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Madame Claude: La vera storia della maitresse protagonista del film Netflix

Madame Claude: La vera storia della maitresse protagonista del film Netflix

Di Andrea Suatoni

E’ arrivato ieri su Netflix il film Madame Claude, che racconta le vicende, tratte dalla realtà, della più famosa e potente maitresse della Francia negli anni ’60: ecco la vera storia di Madame Claude!

MADAME CLAUDE

Nata il 6 Luglio del 1923, sulle origini di Fernande Grudet aleggia ancora oggi un velo di mistero: alcuni credono fosse figlia di un politico di discendenza aristocratica e che abbia ricevuto una severa educazione monastica, altri invece che fosse figlia del proprietario di un piccolo caffè e che fin da giovanissima fosse impegnata a lavorare nell’attività di famiglia.
Pare che al tempo della Seconda Guerra Mondiale Fernande fosse durante il periodo dell’occupazione tedesca parte della Resistance francese: scoperta ed imprigionata, si raconta che passò alcuni mesi in un campo di concentramento Nazista.

La storie attorno a quella che venne poi conosciuta come Madame Claude sono però tutte concordi nel narrare ciò che accadde alla donna dopo la Guerra. Senza più una casa o alcun avere, fu costretta ad iniziare una “carriera” da prostituta, ma giudicata “non abbastanza carina” fu relegata nei bordelli a ruoli amministrativi. Da una posizione privilegiata, Fernande imparò tutto il possibile sulla professione di maitresse, e decise quindi di aprire nel 1961 un suo bordello personale, nel lussuoso 16° arondissement di Parigi, che pian piano divenne sempre più frequentato e popolare, soprattutto fra gli uomini facoltosi.

Le sue “claudettes”, questo il nome delle sue ragazze, erano riservate agli uomini delle più alte sfere politiche, come il Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy, o economiche, come il nostro Gianni Agnelli, ma anche ai capi mafiosi più in vista o a grandi celebrità come Marlon Brando (come accenna anche una scena mostrata nel trailer del film Netfix): fra gli anni a cavallo fra i ’60 e i ’70, il nome di Madame Claude divenne sinonimo di qualità e discrezione nell’ambiente. Le sue ragazze squillo (pare che il nome nacque proprio in questo periodo, a causa degli appuntamenti telefonici gestiti proprio da Madame Claude) erano bellissime (o lo diventavano tramite la chirurgia estetica), indossavano abiti e gioielli costosi e venivano anche istruite nel comportamento.

Gli uomini che pagavano per i servizi delle claudettes (arrivate ad essere più di 500 nel periodo più florido dell’attività) erano i più ricchi e potenti della Francia (e del mondo), e di conseguenza la stessa ambiziosa Madame Claude, che negli anni aveva collezionato miriadi di segreti, divenne la donna più potente della Francia, capace di scatenare uno scandalo con una sola parola o di ricattare praticamente chiunque.

IL DECLINO

Con la mafia e gli uomini politici a coprirle le spalle, Madame Claude agiva al di sopra della legge, non curandosi di cose “futili” come pagare le tasse: nel 1976 però, il giudice Jean-Louis Bruguière iniziò una vera e propria crociata contro la donna, smantellando a poco a poco la sua attività e riuscendo a dimostrare un’evasione del fisco di 11 milioni di franchi (pari più o meno a 5 milioni di Euro attuali).

La condanna non si fece attendere, e Madame Claude fuggì negli Stati Uniti sfruttando un matrimonio lampo con un suo cliente svizzero, per evitare di finire in prigione: arrivò anche a cambiare nome, e e Los Angeles aprì una pasticceria.
Nel tentativo di ottenere la Green Card, si risposò, stavolta con un barista omosessuale, cambiando di nuovo nome: i suoi traffici però destarono l’attenzione dei servizi di immigrazione, e calcolati i pro e i contro della sua posizione Madame Claude decise di tornare in Francia nel 1986 e costituirsi, pagando il suo debito con la società con una detenzione che durò infine solamente 4 mesi.

Una volta rilasciata, tentò di nuovo la strada della maitresse, ma ormai sotto l’occhio vigile delle istituzioni non riuscì mai più a far rifiorire l’antica attività. Venne di nuovo arrestata, stavolta con l’accusa aggravata di sfruttamento della prostituzione: la condanna stavolta fu di svariati anni, e Madame Claude uscì di prigione solamente nel 2000. Decise quindi di vivere i suoi ultimi anni in tranquillità un piccolo appartamento in Costa Azzurra, dove si spense a causa di un ictus all’età di 92 anni nel 2015.

IL FILM NETFLIX

Dopo una pellicola omonima datata 1977 che non riscosse grande successo, è la regista francese Sylvie Verheyde a raccontare nel film Madame Claude la vita di questa donna a partire dagli albori del suo impero, ovvero i primi anni ’60.
La protagonista è interpretata dall’attrice Karole Rocher, in una pellicola che pone l’attenzione sulla figura di una donna riuscita ad emanciparsi dallo stereotipo e dai dettami dell’epoca, ma solo al prezzo dello sfruttamento di altre donne. La regista intende infatti raccontare il lato più oscuro della vita di Madame Claude, ritraendo la maitresse come la donna cinica e senza scrupoli che divenne capo di un impero, anziché come l’icona dell’erotismo che viene tramandata dalla cultura pop contemporanea.

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