. La città è inspiegabilmente colpita ogni giorno da un terremoto di natura ignota, che il sismologo Gary non riesce a spiegare.

La scoperta di una trappola per fantasmi da parte di Phoebe, spalleggiata da Podcast e Gary, porta alla liberazione di un’entità apparentemente familiare che mette in moto un meccanismo che porterà alla fine del mondo. La decisione di usare effetti visivi per lo più di natura pratica ha permesso agli attori di fornire delle interpretazioni più profonde.

La storia sembra ripetersi ma non tutto fila liscio come nel primo film e quando tutto sembra perduto è Phoebe con il suo fragile corpo che diventa l’ultima speranza della resistenza.
Non vi diremo altro sul terzo atto, per non rovinarvi la sorpresa, ma preparatevi per sicurezza dei fazzoletti, potreste averne bisogno.

Ghostbusters: Legacy è un degno tributo, un omaggio alla pellicola del 1984 e a chi ci ha lasciato.

Mi raccomando, non perdetevi la scena durante i titoli di coda!

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