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La Casa di Carta – 20 Curiosità in occasione della stagione 5

La Casa di Carta – 20 Curiosità in occasione della stagione 5

Di Andrea Suatoni

La prima parte della stagione 5 de La Casa di Carta è finalmente arrivata su Netflix: si tratta della stagione finale dello show, che come promesso dal creatore Alex Pina chiuderà definitivamente tutte le trame rimaste in sospeso fino ad oggi.
Di seguito, ecco una serie di curiosità e interessanti dietro le quinte de La Casa di Carta!

1 – Il titolo originale della serie inizialmente doveva essere diverso: prima de La Casa di Carta (La Casa de Papel in originale) il titolo era I Disperati (in originale Los Desahuciados), ma fu poi  (fortunatamente) cambiato in seguito. In inglese la serie ha invece un titolo completamente diverso: si chiama infatti Money Heist (tradotto in italiano risulterebbe Rapina).

2 – Anche alcuni dei nomi in codice dei protagonisti sarebbero dovuti essere diversi secondo la versione iniziale dello script. Mosca ad esempio (interpretato da Paco Tous) era inizialmente stato chiamato Chernobyl, mentreNairobi (Alba Flores) era Camerun e Oslo (roberto Garcia) era invece Valencia.
Tutti e 3 i nomi scartati sono tornati nella serie in veste di nome in codice di determinati piani del Professore.

3Alvaro Morte, interprete del Professore, era inizialmente stato designato come voce narrante alla base del racconto delle vicende in La Casa di Carta, ma la produzione ha fatto un passo indietro perché credeva che raccontare tutto dal punto di vista dell’ideatore del piano sarebbe potuto risultare troppo narcisistico. Si passò quindi a considerare l’idea di trasformare Denver (Jaime Lorente) nel narratore, per dare alla storia un tono un po’ più leggero; infine la scelta ricadde su Tokyo (Ursula Corbero), per dare allo show una prospettiva femminile in un ambiente prevalentemente maschile.

4 – Il Personaggio di Nairobi inizialmente non esisteva. Venne aggiunto all’ultimo momento, quando il creatore della serie (Alex Pina) incontrò l’attrice Alba Flores durante le riprese di Vis a Vis e decise di inserirla assolutamente nell’altro suo show, cucendole letteralmente addosso Nairobi.

5 – Tutti i personaggi inizialmente sarebbero dovuti essere malati terminali, senza nulla da perdere e proprio per questo pronti a tutto. L’idea venne accantonata, o meglio ridimensionata: solo Berlino (Pedro Alonso) ha mantenuto questa “caratteristica”.

6 – La malattia di Berlino, la miopatia di Helmer, in realtà non esiste nella realtà. Stando a quanto dice la serie, si tratterebbe di una malattia degenerativa che interessa la muscolatura.

7 – Le prime stagioni della serie sono ambientate alla Zecca di Stato Spagnola, i cui interni sono stati ricostruiti in studio; per gli esterni è stato invece utilizzato il Consiglio Nazionale di Ricerca Spagnola.

8 – Le banconote che vediamo nella serie sono state stampate accuratamente su carta di giornale utilizzando le tecnologiche macchine di stampa di un quotidiano spagnolo, chiamato ABC.

9 – La canzone italiana Bella Ciao, canto popolare partigiano celebre anche all’estero, è molto usato nella colonna sonora de La Casa di Carta: è qui usato, come in moltissimi altri contesti, a simbolo di protesta e resistenza contro le oppressioni in generale, siano queste di stampo filologico nazi-fascista, ma anche più comunemente considerate moralmente “sbagliate”. Allo stesso modo, anche la tuta di colore rosso (usato da molti movimenti rivoluzionari) indossata dai protagonisti riflette gli stessi ideali.

10 – I protagonisti indossano anche la maschera del pittore spagnolo Salvador Dalì, scelta basata sulla iconica frase dell’artista “Causare confusione non limitando in alcun modo l’immaginazione“. Inizialmente erano state considerate anche le maschere di Don Chischiotte o di Pablo Picasso.

La casa di carta

11 – Il “tic” del Professore è nato direttamente durante le riprese: l’attore Alvaro Morte, che non necessita di occhiali, non era abituato ad indossarli e involontariamente continuava a sistemarseli davanti agli occhi. Quel gesto piacque molto alla produzione, che decise di inserirlo in pianta stabile nella caratterizzazione del personaggio.

12Enrique Arce, che nella serie interpreta Arturito, aveva fatto il provino anche per un altro personaggio: il Colonnello Prieto. Quando seppe di essere stato scelto per Arturito, stava quasi per decidere di abbandonare la produzione, perché sperava moltissimo nell’altro ruolo.

13 – Esistono 52 versioni del pilot de La Casa di Carta: prima di presentarlo al canale Antena 3, Alex Pina voleva che tutto fosse perfetto e tornò al montaggio e alla post-produzione decine di volte.

14Luka Peros, che interpreta Marsiglia, ha doppiato sé stesso in 6 lingue diverse (oltre allo spagnolo): la sua voce è la stessa nelle versioni spagnola, portoghese, inglese, tedesca, turca, francese e anche italiana.

15 – Approfittando dell’uso delle maschere, quasi tutte le scene d’azione e le sparatorie viste ne La Casa di Carta sono interpretate da professionisti nell’uso delle armi o nella lotta, nella ricerca di realisticità nelle azioni dei protagonisti.

16 – Ad un certo punto della trama, un colpo di scena rivela che due dei protagonisti sono segretamente fratelli. Tale sottotrama fu aggiunta solo a posteriori, basata sul reale rapporto di parentela fra i due attori che li interpretano. Avendo due cognomi differenti, pare che la produzione scoprì solo in seguito alla chiusura dei casting che proprio quei due attori avevano nella realtà la stessa madre.

17 – Nessuno degli attori sapeva come si sarebbero sviluppati gli eventi: gli interpreti ricevevano infatti solamente il copione dell’episodio che avrebbero girato di lì a poco (le riprese hanno infatti seguito l’ordine degli episodi).

18 – La scena più difficile che gli attori hanno dovuto girare fu quella, nella terza stagione, nella quale il Professore comunica al gruppo l’ingresso nelle acque internazionali: fu girata a Phuket, in Thailandia, in un clima torrido e umidissimo, mentre i protagonisti dovevano apparire invece tremanti e infreddoliti.

19 – Al momento di scrivere la stagione 5, Alex Pina e il suo staff sono stati condizionati dalla pandemia di Covid-19: hanno infatti sentito di dover cambiare alcune parti della storia in funzione dell’atmosfera generale a livello mondiale.

20 – Gli spettatori de La Casa di Carta in tutto il mondo arrivano a più di 40 milioni; la serie è diventata una delle più cliccate nel web (e la “prima in classifica” se si considerano solamente le serie spagnole).

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