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La notte del giudizio: James DeMonaco ha già un’idea per un sesto film

La notte del giudizio: James DeMonaco ha già un’idea per un sesto film

Di Marco Triolo

La notte del giudizio per sempre dovrebbe essere, nelle parole di James DeMonaco, il capitolo finale della saga di The Purge. Eppure il creatore della saga non esclude del tutto l’ipotesi che questa possa proseguire.

La “colpa” sarebbe di Jason Blum, il produttore della saga e capo di Blumhouse. Parlando con /Film, DeMonaco ha ammesso che Blum sta cercando di convincerlo a proseguire e che sa essere “molto convincente”. E, nel caso di un sesto capitolo, DeMonaco ha già un’idea, che probabilmente farebbe contenti i fan di vecchia data.

Sarebbe infatti incentrata sul ritorno in scena di Leo Barnes, il personaggio interpretato da Frank Grillo in Anarchia – La notte del giudizio e La notte del giudizio – Election Year, secondo e terzo capitolo della saga. Ecco cosa ha detto DeMonaco:

La mia idea per Purge 6 è tutta su Frank. È tutta sul personaggio di Leo. Senza rivelare nulla, penso che sia in giro da qualche parte, ma verrà richiamato in azione, possibilmente in Purge 6, se saremo così fortunati da realizzarlo. Spero che Leo ritorni. Questo è lo scopo. Quando ho pensato alla storia di Purge 6, lui era al centro dell’idea. Spero che riusciamo a farlo con lui.

Sembra un po’ più di una vaga ipotesi: pare quasi che DeMonaco sia già pronto a scrivere il film. Chissà se tornerebbe anche a dirigerlo…

Una saga preveggente

Come abbiamo già detto, la saga de La notte del giudizio ha previsto in un certo senso le conseguenze della presidenza Trump (e l’assalto al Campidoglio americano). DeMonaco ha commentato anche questo, dicendosi piuttosto spaventato:

Questa cosa mi spaventa a morte, e vorrei che non fosse vera. La gente mi chiede: “Lo Sfogo potrebbe succedere davvero?”. E, come ho detto, questa saga è partita da un film dell’orrore, nulla più di questo. Certamente aveva un sottotesto socio-politico. Il modo in cui ha previsto gli ultimi sei anni, direi, non ce lo aspettavamo. Sébastien [K. Lemercier, uno dei produttori] dice che sono come Nostradamus. Dice: “Hai predetto il futuro”. Gli rispondo: “Non ne sono felice”. Non mi rende felice che queste cose stiano accadendo nella società. È assurdo.


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