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Il Principe Cerca Figlio: il ritorno di Eddie Murphy

Il Principe Cerca Figlio: il ritorno di Eddie Murphy

Di Sonia Serafini

Tornare alle origini, tornare dove tutto ha avuto inizio e farlo per cercare il proprio futuro ma anche per riconciliarsi con sé stesso. Re Akeem is back, a distanza di più di trent’anni e questa volta sarà Zamunda ad invadere il Queens.

Eddie Murphy torna nei panni di uno dei suoi personaggi cult nel seguito del film di successo Il Principe Cerca Moglie, questa volta però è in cerca di un figlio che non sapeva di avere, che vive proprio nel Queens e che potrebbe salvare il regno di Zamunda. Una pellicola piena di eccessi in perfetto stile Murphy, con quel linguaggio scorretto e ironico che lo caratterizza da sempre. Nel film, in uscita il 5 marzo su Amazon Prime Video, oltre alla sua naturale istrionica voglia di recitare in più ruoli, si è avvalso della collaborazione di tutti i personaggi del primo che tornano nei loro ruoli, compreso James Earl Jones (il papà nel primo film), che pur di esserci nonostante i suoi 90 anni, ha girato tutte le scene da solo. In questo nuovo capitolo delle avventure di Re Akeem, lo vediamo felicemente sposato e con tre bellissime figlie (una delle quali interpretata dalla figlia di Murphy, Bella), il regno è in pericolo e serve un erede maschio, da qui la ricerca del figlio illegittimo americano. Quella che all’inizio può sembrare una storia retrograda e piena di luoghi comuni che non stanno al passo con i tempi, si trasforma velocemente in una satira sulla politica americana e sulla modernità, ribaltando il senso del film.

Il trailer

Abbiamo incontrato Eddie Murphy durante la conferenza stampa di presentazione su zoom, come di regola causa Covid.

Come è stato tornare su questo film dopo più di trent’anni?

Volevamo riportare indietro tutti i personaggi dall’originale, riprendere dove la storia si era interrotta. Abbiamo lavorato a lungo sulla sceneggiatura e quando ci è sembrata giusta, Kenya Barris ha contribuito a renderla speciale con la sua scrittura. L’importante era trovare una logica nel collegare i punti, un raccordo fra i due film. Abbiamo pensato sarebbe stato divertente se McDowell aprisse un McDowells in Africa, pensare alle cose che avessero più senso dopo più di trent’anni. Una volta trovato quello abbiamo coinvolto tutti nel progetto.

Qual è l’eredita de Il Principe Cerca Moglie?

Il Principe Cerca Moglie è il primo film in assoluto nella storia con un cast completamente nero che abbia avuto successo in tutto il mondo. L’eredità di questo film è che è accessibile a tutti, a tutto il pubblico, e tutti si sono identificati.

Perché crede sia successo?

Perché per la prima volta non era un film che parlava di ingiustizia ma di amore, è un film sulla famiglia, sui sentimenti, sull’emancipazione sul fare la cosa giusta e portare avanti le tradizioni. È una storia sugli esseri umani, universale, in cui tutti possono relazionarsi con tematiche senza tempo.

In più Re Akeem è stato il primo esempio di una monarchia di colore.

Che non si era mai vista! Queste incredibili immagini di Re e Regine neri che oggi rispecchiano quello che sta succedendo nel mondo, la rivoluzione alla quale assistiamo, noi siamo stati i primi a rappresentarli! Poi è arrivato Black Panther, ma vi assicuro che il primo film in assoluto è stato il nostro. Il Principe Cerca Moglie è diventato una pellicola cult, le persone che ci scelgono come costume di Halloween, usano scene del film come riferimenti nella cultura pop, è nata una cover band dedicata ai Sexual chocolate, e le persone hanno iniziato a far cadere il microfono come nel film. fa tutto parte del mondo iconico de Il Principe Cerca Moglie.

Come è stato ritrovarsi sul set con i suoi vecchi compagni di avventura?

È stato fantastico. Con Arsenio (Hall) poi è stato stupendo. Originariamente avrei dovuto interpretare lo sciamano e il personaggio di Wesley (Snipes), il generale Izzi. Ma poi ho iniziato a pensare a quanto tempo ci sarebbe voluto per realizzare tutti questi trucchi, così Arsenio si è proposto di aiutarmi e fare lui gli altri. Ero incredulo perché richiedeva davvero molto tempo. Una sera, dopo che tutti se ne erano andati, c’era lui con questo ingombrante trucco addosso, che richiedeva una sessione di ben sei ore per metterlo, alle 4:30 del mattino lo trovo da solo sulla poltrona del trucco con un fazzoletto in mano, a piangere come un bambino a causa delle lenti a contatto. È stato un eroe, è stato divertente ma anche molto impegnativo.

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