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Non mi uccidere: un’oscura storia di formazione con Alice Pagani e Rocco Fasano

Non mi uccidere: un’oscura storia di formazione con Alice Pagani e Rocco Fasano

Di Filippo Magnifico

Non mi uccidere non è il “Twilight italiano”, ed è bene precisarlo subito.
Sebbene ad uno sguardo distratto possa sembrare così, il film diretto da Andrea De Sica (regista de I figli della notte e di Baby) e ispirato all’omonimo romanzo di Chiara Palazzolo, ha una sua personalità ben definita. È una fiaba moderna caratterizzata da una forte componente oscura (e splatter), che rielabora tematiche care al cinema di genere per offrirci una storia di formazione all’insegna dell’orrore.

Il passaggio dall’adolescenza all’età adulta può anche rivelarsi un trauma, in fondo, e quello di Mirta, la protagonista del film interpretata da Alice Pagani, lo è di certo. Innamorata del suo Robin (Rocco Fasano), a tal punto da sacrificare la sua stessa vita, la giovane si risveglia dal suo sonno eterno, ma niente è come prima. Mirta capisce di essersi trasformata in una creatura che per sopravvivere si deve nutrire di carne umana. Ha paura. Braccata da uomini misteriosi, combatte alla disperata ricerca del suo Robin, nella speranza che anche lui si sia risvegliato.

Il trailer di Non mi uccidere

Il film – che sarà disponibile a partire dal 21 aprile per l’acquisto e il noleggio su Apple Tv app, Amazon Prime Video, Youtube, Google Play, TIMVISION, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV e per il noleggio su Sky Primafila e Infinity – è stato presentato alla stampa.
Presenti il regista e i protagonisti. Con loro anche lo sceneggiatore Gianni Romoli, il collettivo GRAMS e gli altri membri del casta, tra cui Silvia Calderoni, Sergio Albelli, Giacomo Ferrara e Anita Caprioli.
Un incontro virtuale che ci ha permesso di conoscere meglio questo progetto.

Un film con una sua personalità

Come confermato da Gianni Romoli, Non mi uccidere è il frutto di una lunghissima gestazione. Un film in cantiere dal lontano 2005, che è passato attraverso diverse riscritture e che finalmente ha trovato una forma concreta. Se si tiene conto che il primo capitolo della saga Twilight è arrivato nelle sale nel 2008, risulta ancora più evidente il distacco tra i due. E lo ha confermato anche il regista:

Non abbiamo mai preso Twilight come punto di riferimento per scrivere questo film. Il romanzo aveva già questo storia d’amore centrale, prima di Twilight, anche se in qualche modo la richiama. Twilight è più un melò travestito da horror, il nostro affonda in una dimensione più drammatica, violenta e lo fa senza paura, con grande audacia. Proprio per questo non me la sento di avvicinarlo ad altro.

Un progetto in cantiere da molto tempo

Tutto è iniziato nel momento in cui Romoli ha letto il romanzo di Chiara Palazzolo:

Nel 2005 ho chiesto i diritti a Chiara per trasformare il libro in un film. Lei era consapevole del fatto che avremo fatto un film pop, molto meno filosofico del romanzo, ma per lei era importante che restasse integra la metafora del passaggio all’età adulta.

Ma, come spesso accade, nessuno era interessato a farne un film, situazione cambiata solo in epoca recente, dopo che pellicole come Lo Chiamavano Jeeg Robot hanno dimostrato che il cosiddetto “cinema di genere” si poteva ancora fare nel nostro territorio.

Il film non si riusciva a fare perché il mercato italiano non credeva nei film horror. Dicevano che sarebbe costato molto meno comprare un film americano, quindi abbiamo abbandonato l’idea, che poi abbiamo ripreso con l’arrivo di Andrea de sica.
Dopo il successo di Lo chiamavano Jeeg Robot si è capito che si poteva tornare al cinema di genere in Italia. Io però avevo bisogno di nuovi sguardi, quello di Andrea e quello del collettivo GRAMS, che mi hanno aiutato a trasportare questa storia nel presente.

L’importanza della musica

La musica è molto importante all’interno di questa storia, come in tutti i lavori di Andrea De Sica, che per Non mi uccidere ha curato la colonna sonora con Andrea Farri.

Per me la musica è fondamentale. Quando scrivo un film penso già ai temi musicali. Il mio linguaggio parte proprio da questo. Comporre le musiche prima di girare è stato molto utile per trovare il tono del film. Le musiche sono sempre state con noi, adoro girare con la musica. Se potessi in futuro farei un film solo musica.

Un approccio che ha aiutato molto durante le riprese, come confermato da Rocco Fasano:

Per me è stato d’aiuto. Ascoltare i pezzi che sarebbero stati nel film ci ha aiutato a calarci in maniera più diretta nell’atmosfere e nel tono. Sono stato molto contento di questo approccio nuovo.

Lo sa bene Alice Pagani, che per la colonna sonora del film ha anche inciso una canzone in collaborazione con Chadia Rodriguez:

La musica è il motore principale per un personaggio, con Andrea abbiamo lavorato molto in questo senso, sulla musica, sull’atmosfera, sui personaggi.
Il featuring per la canzone per me era una cosa impensabile. Ma dal punto di vista del personaggio è stato molto interessante, perché ho fatto uscire la sua personalità nella canzone.

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