Spider-Man: No Way Home, il trailer spiegato a mia nonna

Spider-Man: No Way Home, il trailer spiegato a mia nonna

Di DocManhattan

Ed eccolo qua. Lo si è atteso come pochi altri trailer nella storia del cinema, e al culmine di un’isteria collettiva – che ha portato milioni di baldi giovani del WWW a chiederne a gran voce l’uscita sotto ogni-singolo-post sui social di Sony, Disney e perfino di un film Warner come Dune, solo perché c’è Zendaya pure lì. Giuro – dopo un giorno intero di speculazioni fatte su un leak con filtro da anziano con la cataratta, il trailer di Spider-Man: No Way Home è arrivato. E mostra un bel casino messo in piedi da Peter e dal Dottor Strange, solo per aiutare il primo. Un casino con una bella spolverata di Inception e una trama che si riannoda a una delle più famigerate storie a fumetti di Spider-Man di tutti i tempi.

SE MI LASCI FARE TI CANCELLO

Dunque. Il finale del film precedente, Spider-Man: Far From Home, nel 2019, aveva lasciato una bella gatta da pelare a casa Parker: l’identità segreta di Peter era stata svelata a tutto il mondo. E nel trailer di Spider-Man: No Way Home vediamo quanto è difficile andartene in giro se tutti sanno che sei un super-eroe, per giunta accusato dell’omicidio di Mysterio. Peter si rivolge quindi al Doctor Strange, nel suo Sanctum Sanctorum al 177A di Bleecker Street nel Greenwich Village, NYC, dove a quanto pare qualcuno ha dimenticato di pagare la bolletta del gas. Stephen Strange si offre di aiutare Peter, cancellando l’informazione sulla sua identità segreta dalla testa di tutti. Tutti-tutti, compresi MJ e Ned. Ma qualcosa va evidentemente storto e s’incasina di brutto il multiverso, che ormai è di casa per gli eroi Marvel dopo Loki e nel bel mezzo di What If…? Il fatto che il prossimo film del dottore, diretto da Sam Raimi, si intitolerà Doctor Strange 2: nel Multiverso della Pazzia? Ecco. Diamo una botta d’evidenziatore sulla parola “pazzia”.

no way home octopus

E allora riecco un bel ripescone del clamoroso, mai dimenticato Dottor Octopus di Alfred Molina, del Green Goblin di Willem Dafoe (la bomba-zucca), dell’Electro di Jamie Foxx da Amazing Spider-Ciuffo 2 (il fulmine) e tutto il resto. Hai sbananato la realtà, c’hai i palazzi che si accartocciano come tavolini da campeggio e i treni che fanno il girotondo in corsa, è un attimo che butti dentro tutte le rimpatriate che ti pare dalle incarnazioni cinematografiche precedenti di Spider-Man.

E non solo: è davvero il Matt Murdock di Charlie Cox, come si vocifera da tempo, l’avvocato di Peter, quando lo arrestano? Quel tizio in maniche di camicia coi faldoni, durante l’interrogatorio? Lo scopriremo, al più tardi, “a Natale al cinema”.

E fin qui. Ma quella storia della saga a fumetti famigerata? Si chiama One More Day, e quando ci ripenso mi riprende il nervoso. Anche dopo 15 anni.

spidey smascherato

C’ENTRA – QUA DAVVERO – MEFISTO

Tutto questo fa infatti riecheggiare un ricordo nella mente (e scivolare un brivido sulla schiena) di chiunque leggesse fumetti Marvel una quindicina di anni fa. Durante la saga Civil War – nella sua versione cartacea originale simile a quella vista sul grande schermo, ma con un intero universo di Super-Eroi a menarsi – la premessa è che la fazione di Iron Man è favorevole all’adozione di un Superhuman Registration Act, che sostanzialmente bandisce le identità segrete. Peter, pure lì accodato a Stark in cambio di una tuta-armatura nuova di zecca e di una mountain bike con cambio Shimano, si smaschera durante una conferenza stampa, rivelando al mondo che è Spider-Man da quando aveva quindici anni.

one more day mefisto peter parker

La dinamica è differente ma le conseguenze sono molto simili a quanto visto ora nei film con Tom Holland: il mondo lo sa, i suoi nemici pure. Quella cacchio di vecchia immortale L’amata zia May viene ferita da un cecchino assoldato da Kingpin (Amazing Spider-Man 537, dicembre 2006) e finisce in coma. Per salvarla, Peter si accorda con il demone Mefisto, che salva la vecchia e cancella il segreto di Peter dalla mente di tutti. Brasando pure il matrimonio tra Peter e Mary Jane (a quel punto, nei fumetti, sposati da molti anni). One More Day fu una mossa tentata dalla Marvel Comics per ringiovanire il personaggio, che però fece incazzare molti fan e ne spinse una bella fetta ad abbandonare la lettura delle storie di Spidey. Tra tanti lettori Marvel c’è un prima e un dopo One More Day. E il prima, in genere, è molto più luminoso.

no way home

MA QUESTO CHE SIGNIFICA PER IL FILM?

Ma no, niente. Sostanzialmente, anche se le premesse sono molto simili, gli esiti sono diversi. A parte la faccenda di MJ, chiaro. Ma qui non c’è un matrimonio con una figlia scomparsa/rapita/fate finta che non sia mai esistita (un’altra brutta, brutta faccenda) di mezzo. Per Peter ci vuole un attimo per mettere di nuovo lei (e Ned, e chi gli pare) a parte del suo segreto. Il punto è la realtà incasinata. Tutto, a quanto pare, perché Peter non riesce a star zitto e fermo un attimo, santa polenta, mentre Strange sta lanciando un incantesimo particolarmente complesso su scala planetaria. ‘Sti giovani irrequieti, che stanno lì a chiedere ogni due secondi quando esce un trailer. E poi ti capitano i treni girotondi e i grattacieli di Nolan, ecco qua.

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