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Captain America – Il Primo Vendicatore: L’eredità di Cap nel MCU a 10 anni dall’uscita del film

Captain America – Il Primo Vendicatore: L’eredità di Cap nel MCU a 10 anni dall’uscita del film

Di Andrea Suatoni

22 Luglio 2011: in piena estate arrivava nei cinema (in realtà solo il 26 Luglio in Italia) la prima pellicola dedicata al supereroe più iconico e simbolico della Marvel, Captain America – Il Primo Vendicatore.
Dopo una promozione scandita dalle critiche riguardo l’attore protagonista, quel Chris Evans che secondo i fan non poteva e non doveva interpretare un nuovo personaggio Marvel dopo aver vestito i panni della TorciaUmana ne I Fantastici 4 (della allora concorrente Fox), il film diventava uno dei successi meno eclatanti dei Marvel Studios, aggiudicandosi “solo” poco più di 370 milioni di dollari al box office. Cifre da capogiro ovviamente, ma neanche lontanamente paragonabili agli altri film stand-alone della Fase 1 del MCU, come quello dedicato a Thor (450 milioni) o i due primi Iron Man (586 milioni il primo, 624 milioni il secondo): Steve Rogers non è mai stato il personaggio più amato dai fan dei film Marvel, ma sicuramente ne è stato uno dei più rappresentativi.

Chris Evans

UN PERSONAGGIO “DIFFICILE”

Captain America è da sempre dipinto come il classico cavaliere senza macchia e senza paura, un modello per tutti gli altri supereroi, l’esempio a cui tutti gli Avengers dovrebbero aspirare; un personaggio del genere, impossibile da “macchiare” o da esplorare attraverso lati negativi o dinamiche di conflitto, risulta difficilissimo da gestire in termini di scrittura. In effetti gli sceneggiatori Christopher Markus e Stephen McFeely (che firmano oltre alla trilogia di Cap anche le sceneggiature di Thor: The Dark World, Avengers: Infinity e Avengers: Endgame) hanno optato fin dall’inizio per una trattazione tradizionale, dipingendo uno Steve Rogers simile il più possibile a quello dei fumetti e portandolo coerentemente avanti per quasi 10 anni sulla stessa strada (non a caso, in Avengers: Endgame Steve finirà per impugnare il Mjolnir, mostrandosi “degno”).
Di contro, per rendere più interessanti le storie di Cap si è ricorso all’utilizzo di svariati altri personaggi all’interno delle sue pellicole non-più-così-stand-alone. Dopo la narrazione della origin story nel primo “capitolo”, a Captain America vengono affiancati in Captain America: The Winter Soldier, oltre ad un nemico che diverrà poi parte integrante del “cast” di eroi Marvel, anche Nick Fury e la Vedova Nera in veste di co-protagonisti; addirittura Captain America: Civil War diventa una sorta di “Avengers 2.5”, che si pone a metà fra Avengers: Age of Ultron e Avengers: Infinity War raccontando una storia corale dell’intero gruppo di supereroi.

Capitan America

I MIGLIORI MOMENTI

Ciò nonostante, i fan hanno comunque finito per apprezzare il personaggio di Captain America e le storie ad esso legate. Sono moltissimi i momenti memorabili legati a Steve Rogers inseriti nei film Marvel. Come ad esempio il momento del suo sacrificio al termine del primo film, poco dopo aver scambiato un unico primo bacio con Peggy Carter. Iconica in Captain America: The Winter Soldier è invece la scena dell‘ascensore: prima Cap inganna gli infiltrati dell’Hydra, poi si libera di loro nel corso di uno spettacolare combattimento all’interno del limitatissimo spazio a disposizione. Nel film c’è spazio anche per un finto bacio fra Steve e Natasha, che se pur usato per sfuggire agli inseguitori dell’Hydra ha comunque lasciato il segno sui fan. Indimenticabile anche la battaglia finale di Captain America: Civil War, in cui Steve affronta Tony Stark, così come il faccia a faccia fra Cap e Thanos in Avengers: Infinity War, dove l’eroe riesce ad opporsi efficacemente al nemico e al suo Guanto dell’Infinito ormai quasi completo.
Da ultima, la scena più incredibile legata al personaggio, che abbiamo già anticipato sopra: chi ha visto il film in sala, ha sicuramente assistito ad un’ovazione del pubblico nel momento in cui Steve solleva Mjolnir e si scaglia contro Thanos in Avengers: Endgame.

L’ADDIO

L’addio di Chris Evans e quindi di Captain America al MCU arriva alla fine di un ciclo perfettamente chiuso per il personaggio, un eroe che nonostante le difficoltà ha portato a termine il suo compito, guidato i suoi compagni e (ovviamente) salvato non solo il Mondo, ma addirittura l’Universo. Steve si congeda dai suoi fan mostrando un personaggio ormai vecchio, più che centenario, dopo una vita intera insieme alla sua Peggy (degna ricompensa per i suoi sforzi).
L’eredità dello scudo, il vero e proprio simbolo del personaggio e del suo eroismo, passa nella serie Falcon & The Winter Soldier a Sam Wilson. Lasciando il suo ruolo a Sam, un americano di colore, Steve (e, nella realtà, i Marvel Studios dietro di lui) fa una scelta politica importantissima, in vista di un futuro migliore che l’ex Falcon potrà costruire proprio sulla base della sua nuova identità.

EREDITA’

A 10 anni dall’uscita di Captain America – Il Primo Vendicatore, troviamo quindi un Captain America nuovo, diverso, di colore, che incarna gli stessi valori positivi di quello precedente ma necessariamente declinati in una prospettiva diversa: il toccante discorso di Sam Wilson agli americani (e che i Marvel Studios fanno agli spettatori) sembra in questa prospettiva il perfetto epilogo di un percorso che ha trasceso il proprio media di riferimento arrivando direttamente al cuore del pubblico. Forti della potenza mediatica “accumulata” in anni di cinecomic, i Marvel Studios lanciando un messaggio importantissimo ma soprattutto capillare: l’eredità del Captain America cinematografico è quindi oggi più importante che mai, sotto punti di vista socio-politici che mai avremmo immaginato 10 anni fa.
E probabilmente, per i Marvel Studios è solo l’inizio.

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