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Justice League: Ray Fisher reagisce all’intervista di Ann Sarnoff

Justice League: Ray Fisher reagisce all’intervista di Ann Sarnoff

Di Marco Triolo

Ray Fisher non ha mai smesso, in questi mesi, di attaccare apertamente la dirigenza Warner Bros. per il trattamento ricevuto durante la lavorazione di Justice League da parte di Joss Whedon e i produttori Toby Emmerich, Jon Berg e Geoff Johns. Ha accusato Whedon di comportamenti inappropriati sul set e gli altri due di aver deciso di tagliare Cyborg dal film per ragioni razziste. La recente uscita di Zack Snyder’s Justice League ha effettivamente confermato che, nella versione di Snyder, Cyborg era centrale e il ruolo di Fisher era molto corposo, a differenza della versione uscita al cinema.

Proprio ieri vi abbiamo riportato alcune affermazioni della presidente Warner Ann Sarnoff, che, in un’invervista, ha parlato della Snyder Cut e del futuro dell’universo DC. Ora, come ha spesso fatto dopo l’uscita di dichiarazioni ufficiali, Ray Fisher ha commentato via Twitter l’intervista, puntando il dito su alcune affermazioni di Sarnoff provenienti dalla stessa intervista. Si parte da questa frase:

Il nostro investigatore, la giudice Katherine Forrest, ha rilasciato dei comunicati specifici su Walter Hamada [presidente DC che Fisher accusa di aver interferito con le indagini], dicendo che non ha trovato prove di interferenza nelle indagini da parte di Walter. Ha detto che i tagli operati nella versione di Justice League di Joss Whedon non avevano motivazioni razziali. Abbiamo preso la questione molto seriamente, per questo abbiamo ingaggiato una dei migliori investigatori sulla piazza e le abbiamo dato un’enorme libertà di azione.

Poi a Sarnoff viene chiesto se sia vero che Fisher non può muovere accuse più esplicite pubblicamente per via di qualche accordo di non divulgazione da lui firmato, e Sarnoff risponde “Non che io sappia. No”. A quel punto, Variety riporta un’affermazione di un portavoce di Fisher secondo cui quell’accordo sarebbe ora scaduto e Fisher “commenterà ulteriormente quando sarà appropriato”.

Sarnoff prosegue difendendo Walter Hamada, reiterando il fatto che, all’epoca di Justice League, non era nemmeno a capo di DC Films. E aggiungendo:

Un anno fa, Walter, Toby Emmerich [capo di Warner Bros. Pictures Group], io, Bon Greenblatt [ex presidente del CdA WarnerMedia], Kevin Reilly [ex responsabile dei contenuti HBO Max] e Sarah Aubrey [responsabile della programmazione originale HBO Max] ci siamo seduti intorno a un tavolo con Zack e abbiamo ordinato la Snyder Cut. Questa includeva tutte le scene di Ray Fisher nei panni di Cyborg, la cui esclusione da Justice League tre anni fa era stata per lui una delusione. Forse abbiamo perso un po’ di vista i fatti, ovvero che Toby e Walter hanno avuto una parte nel dare il via libera e permettere alla visione di Zack di prendere vita, compresa l’inclusione di tutte le scene del personaggio di Ray. Non c’è stato davvero nulla che Walter abbia fatto contro di Ray, tanto è vero che gli ha offerto un ruolo nel film di Flash.

Infine, aggiunge:

Anche Walter è una persona di colore, perciò sa come ci si sente. Sta puntando a raggiungere una maggiore inclusività in tempi stretti, molto più di chiunque prima di lui.

La reazione di Ray Fisher

Tutto questo lungo preambolo per arrivare alla reazione del diretto interessato. Fisher l’ha riassunta in cinque tweet:

A quanto pare, alcuni dipendenti di WarnerMedia pensano che una stanza piena di dirigenti che dicono “non possiamo permettere che un uomo nero rabbioso sia al centro del film” (per poi ridurre/rimuovere tutte le persone nere e di colore dal film) non sia razzista. Strano.

L’investigatore assunto da WarnerMedia è stato incaricato di aiutare la compagnia a valutare ed evitare responsabilità legali. Continuare a pubblicizzare il suo status di EX giudice federale nel tentativo di distrarre l’opinione pubblica è ovvio e disperato. Ora è solamente un avvocato.

Come ho detto, alcuni tenteranno di scaricare la colpa completamente su Joss Whedon per i reshoot di Justice League. Toby Emmerich, Geoff Johns e Jon Berg condividono quella responsabilità; Johns ha lavorato direttamente con Joss per rielaborare la sceneggiatura a partire dai meeting dei dirigenti.

Inoltre: “Non c’è stato davvero nulla che Walter abbia fatto contro di Ray, tanto è vero che gli ha offerto un ruolo nel film di Flash” e “Anche Walter è una persona di colore, perciò sa come ci si sente” sono la perfetta definizione di “duro d’orecchi”.

Pensiero finale per ora: piuttosto che tentare di convincere la gente di ciò che l’indagine su Justice League NON ha trovato, perché non iniziate a dire cosa HA trovato? Il pubblico è molto più intelligente di quello che credete.

Infine ha aggiunto un ultimo tweet:


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