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Justice League: la genesi e i segreti della Snyder Cut raccontati da Zack Snyder

Justice League: la genesi e i segreti della Snyder Cut raccontati da Zack Snyder

Di Marco Triolo

Vanity Fair ha pubblicato un lungo articolo in cui ha sintetizzato la storia dietro alla Snyder Cut di Justice League, dall’addio di Zack Snyder al progetto, al coinvolgimento di Joss Whedon e, infine, al ritorno di Snyder. L’articolo è stracolmo di dettagli molto interessanti, che rivelano o confermano aspetti del progetto e voci che giravano da tempo. Ad esempio: sì, il film sarà in 4:3, come da trailer. E sì, oltre al cameo del Joker, nel finale ci sarà “il cameo di un eroe che farà esplodere la testa a tutti”. I nostri soldi sono su Lanterna Verde (anche se non sarà Ryan Reynolds).

Diamo uno sguardo, dunque, alle più interessanti rivelazioni dell’articolo di Vanity Fair.

Zack Snyder non ha mai visto la versione di Joss Whedon

È stata sua moglie, e socia, Deborah Snyder a dirgli di evitare, dopo aver visto il film con Christopher Nolan (produttore esecutivo) in una saletta proiezioni. Un’esperienza definita “strana”: “Non so quante persone abbiano avuto quell’esperienza. Lavori su una cosa per così tanto tempo, poi la lasci, e poi vedi quello che le è successo”. Deborah Snyder ha dunque sconsigliato al marito di vedere il film di Whedon: “Perché sapevo che gli avrebbe spezzato il cuore”.

Snyder non ha scelto Whedon di persona

La versione più accreditata del cambio al vertice di Justice League era che Snyder avesse personalmente scelto Whedon come suo rimpiazzo. Non fu così. Da un lato, è vero che Snyder se ne andò di sua spontanea volontà per occuparsi della sua famiglia in seguito al suicidio della figlia adottiva Autumn (a cui sarà dedicato il film: “Senza di lei, tutto questo non sarebbe assolutamente successo”). Dall’altro, Whedon fu imposto dai piani alti.

A quanto afferma l’articolo, Warner Bros. avrebbe perso in parte la fiducia verso Snyder – architetto dell’intero cosmo cinematografico DC – dopo le aspre critiche a Batman v Superman. Questo spinse l’allora CEO Kevin Tsujihara a imporgli due “baby sitter”: Geoff Johns, creative chief di DC Entertainment, e il produttore Jon Berg. Tsujihara voleva che almeno uno di loro fosse sempre presente sul set. Un compito che Berg non ricorda con piacere: “Cercai di essere franco su quello che pensavo creativamente. Il mio lavoro era tentare di mediare tra un creativo con una visione istintivamente dark e uno studio che percepiva, a torto o a ragione, che i fan volessero qualcosa di più leggero”. Berg sostiene di aver sempre rispettato Snyder, e il regista conferma. Snyder, in sintesi, accolse in maniera molto aperta le indicazioni e non aveva particolari problemi con l’idea di aggiungere un po’ di umorismo alla formula. Fu anche molto aperto all’inclusione di Whedon, chiamato inizialmente a ritoccare la sceneggiatura di Chris Terrio. “Pensai che avrebbe potuto scrivere delle belle scene”, ammette Snyder.

La questione Joss Whedon

Presto, però, divenne ovvio che Warner intendesse affidare a Whedon molto più che una semplice riscrittura. Il regista di The Avengers, poi finito nel mezzo di uno scandalo proprio per il suo supposto comportamento sul set di Justice League, finì per riscrivere e rigirare tre quarti del film. Oggi, un anonimo dirigente ammette quello che nessuno, all’interno di Warner, voleva ammettere all’epoca: che Whedon non aveva per nulla salvato il film, lo aveva invece peggiorato.

Il fatto che Zack e Deborah Snyder decisero volontariamente di lasciare il progetto, comunque, è vero. Colpiti duramente dalla tragedia famigliare, e messi di fronte alla prospettiva di dover lottare per proteggere il film, i due capirono di non avere più energie. “Francamente penso che facemmo la cosa giusta”, ammette Zack Snyder. “Perché credo che o saremmo stati incredibilmente bellicosi, o avremmo semplicemente capitolato”.

Bruce Wayne doveva innamorarsi di Lois Lane

Zack Snyder racconta anche che lo studio gli impedì di realizzare alcune delle idee più coraggiose, come una storia d’amore tra il Bruce Wayne di Ben Affleck e la Lois Lane di Amy Adams, rimasta single dopo la morte di Superman. L’intenzione era quella di creare un conflitto per il personaggio di Batman, “perché Lois, ovviamente, era ancora innamorata di Superman. Avevamo scritto questo bellissimo monologo in cui [Bruce] diceva ad Alfred: ‘Non ho mai avuto una vita al di fuori della caverna. Non ho mai immaginato un mondo per me oltre a questo. Ma questa donna mi fa pensare che se riuscirò a unire questo gruppo di dei, il mio lavoro sarà finito. Potrò smettere. Fermarmi’. E ovviamente questo non funziona per lui”.

Il problema della durata

Un’altra questione spinosa, su cui Zack Snyder e Kevin Tsujihara lottarono, fu la durata del film. Nel gennaio 2017, il regista mostrò al CEO un primo montato del film. Non andò molto bene, a quanto pare. Tsujihara voleva un film non più lungo di due ore, per raggiungere almeno il miliardo di dollari di incasso. Ironia della sorte, per ottenere una durata del genere Snyder avrebbe dovuto eliminare molte delle parti “leggere” volute dallo studio, come ad esempio la sottotrama romantica tra Flash (Ezra Miller) e Iris (Kiersey Clemons), reinserita della Snyder Cut. Ma, soprattutto, Snyder riteneva impossibile comprimere in due ore l’introduzione di sei personaggi e “un alieno con il potenziale per la dominazione del mondo”.

Un souvenir per Zack Snyder

Nel momento in cui lasciò la lavorazione, Snyder portò con sé un laptop contenente la versione originale del film, di quasi quattro ore. Era una copia di lavorazione, in bianco e nero, senza effetti visivi. Ma il regista la volle con sé anche solo per poterla mostrare agli amici. Più avanti, quando il movimento #ReleaseTheSnyderCut spinse Warner a ricontattarlo per accontentare i fan, lo studio gli propose di distribuire proprio quella versione senza ulteriori ritocchi. Snyder rifiutò categoricamente, soprattutto perché non voleva dare allo studio una scusa per dire che, in fondo, la sua versione del film non era poi così tanto meglio di quella di Whedon.

Snyder stima che il budget aggiuntivo per ottenere l’attuale versione del film sia stato di 70 milioni di dollari. E rivela di non essere stato pagato, per ottenere in cambio il controllo creativo. Snyder ha scelto inoltre di editare il film in 4:3 con l’idea che, un giorno, potrà essere proiettato in IMAX. Ha aggiunto il cameo di Joker e un cameo importante alla fine, ma, a parte questo, le riprese aggiuntive sono state davvero poche. Nel finale, ha scelto di includere una versione di Hallelujah di Leonard Cohen, canzone preferita della figlia Autumn, eseguita da Allison Crowe, un’amica di famiglia che eseguì il brano al funerale.

Zack Snyder’s Justice League arriverà il 18 marzo su HBO Max e, in Italia, sulle principali piattaforme on demand, Amazon Prime Video, Apple Tv, Youtube, Google Play, TIMVISION, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV.

Da No Time to Die a Ghostbusters, ecco le nuove date dei film 2021 (in costante aggiornamento)

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