La regina degli scacchi: la campionessa Nona Gaprindashvili fa causa a Netflix per diffamazione

La regina degli scacchi: la campionessa Nona Gaprindashvili fa causa a Netflix per diffamazione

Di Marco Triolo

La regina degli scacchi ha appena vinto nove Creative Arts Emmy e si prepara a vincerne altri durante la serata dei Primetime Emmy Awards, ma ora Netflix dovrà anche preoccuparsi di vincere da un’altra parte: in tribunale. La compagnia è stata infatti citata in giudizio da Nona Gaprindashvili, scacchista georgiana che fu una campionessa per l’Unione Sovietica e ora chiede la cifra di 5 milioni di dollari per diffamazione.

L’oggetto del contendere è una battuta che viene pronunciata nel gran finale de La regina degli scacchi, quando Beth Harmon sta disputando una partita contro il campione sovietico Vasily Borgov a Mosca. “L’unica cosa insolita di lei è il suo sesso, davvero, e anche questo non è un’eccezione in Russia”, afferma un commentatore. “C’è Nona Gaprindashvili, ma è la campionessa del mondo femminile e non ha mai affrontato uomini”.

Peccato che non sia vero. Ecco cosa si legge nel testo della causa:

Gaprindashvili è una pioniera tra le scacchiste e un’icona amatissima nel suo paese natale, la Georgia. Nel corso della sua straordinaria carriera, ha vinto molti campionati, battuto alcuni dei migliori scacchisti uomini al mondo ed è stata la prima donna nella storia a raggiungere lo status di grande maestro internazionale di scacchi tra gli uomini.

E prosegue:

Affermare che Gaprindashvili “non ha mai affrontato uomini” è apertamente falso, oltre a essere esageratamente sessista e denigratorio. Entro il 1968, l’anno in cui è ambientato questo episodio, aveva già affrontato almeno 59 scacchisti uomini (28 dei quali simultaneamente in una sola partita), inclusi almeno dieci grandi maestri dell’epoca, tra cui Dragolyub Velimirovich, Svetozar Gligoric, Paul Keres, Bojan Kurajica, Boris Spassky, Viswanathan Anand e Mikhail Tal. Gli ultimi tre furono anche campioni del mondo durante le loro carriere.

La conclusione è un vero scacco matto:

Netflix ha mentito senza vergogna e deliberatamente sui conseguimenti di Gaprindashvili con il facile e cinico obbiettivo di “drammatizzare la storia”, facendo credere che la sua eroina fittizia fosse riuscita a ottenere quello che nessun’altra donna, inclusa Gaprindashvili, avesse ottenuto. Perciò, in una storia che teoricamente avrebbe dovuto ispirare le donne mostrando una giovane donna competere con uomini ai più alti livelli del gioco degli scacchi mondiale, Netflix ha umiliato l’unica vera pioniera che abbia realmente affrontato e sconfitto uomini a livello mondiale nella stessa epoca.

La risposta di Netflix

Netflix non ha tardato a rispondere:

Netflix non ha che il massimo rispetto per Ms. Gaprindashvili e la sua illustre carriera, ma crediamo che questa rivendicazione non abbia merito e ci difenderemo con forza.

Fonte: Deadline

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