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Kevin can F**k Himself, la storia che ha ispirato la serie

Kevin can F**k Himself, la storia che ha ispirato la serie

Di Andrea Suatoni

Anche in Italia è finalmente arrivata la chiacchieratissima serie Kevin can F**k Himself, andata in onda originariamente sul canale americano AMC fra il 20 Giugno e il 1° Agosto di quest’anno e localizzata per il nostro paese da Amazon Prime Video, che la ha rilasciata in soluzione unica lo scorso 27 Agosto.

KEVIN CAN F**K HIMSELF

Gli 8 episodi della serie vedono protagonista una donna che, per cercare di dare una svolta alla sua vita, decide di tentare di uccidere suo marito.
Allison (interpretata da Annie Murphy, vincitrice di un Emmy grazie alla serie Schitt’s Creek) è una donna costretta a riconsiderare la propria intera vita nel momento in cui arriva sull’orlo di un forte esaurimento nervoso: incapace di prendersi le proprie responsabilità e soprattutto di lasciare il nido familiare, attribuisce la causa di tutti i propri fallimenti a suo marito Kevin (interpretato dal meno conosciuto Eric Petersen), 35enne immaturo, egocentrico e senza alcuna ambizione. L’unico modo per risollevare le proprie sorti è secondo Allison rappresentato dalla morte di Kevin, che fondamentalmente odia ma al quale permette senza alcuna protesta di trattarla come una pezza da piedi: in un percorso che ne svela i lati più disturbati e ne mette a nudo le mille frustrazioni, decide quindi di organizzare il “delitto perfetto”.

La particolarità della serie, nonché il suo punto di forza, sta nella tecnica narrativa utilizzata in sede di regia, montaggio e fotografia: il punto di vista è sempre quello di Allison, ma l’atmosfera (e le tecniche di ripresa, le luci, i movimenti delle camere e via dicendo) cambia completamente quando è presente anche suo marito. Nelle scene in cui vediamo anche Kevin infatti, solitamente lo show è girato come una sit-com, illuminatissima, piena di personaggi assurdi, di gag e addirittura con risate di sottofondo; quando invece l’ingombrante Kevin esce di scena, Allison torna in una realtà girata come una serie drammatica da manuale, cupa, ricca di inquadrature e colonne sonore angoscianti, dove anche i personaggi secondari recuperano la loro oscurità e serietà.

KEVIN CAN WAIT

Il titolo della serie prende le mosse da un’altra famosa serie americana, Kevin Can Wait, in onda sulla CBS fra il 2017 e il 2018 e anch’essa disponibile per l’Italia su Amazon Prime Video. Kevin Can Wait racconta la storia di Kevin (interpretato da Kevin James, visto in The King of Queens), un agente di polizia appena entrato in pensione e intenzionato ad usare il tempo libero per riconnettersi con la famiglia a lungo trascurata, per poi scoprire che la vita domestica non fa proprio per lui. Una lunga serie di importantissime guest star non ha salvato lo show dal severo giudizio della critica e del pubblico, che hanno bocciato in toto la serie; Kevin can Wait è però stato oggetto in particolare di una controversia legata all’allontanamento della protagonista femminile dal set dopo la prima stagione.

Nella prima stagione il personaggio della moglie di Kevin, Donna (interpretata da Erinn Hayes, vista in Guys with Kids), viene usato in puro supporto del marito, senza mai avere una propria connotazione ben definita o delle proprie storyline, relegata al ruolo stereotipato di moglie chiacchierona e rompina. Nel primo episodio della seconda stagione di Kevin can Wait Donna muore off-screen in circostanze mai spiegate, eliminando così dallo show l’attrice Erinn Hayes (che non compare nemmeno in un cameo). Pare che la motivazione fosse da ricercare in una semplice mancanza di idee: gli sceneggiatori della serie, dopo la fine della prima stagione, avevano esaurito l’immaginazione, ed hanno disperatamente cercato di cambiare le carte in tavola eliminando la protagonista femminile dall’equazione.
La morte di Donna venne trattata in modo estremamente singolare all’interno dello show: ad essa si fa menzione quasi esclusivamente nel primo episodio della seconda stagione, senza alcuno strascico psicologico (o anche solo narrativo) sugli altri protagonisti o sulla trama in generale. Donna e la serie divennero quindi protagonisti di vari meme online, sia riguardo il trattamento riservato al personaggio prima della sua scomparsa che ancor più per il post-mortem, mentre la sua sorte diventava simbolo delle implicazioni negative riguardanti i ruoli di genere nelle sit-com americane.

DA DONNA AD ALLISON

Da Kevin can Wait a Kevin can F**k Himself passiamo quindi da Donna ad Allison, che nelle sequenze in salsa sit-com ricalcano praticamente lo stesso personaggio. La nuova serie esplora però anche il lato più intimo e drammatico di Allison, quando fuori dalla sit-com, ovvero dalla realtà edulcorata che vive in presenza del marito Kevin, emerge un personaggio diverso.
La serie si pone quindi in aperta critica al trattamento riservato dalla produzione CBS a Donna ed anche all’attrice Erinn Hayes; quest’ultima non si è mai esposta davvero sui canali social rispetto alla situazione, ma in molti hanno notato che l’attrice ha spesso lasciato dei laconici “like” sotto i post (riferiti a tale questione, numerossisimi) di suoi fan che inveivano contro i produttori e gli sceneggiatori di Kevin can Wait o contro lo stesso canale CBS.

Pur non essendo praticamente arrivato fino in Italia, il “caso” Donna ebbe grande risonanza negli Stati Uniti e fu oggetto di varie discussioni e “indagini” da parte dei siti di settore; con Kevin can F**k Himself, AMC prende una posizione chiarissima rispetto non solo verso CBS, ma in generale verso dinamiche televisive che riflettono una mascolinità tossica quanto davanti tanto dietro lo schermo.
Un intento lodevole, solo in minima parte castrato da idee e scrittura non proprio ai massimi livelli (ma questo è un problema diverso, che nulla ha a che fare con le tematiche positive del messaggio che la serie intende esprimere).

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