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Chiamami ancora amore: dal 3 maggio su Rai1 una storia che parla al cuore delle persone

Chiamami ancora amore: dal 3 maggio su Rai1 una storia che parla al cuore delle persone

Di Filippo Magnifico

Anna ed Enrico si sono molto amati. E poi si sono molto odiati. Dopo undici anni di matrimonio e un figlio, si separano. La loro separazione diventa ben presto una guerra distruttiva, col risultato che i servizi sociali sono costretti a intervenire per valutare la loro capacità genitoriale. Com’è possibile che una coppia che è stata così complice e affiatata non riesca a risparmiarsi umiliazioni e vendette? Come può un amore così grande sfociare in un odio tanto cieco?

Sono queste le premesse di Chiamami ancora amore, nuova serie TV in tre puntate in onda in prima visione da lunedì 3 maggio su Rai1 e in anteprima su Rai Play da lunedì 26 aprile con gli episodi 1 e 2.
Creata da Giacomo Bendotti e diretta da Gianluca Maria Tavarelli, questa produzione vede Greta Scarano e Simone Liberati nei ruoli dei protagonisti, Anna ed Enrico.

Un crime familiare

I quattro hanno presentato la serie, che vede anche la partecipazione di Claudia Pandolfi, alla stampa, una chiacchierata virtuale che ha portato alla luce tutti i punti di forza – e sono molti – di quella che si presenta come una storia di sentimenti ma anche come una serie crime incentrata sulla famiglia.
Come dichiarato da Giacomo Bendotti:

La definizione di crime familiare mi piace molto. L’intenzione era costruire un racconto di sentimenti incentrato su come l’amore cambia quando si diventa una famiglia, quando due amanti diventano due genitori e devono ritrovare un nuovo equilibrio. Mi sembrava interessante trovare una chiave di indagine e una delle ispirazioni è senza dubbio Kramer contro Kramer.

E secondo il regista Gianluca Maria Tavarelli, quello di Bendotti è un testo pieno di verità, che ha portato ad una decisione per certi versi drastica: lasciar perdere ogni artificio a livello diregia.

Quando per la prima volta ho letto il testo di giacomo ho sentito pulsare dentro una grande verità di racconto. Tutto quello che è l’artificio cinematografico del racconto non era adatto a questa storia, la telecamera doveva stare sugli attori con un taglio quasi documentaristico. La mia ambizione era quel tipo di racconto, ed era necessario spogliare la regia di tutta la spettacolarità, per stare quasi sempre con la macchina a mano sugli attori. I protagonisti di questa storia siamo noi, con i nostri errori e le nostre rinunce.

Una storia vera

Allo stesso tempo però osando dal punto di vista della storia:

Questa è una serie particolare che spinge un po’ più in là il modo di fare serie in televisione. Ringrazio la RAI perché ci ha consentito di spingerci, raccontando anche tematiche come l’aborto in maniera libera.

Una storia vera anche per merito dei suoi interpreti, a cominciare da Greta Scarano.

Per quanto riguarda Anna mi ci sono avvicinata in punta di piedi, perché dovevo raccontare la maternità e non essendo madre dovevo restituire un’interpretazione credibile. Abbiamo lavorato molto con con tutto il cast per essere il più realistici possibile. Era come se non ci fosse un filtro tra la nostra recitazione e il monitor, c’era sempre un rapporto molto intimo con tutta la troupe.

Un concetto sottolineato alla perfezione da Simone Liberati con poche, semplice, parole:

Questa storia parla al cuore delle persone.

Chiamami ancora amore è un potente mélo, un genere che porta nella storia la realtà dei sentimenti, lacerati e feriti, l’amore che si rovescia nell’odio, la crisi di una famiglia, il bisogno di una ricomposizione” ha detto il direttore di Rai Fiction Maria Pia Ammirati.

La forza di questa miniserie sta nella verità della vita che racconta, grazie a un complesso lavoro di scrittura e alla regia di Gianluca Maria Tavarelli che scandaglia il volto dei protagonisti, resi con coinvolgente e umanissima intensità da Greta Scarano, Simone Liberati, Claudia Pandolfi e dal piccolo Federico Ielapi.
In tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, mi piace pensare a Chiamami ancora amore come a un laboratorio in cui il dolore alimenta una speranza. E grazie a Indigo con cui abbiamo condiviso un’esperienza nuova che, ci auguriamo, appassionerà il nostro pubblico.

Raccontare le cose che accadono realmente nelle nostre vite, le storie d’amore, le famiglie, i figli: è la sfida più difficile ma anche quella più appagante per un produttore” ha detto il produttore Indigo Film Francesca Cima.

Riuscirlo a fare con un linguaggio contemporaneo, ma al tempo stesso caldo e avvolgente ci rende molto fieri di questo progetto. È il risultato di un importante lavoro di squadra che si riflette in tutte le componenti artistico-produttive: a partire dalla Rai che ne ha subito compreso le potenzialità, la scrittura di Giacomo Bendotti affiancato da Sofia Assirelli, la regia di Gianluca Tavarelli, un cast eccezionale che regala verità a tutti i personaggi.

Chiamami ancora amore è una produzione Indigo, in collaborazione con Rai Fiction e in associazione con About Premium Film.

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