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Star Trek, i 55 anni del sogno di Gene Roddenberry

Star Trek, i 55 anni del sogno di Gene Roddenberry

Di DocManhattan

Cinquantacinque anni fa, l’8 settembre del 1966, andava in onda negli USA il primo episodio di Star Trek.  O meglio, il primo episodio regolare, dopo una puntata pilota rigettata dal network un anno prima, con un altro comandante dell’Enterprise al posto di Kirk. Per vedere il tutto in Italia sarebbero occorsi altri tredici, lunghi anni, ma l’epopea di Star Trek prendeva quella sera di oltre mezzo secolo fa ufficialmente il volo, con la prima delle tre stagioni della serie originale (per i fan Star Trek The Original Series, o semplicemente TOS) e una missione che, attraverso varie navi, equipaggi e iterazioni del franchise, sarebbe andata ben oltre il quinquennio previsto per  la gita dell’Enterprise. E tutto era nato perché un quarantenne texano aveva presentato questo progetto che gli stava a cuore come un western nello spazio. Con milioni di zeri.

Star Trek storia 55 anni

RODDENBERRY, PILOTA E POLIZIOTTO

Nato nel 1921 ad El Paso, in Texas, ma cresciuto a Los Angeles, prima dei trent’anni Eugene Wesley Roddenberry, detto Gene, aveva fatto già di tutto. Dal poliziotto addetto al traffico al pilota di aerei civili e militari, sopravvivendo tra una cosa e l’altra allo schianto di ben tre velivoli, compreso un bombardiere B-17 quando era sotto le armi, durante la Guerra, e un volo della Pan Am, in un disastro aereo che nel ’47 provocò quindici vittime (ma non c’era lui, ai comandi).

Ma il sogno di Roddenberry era guadagnarsi da vivere con i tasti di una macchina da scrivere, visto che sin da ragazzo era un avido lettore di storie di avventura e, soprattutto, fantascienza. Comincia così a lavorare prima per i quotidiani e poi per la TV, e quando gli affidano una serie chiamata Riverboat (1959-1961), ambientata nel Mississippi dell’800, e gli dicono che non possono esserci persone nere nello show, manda tutti al diavolo e se ne va. Alcuni anni dopo, nel ’68, con il bacio tra Kirk e Uhura in Star Trek, uno dei primi baci interrazziali nella storia della TV, avrebbe dato un piccolo, enorme contributo al dibattito sui diritti civili.

La sua prima serie, sempre per la NBC, è del 1963: si intitola The Lieutenant (il tenente), è ambientata nel mondo dei Marines e presenta diversi attori che saranno protagonisti di Star Trek, come la citata Nichelle Nichols, Leonard Nimoy, Ricardo Montalbán e altri ancora. Ma Roddenberry era un patito di fantascienza, dicevamo: ha una sua serie sci-fi nel cassetto. E un modo molto scaltro per proporla.

Star Trek storia 55 anni

UN CARRO DEL VECCHIO WEST LANCIATO NELLO SPAZIO

C’è questo documento che porta la data dell’11 marzo 1964, un draft, sostanzialmente una bozza, della proposta di Star Trek. È bellissimo. Per spiegare la quantità infinita di avventure a cui il presupposto di una serie del genere può aprire le porte, a pagina 2 del documento Roddenberry chiama in causa l’astronomia, spiegando con una formula che moltiplica il numero di galassie stimate nell’universo per quello di stelle per ciascuna galassia. Riempie così la pagina di decine e decine di zeri, e alla fine indica i tre milioni di possibili mondi in cui la vita potrebbe aver attecchito e aver generato creature intelligenti.  Poche righe dopo, leggiamo: “Tradotto nella lingua della TV, Star Trek  è come Carovane verso il West (Wagon Train)”. Una popolare serie western andata in onda tra gli anni 50 e 60. La differenza, evidentemente, è che qui al posto della carovana c’era un’astronave: “si chiamerà S.S. Yorktown”.

Sì, quel nome non era definitivo. Come quelli di praticamente tutti i membri dell’equipaggio.

Star Trek storia 55 anni

QUASI TUTTO DA RIFARE

Roddenberry bussa alla porta di vari network per presentare la sua idea. Alla CBS sono molto interessati, ma non per produrla: hanno in cantiere Lost in Space, e fiutano un potenziale rivale. Cosa vuole questo signore, far loro concorrenza, per caso? Alla fine è la NBC a dare una possibilità a Gene, finanziando l’episodio pilota di cui parlavamo all’inizio: The Cage (in italiano Lo zoo di Talos), completato nel dicembre del ’64. E privo di Kirk. Nel pilota c’è già lo Spock di Leonard Nimoy, ma alla guida dell’Enterprise, al posto di James Tiberius Kirk, c’è Christopher Pike, interpretato da Jeffrey Hunter. The Cage viene bocciato dalla NBC e verrà trasmesso in TV in forma integrale solo oltre vent’anni dopo; nel frattempo, molte scene vengono riciclate per quello che diventerà un episodio doppio della prima stagione, L’ammutinamento (The Menagerie).

Per il nuovo episodio pilota chiesto da NBC – che verrà poi mandato in onda come terzo episodio di Star Trek con il titolo Oltre la galassia (Where No Man Has Gone Before), quasi tutto il cast de Lo zoo di Talos viene rimpiazzato, compreso il personaggio di Number One, la seconda in comando di Pike: è l’attrice Majel Barrett, che ha iniziato una relazione con Gene Roddenberry e dopo qualche anno diventerà sua moglie. È stata lei a suggerirgli Nimoy come Spock. Il nuovo capitano è invece un trentenne canadese che ha già recitato sia al cinema che in TV, tra le altre cose apparendo al fianco di Yul Brynner e Maria Schell nel Karamazov di Richard Brooks. Si chiama William Shatner.

DeForest Kelley accetta di diventare il Dr. Leonard “Bones” McCoy dopo aver rifiutato la parte del vulcaniano Spock. E siccome alla diversità, in un’astronave che rappresenta la Terra, Roddenberry teneva, ingaggia anche un americano di origini giapponesi, il cui primo lavoro a Hollywood era stato doppiare dei film di Godzilla e altri Kaiju. Il suo nome è Hosato Takei, detto George, e diventerà il timoniere della serie classica, Hikaru Sulu.

Star Trek storia 55 anni

DAL RISCHIO CANCELLAZIONE… AL RISCHIO SPOCK

Star Trek debutta come detto sulla NBC la sera di cinquantacinque anni fa. E gli ascolti non vanno bene per niente. Quelli molto positivi della prima puntata, Trappola umana (The Man Trap Trappola), sono in realtà falsati, perché quella sera vanno in onda sulle reti rivali perlopiù repliche. Ma le settimane successive si cambia musica, e non è l’ipnotica sigla composta da Alexander Courage che parla di spazio e ultima frontiera: Star Trek viene fatto a pezzi dagli altri show. Roddenberry è sicuro che lo slot orario scelto (a seconda del fuso, tra le 20,30 e le 21,30) non sia adatto, perché allontana gli spettatori più giovani, ma la NBC intravede comunque un potenziale di crescita, per la ragione opposta: sa, per le ricerche fatte, che molti spettatori sono adulti con un buon tasso di istruzione. Oro per gli inserzionisti.

Star Trek viene rinnovato per una seconda e poi per una terza stagione: il 79° e ultimo episodio va in onda il 3 giugno del ’69. Sembra la fine, ma come sappiamo, per il mito di Star  Trek, è solo l’inizio. La saga arriverà ai giorni nostri, attraverso una miriade di film, sequel televisivi e serie animate. Prima di salutare questo pianeta – letteralmente, visto che le sue ceneri sono state lanciate nello spazio – nel 1991, Gene Roddenberry farà a tempo, fra l’altro, a tenere a battesimo insieme al cast di Star Trek una vera navicella spaziale chiamata Enterprise, lo Space Shuttle omonimo, il primo, nel 1976.

Star Trek storia 55 anni

Dieci anni prima, nel ’66, Roddenberry aveva avuto uno scambio epistolare con lo scrittore di fantascienza Isaac Asimov. Preoccupato per gli ascolti zoppicanti, l’autore aveva chiesto ad Asimov alcuni consigli per Star Trek. Ad esempio, come fare in modo che la popolarità crescente di Spock non mettesse in ombra Kirk. Lo scrittore gli aveva risposto di farli muovere sempre in squadra: Kirk avrebbe beneficiato dell’affetto del pubblico per Spock.

“Una furbata di voi terrestri”, l’avrebbe definita il vulcaniano. Più o meno.

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