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La comunità LGBTQ+ contro Dave Chappelle per le battute omofobe nel suo special Netflix

La comunità LGBTQ+ contro Dave Chappelle per le battute omofobe nel suo special Netflix

Di Marco Triolo

Dave Chappelle era già noto alla comunità LGBTQ+ per le sue battute altamente controverse su gay e trans, ma il suo ultimo speciale Netflix, The Closer, è stato la proverbiale goccia di troppo. E ha già causato un incidente all’interno della compagnia: Jaclyn Moore, produttrice di Dear White People e donna trans, ha dichiarato su Twitter che non lavorerà più per Netflix “finché continueranno a distribuire e trarre profitto da contenuti palesemente e pericolosamente transfobici”.

In The Closer, Chappelle afferma, tra le altre cose, che “Il genere è un fatto”:

Ogni essere umano in questa stanza, ogni essere umano sulla Terra ha dovuto attraversare le gambe di una donna per essere sulla Terra. Questo è un fatto.

E aggiunge che in America “puoi uccidere un negro, ma farai meglio a non urtare i sentimenti di una persona gay”. Tra le altre affermazioni controverse, c’è stata la presa di posizione a favore di J.K. Rowling, finita nel mirino della comunità LGBTQ+ per alcune affermazioni apparentemente transfobiche (Chappelle si è definito “Team TERF”, acronimo di “trans-exclusionary radical feminist”). Dave Chappelle ha concluso lo spettacolo sottolineando come le sue fossero solo battute:

Non dirò un’altra battuta su di voi finché non saremo entrambi sicuri che stiamo ridendo insieme. Alla vostra comunità chiedo solo – in tutta umiltà – di smettere di prendervela con la mia gente.

Le reazioni

Immediata la reazione di GLAAD (Gay & Lesbian Alliance Against Defamation), che in un tweet ha commentato:

Il nome Dave Chappelle è diventato sinonimo del ridicolizzare le persone trans e altre comunità emarginate. Le recensioni negative e gli spettatori che hanno fortemente condannato il suo ultimo speciale dicono all’industria che il pubblico non vuole che venga dato spazio alle diatribe anti-LGBTQ. Concordiamo.

David Johns, direttore esecutivo della National Black Justice Coalition, ha preso invece posizione contro un altro aspetto controverso suggerito nello spettacolo di Dave Chappelle, ovvero che una comunità emarginata (i neri) debba essere presa più seriamente o abbia più diritti di un’altra (LGBTQ+), e che le due siano fondamentalmente in conflitto:

È profondamente deludente che Netflix abbia concesso alla pigra e ostile transfobia e omofobia di Dave Chappelle un posto sulla sua piattaforma.

Considerando che il 2021 è sulla strada per diventare l’anno più letale di sempre per le persone transgender negli Stati Uniti – la maggior parte delle quali sono persone transgender nere – Netflix dovrebbe essere più giudiziosa. Perpetuare la transfobia perpetua la violenza.

Netflix dovrebbe immediatamente togliere The Closer dalla sua piattaforma e chiedere scusa alla comunità transgender.

Datemi retta: le persone LGBTQ+ e gay nere esistono, e sono sempre esistite. La lotta contro l’oppressione non è un gioco a somma zero, e la pervasività della supremazia bianca negli Stati Uniti non è una scusa per l’omofobia o la transfobia.

Ieri, durante la prima del documentario sul suo campo estivo per comici da lui organizzato in Ohio l’anno scorso, Chappelle si è scagliato nuovamente contro la cancel culture. “Se essere cancellati vuol dire questo, lo adoro”, ha affermato davanti alla platea di 18 mila persone dell’Hollywood Bowl. Aggiungendo che per cancellare la cancel culture è necessaria una “cospirazione di gentilezza”.

Netflix ha preferito non commentare sulla faccenda e attualmente non ha ancora preso una posizione.

Fonte: Deadline

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