L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
Nessuno si aspetta l’apocalisse dei robot: la recensione de I Mitchell contro le macchine

Nessuno si aspetta l’apocalisse dei robot: la recensione de I Mitchell contro le macchine

Di Lorenzo Pedrazzi

Se ancora non avete imparato a essere gentili con Siri, I Mitchell contro le macchine vi darà una buona ragione per ripensarci: il film di Mike Rianda e Jeff Rowe si prende gioco della nostra ossessione per la tecnologia con il piglio grottesco dei meme, assorbendone i codici per farne omaggio e parodia.

Non a caso, la protagonista è l’adolescente Katie Mitchell, aspirante regista che proprio su internet trova sollievo dalle sue ansie sociali. Katie non si è mai sentita parte del gruppo, è sempre stata giudicata “strana” per i buffi cortometraggi che gira in casa, ma ha sempre potuto contare sul fratellino Aaron e sullo stralunato cane Monchu. Il padre Rick, appassionato di natura e bricolage, è troppo pragmatico per capirla, mentre la madre Linda, di professione insegnante, si fa in quattro per incoraggiare tutti. I Mitchell sono una famiglia strampalata e un po’ disfunzionale, ma non più di molte altre famiglie del ceto medio americano, nonostante il film cerchi di farli passare come strambi. Di certo, Rick non vincerebbe il premio di padre dell’anno: dopo una discussione con Katie, la sera prima della sua partenza per la scuola di cinema, decide di cancellarle il biglietto aereo e portarla in macchina fino in California, tutti insieme, per fare pace. Peccato che, proprio quando il viaggio sembra mettersi per il meglio, i nuovissimi robot senzienti di un colosso della tecnologia chiamato PAL si rivoltano contro l’umanità. A capo dell’insurrezione c’è la vecchia intelligenza artificiale della compagnia (una specie di Siri con molto spirito d’iniziativa), furiosa perché il suo creatore la considera obsoleta. Ben presto, i Mitchell scoprono di essere gli unici umani in libertà, e devono trovare un modo per fermare la catastrofe.

Insomma, i Monthy Python direbbero che nessuno si aspetta l’apocalisse dei robot, e infatti l’umanità è troppo assuefatta dai suoi gadget (e dal wifi) per reagire all’attacco. L’occhio satirico dei produttori Phil Lord e Chris Miller, già evidente nei due irresistibili Piovono polpette, si sposta qui sulla nostra dipendenza dalle macchine, trasformando in minaccia persino gli innocui strumenti di uso quotidiano: esemplare, in tal senso, la scena nel centro commerciale, dove la mania di inserire chip anche negli elettrodomestici (e nei giocattoli come i Furby) si rivolta contro di noi. I Mitchell contro le macchine ha il passo concitato degli altri film d’animazione prodotti o scritti dalla coppia, tra cui lo splendido Spider-Man: Un nuovo universo, e da quest’ultimo ricava uno stile grafico che simula il tratto a mano: colori sfumati sui personaggi, contorni decisi, sfondi acquerellati, innesti 2D… Sony Animation si conferma l’unico studio d’animazione hollywoodiano a sperimentare con i suoi lungometraggi, e il risultato è un impatto visivo coloratissimo e originale.

Di fatto, le soluzioni grafiche adottate da Rianda e Rowe si rivelano ideali per accogliere la contaminazione dei meme. Attraverso il filtro di Katie, la realtà si trasfigura in una sequela di immagini potenzialmente virali: la protagonista vede meme ovunque, secondo un meccanismo di associazione legato all’abitudine (con tutte quelle ore passate davanti allo schermo, distinguere il virtuale dal reale è ormai impossibile). I Mitchell contro le macchine dimostra così che i meme e il linguaggio di internet sono ormai parte integrante non solo del nostro modo di comunicare, ma anche del nostro modo di pensare. In tal senso, si tratta forse del film d’animazione che integra meglio le dinamiche dei social nell’economia del racconto, e anche nel suo apparato visuale. Non un pistolotto contro l’uso degli smartphone, ma la satira disincantata di un mondo che non potrà tornare indietro, e che produce una tecnologia sempre più alienante (non neutra come si crede). Essa può redimersi solo quando riesce a mettere in connessione la gente, e non è un caso che il titolo fosse stato cambiato in Connected prima dell’acquisizione da parte di Netflix.

Sarà proprio la tecnologia a mantenere unita la famiglia anche nel distacco, dopo gli inevitabili compromessi tra le mentalità opposte di padre e figlia. La retorica familiare è un monolite indistruttibile che non manca mai nel cinema hollywoodiano (soprattutto quello animato), ed è sempre un ritorno all’istituzione tradizionale, per quanto strampalata possa sembrare. I Mitchell contro le macchine incespica proprio quando cede alla retorica, o quando opta per strade un po’ troppo assurde o facilone. Per fortuna non succede spesso, anzi, ci pensa l’antagonista PAL (splendidamente interpretata da Olivia Colman) a demistificare le banalità. Tra gag divertenti e un ritmo a prova di deficit d’attenzione, lo spasso è garantito.

SEGUICI SU TWITCH!

ASCOLTA I NOSTRI PODCAST!

Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOS e Android) per non perdervi tutte le news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale YouTube ScreenWeek TV. ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.

LEGGI ANCHE

France: Léa Seydoux nel poster e nella prima foto del film di Bruno Dumont 7 Maggio 2021 - 16:49

Léa Seydoux nel poster e nella prima foto di France, il nuovo film diretto da Bruno Dumont

Fast & Furious 9: in attesa del film un nuovo video pieno di macchine che esplodono 7 Maggio 2021 - 16:45

Fast & Furious 9 – The Fast Saga arriverà nelle nostre sale il prossimo agosto. Nell’attesa possiamo dare un’occhiata a questo nuovo video, intitolato “Car-Nage” (Car-Neficina), che ci offre un assaggio degli spericolati stunt presenti nel film.

Jupiter’s Legacy – La recensione della serie tratta dal fumetto di Mark Millar 7 Maggio 2021 - 16:00

Jupiter's Legacy racconta il peso dell'eredità della Golden Age sul nostro presente, mettendo in relazione due piani temporali. Purtroppo, però, l'impostazione è quella di un lungo prologo.

Star Wars: The Bad Batch, la recensione del secondo episodio 7 Maggio 2021 - 14:43

Le avventure della Clone Force 99 di The Bad Batch proseguono, tra facce conosciute e (ovviamente) sparatorie.

Perché Godzilla non è figlio di una bomba atomica (e tanto meno delle atomiche della Seconda Guerra Mondiale) 5 Maggio 2021 - 14:37

Il primo Godzilla di Ishiro Honda, nel '54, e la paura del nucleare venuta dal mare (e nata due milioni di anni prima).

STAR WARS: THE BAD BATCH – EPISODIO 1 | RECENSIONE 4 Maggio 2021 - 9:01

Debutta oggi su Disney+ Star Wars: The Bad Batch, il sequel/spin-off di The Clone Wars. Le nostre impressioni sul primo episodio.