E ora qualcosa di completamente diverso: i 50 anni del primo cult dei Monty Python

E ora qualcosa di completamente diverso: i 50 anni del primo cult dei Monty Python

Di Marco Triolo

L’ironia di intitolare E ora qualcosa di completamente diverso un film-compilation dei migliori sketch del Flying Circus, rigirati per l’occasione ma comunque riprodotti fedelmente, non deve essere sfuggita ai Monty Python. Il gruppo di comici brit composto da Graham Chapman, John Cleese, Michael Palin, Terry Jones, Eric Idle e Terry Gilliam (unico americano del sestetto), nel 1971 era già un’istituzione della TV in patria, grazie appunto alla serie Monty Python’s Flying Circus, iniziata nel 1969 sulla BBC. Ma in USA non avevano ancora sfondato, e questo film fu realizzato apposta per quello scopo. Oggi rappresenta la perfetta via d’accesso al mondo surreale, avanguardista ed esilarante dei Python, un best of dei loro sketch migliori che apre le porte al Flying Circus e ai loro successivi capolavori cinematografici. Ma soprattutto fa ancora molto ridere.

E ci mancherebbe altro. Uscito in patria il 30 settembre 1971 (a Londra il 28), E ora qualcosa di completamente diverso contiene alcune delle scenette più celebri delle prime due stagioni della serie televisiva, tra cui Lo sketch del pappagallo morto, Il frasario ungherese, Autodifesa contro frutta fresca, La barzelletta più divertente del mondo, La canzone dei taglialegna e Il ristorante. A differenza della serie, il film fu anche girato in esterni, eppure gran parte degli sketch si svolgono in stanze al chiuso, e dunque nei set costruiti all’interno di un caseificio abbandonato. I Python non hanno grande stima per il film, che Terry Jones e Michael Palin hanno definito “niente più che delle battute dietro a scrivanie”.

Ma d’altro canto gli sketch derivavano da una serie creata in studio davanti a un pubblico, realizzata per altro con un budget più elevato e con maggiore libertà rispetto al film. Già, con buona pace di chi sovrastima la libertà che il cinema dà rispetto alla televisione.

La genesi

Fu l’imprenditore Victor Lownes, capo di Playboy UK, a venirsene fuori con l’idea di un film che lanciasse il sestetto in USA. Lownes funse da produttore esecutivo e cercò di mantenere un controllo elevato della produzione, al punto da generare qualche tensione con i Python. Lownes si oppose in particolare a una scena, che fece tagliare. Ma l’esempio perfetto della sua interazione con il gruppo è forse la realizzazione dei titoli di testa animati. Creati, come per il Flying Circus, da Terry Gilliam, avrebbero dovuto contenere i nomi dei sei Monty Python “scolpiti nella pietra”. Lownes pretese che il suo nome fosse reso alla stessa maniera, richiesta a cui inizialmente Gilliam si oppose, salvo cedere… a modo suo. Nella versione finita, i nomi dei sei autori non appaiono nei titoli di testa, ma solo nei titoli di coda, resi in altro modo. Il nome di Lownes è dunque l’unico ad apparire in blocchi di pietra.

Un film da pochi soldi

Il budget di E ora qualcosa di completamente diverso era davvero brutale, persino all’epoca. 80 mila sterline (il 40% delle quali veniva da Lownes) non erano nemmeno sufficienti per realizzare alcuni degli effetti speciali visti nella serie. Con la loro caratteristica ironia, i Python ammettono la cosa nel segmento animato Le auto assassine, in cui il voice over di Eric Idle afferma che “una scena di tali spettacolari proporzioni che non potrebbe mai essere vista in un film low budget come questo”. La scelta di costruire i set dentro un vecchio caseificio risponde a esigenze di budget, perché era più economico che girare in un teatro di posa.

Eppure la lavorazione si rivelò un’importante occasione di apprendimento per Terry Jones e Terry Gilliam, che avevano velleità da regista e approfittarono del fatto che il regista Ian McNaughton spesso tornava dalla pausa pranzo (al pub) leggermente brillo e bisognoso di un pisolino pomeridiano per sostituirlo in diverse occasioni.

Un successo?

Il risultato, come abbiamo detto, fu un film non particolarmente apprezzato dai Monty Python, ma che ugualmente ebbe un discreto successo. Più che altro in patria, alla faccia dello sfondare negli Stati Uniti. Dove fu inizialmente un flop e si riprese solo in seguito nel circuito dei Midnight Movies. I Monty Python conseguirono un maggiore successo in USA solo dopo aver raggiunto la televisione americana e soprattutto dopo l’uscita di Monty Python e il Sacro Graal.

Ma dopo tutto, anche a rivederlo oggi, E ora qualcosa di completamente diverso ha un’attitudine aggressiva e iconoclasta che poco si sposava con il grande pubblico d’oltreoceano. Gli inglesi sono sempre stati più cattivelli degli americani, e i Python sono l’esempio perfetto di questo. E ora qualcosa di completamente diverso è un trattato sul sesso, la morte e il tedio della società moderna, tutte cose che decisamente non cullano il pubblico in uno stato di piacevole torpore, ma cercano di scuoterlo e sconvolgerlo per risvegliarlo dallo stesso. Una violenza visiva e verbale che mira a pungolare oltre che a strappare una risata (spesso inquieta). Una visione artistica non tanto lontana da quella del punk che, solamente sei anni dopo, avrebbe mandato gambe all’aria il mondo della musica. I Monty Python sono stati punk prima di te.

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