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What If…? – Le Citazioni e i Riferimenti nel quarto episodio

What If…? – Le Citazioni e i Riferimenti nel quarto episodio

Di Andrea Suatoni

Il quarto episodio di What If…? ci mostra una storia incentrata sul Doctor Strange: secondo molti fan Marvel, si tratta del migliore episodio fino ad ora, forse il primo che riesce a far rivivere anche sul piccolo schermo le atmosfere degli storici What If…? a fumetti.
Anche in questo caso le easter egg, le citazioni ed i riferimenti al mondo Marvel (e non solo) sono moltissimi: ecco tutto quello che abbiamo scovato in E se… Doctor Strange avesse perso il cuore invece delle mani?

TIMELINE

Stavolta le differenze che stano alla base della storia, come sempre basata sul Marvel Cinematic Universe, non derivano da una scelta scelta umana, bensì da una sorta di scherzo del destino: nella realtà alternativa che Uatu l’Osservatore ci mostra all’interno del multiverso, era “scritto” che sarebbe stata la morte di Christine Palmer anziché la perdita dell’uso delle mani a spingere Stephen Strange a studiare le arti mistiche ed infine a diventare il mago supremo.
Abbiamo visto come, fino alla sconfitta di Dormammu, molti particolari siano rimasti gli stessi, dalla iconica scena della mela mentre Stephen impara ad usare l’Occhio di Agamotto (alias la Gemma del Tempo) fino alla morte dell’Antico o al loop temporale con il quale Strange ha ragione del signore della Dimensione Oscura.

In seguito però, qualcosa in Strange si “rompe”: l’ossessione di sistemare le cose con Christine, unita alle infinite possibilità offerte dalla Gemma del Tempo, fa uscire il Mago Supremo di senno, fino al cupo finale che vede un intero universo collassare su sé stesso.

TUTTI I RITORNI

 

Moltissimi i ritorni nell’episodio di questa settimana, anche riguardo i protagonisti (diversamente da alcuni attori “missing in action” negli scorsi episodi).
Benedict Cumberbatch torna per prestare la voce al Mago Supremo (e alla sua malvagia controparte), ed anche Rachel McAdams fa il suo ritorno nel ruolo di Christine Palmer. Accanto a loro, altri “big” del Marvel Cinematic Universe come Tilda Swinton nel ruolo dell’Antico e Benedict Wong in quello di Wong.

Da segnalare infine un cameo che segna una succosissima easter egg: la giornalista che circa a metà della storia annuncia in TV la morte di Christine in un attentato è Christine Everhart, parte del MCU fin dal 2008 dal primo Iron Man. L’abbiamo vista anche in Iron Man 2 e nella serie di corti WHIH Newsfront, interpretata come in What If…? da Leslie Bibb.

SCENE RIUTILIZZATE

Come abbiamo accennato in apertura, i cambiamenti in questo universo rispetto al MCU hanno luogo solamente dopo gli eventi visti nel primo Doctor Strange. Per far un veloce “ripasso” della storia, l’episodio riutilizza alcune delle scene più iconiche del film con le stesse identiche inquadrature, come la già citata scena dei morsi sulla mela, la morte dell’Antico, la lotta contro Dormammu e in apertura anche le modalità in cui l’auto di Strange finisce fuori strada.

NEXUS E PUNTI ASSOLUTI

Loki

La nuova “dinamica” dei punti assoluti si scontra con quella dei nexus che abbiamo esplorato nella serie Loki: alla base dell’episodio non troviamo una vera e propria citazione quindi, quanto una differenza che sembra quasi un errore concettuale. Forse il “punto assoluto” indica un nexus influenzato da forze mistiche (ancorato ad un solo universo, visto che altrove la dottoressa è rimasta in vita senza conseguenze apocalittiche), che pur creando realtà alternative (come ci insegna la TVA) finisce per ripiegarsi su sé stesso e “rientrare” nella sua stessa linea temporale (?). Magari ne sapremo di più in Doctor Strange in the Multiverse of Madness, o nella stagione 2 di Loki?

DOCTOR WHO

Doctor Who

L’idea dei Punti assoluti non è inedita: vari film e show che interessano i viaggi temporali o interdimensionali ne hanno parlato o accennato. Il più famoso di questi è sicuramente Doctor Who: nella serie viene chiaramente spiegato come nel tempo esistano dei “punti fissi”, eventi chiave a livello storico, impossibili da cambiare. Questi possono essere un particolare evento o, come nel caso di Christin Palmer in What If…? la morte di una particolare persona.

O-BENGH

Il “nuovo” mentore di Strange, guardiano della biblioteca di Cagliostro, è una vecchia conoscenza dei lettori di fumetti.
Nonostante sia presentato come un’entità benevola (molto simile all’Antico), O-Bengh nei fumetti è una figura controversa, non sempre dedita al bene.
Come lasciato intendere anche dall’episodio in sé, O-Bengh cela la vera identità di Cagliostro, mago dal potere quasi infinito ed uno dei più celebri utilizzatori del Darkhold (il grimorio supremo di magia nera che abbiamo visto anche in WandaVision).

AUTO-REFERENZIALITA’

What If...?

Nell’episodio, Strange diventa talmente potente da arrivare a percepire addirittura Uatu, l’Osservatore: per la prima volta dall’inizio della serie, Uatu si rivolge direttamente ad uno dei personaggi dei quali ci racconta le storie, intervenendo attivamente sfiorando i limiti del suo giuramento di non interferenza.

HULK WAS RIGHT!

Hulk

La teoria di Bruce Banner in Avengers: Endgame affermava che è impossibile cambiare il passato, poiché il passato nel caso di un viaggio temporale diventa il futuro del viaggiatore. L’episodio riprende tale teoria, avallata da dinamiche mistiche, e aggiunge anche un pizzico di Final Destination.

SHUMA-GORATH

Anche in questo episodio come nel primo di What If…? compare Shuma-Gorath, entità interdimensionale che in teoria dovrebbe essere unica: si tratta quindi dello stesso Shuma-Gorath contro cui ha lottato Captain Carter? Abbiamo forse individuato una sorta di trama orizzontale fra i vari episodi?

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