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Soul: il ritmo della vita secondo la Pixar

Soul: il ritmo della vita secondo la Pixar

Di Filippo Magnifico

La Pixar non ha mai avuto paura di scavare nell’animo umano.
Basta dare un’occhiata – anche distratta – ai film realizzati dalla casa di produzione per rendersene conto: da UP a Inside Out, da Coco a Onward, il mistero della vita (e della morte) e le sue conseguenze su ogni aspetto della nostra esistenza, sono sempre state un vero e proprio leitmotiv, che ha trovato (almeno per il momento) la sua massima esaltazione in Soul, l’ultima pellicola degli Studios, disponibile su Disney+.
Un’opera spirituale, che scorre al ritmo del Jazz e che, come sempre accade quando si tratta di Pixar, è in grado di toccare il nostro cuore.

Un professore di musica e il suo grande sogno

La storia ruota attorno a Joe Gardner, insegnante di musica ma anche grande jazzista, che per tutta la vita ha atteso il suo momento. E quel momento arriva, ma la gioia di raggiungere la consacrazione musicale viene subito spezzata da una tragedia. Joe cade in un tombino, è in punto di morte. Finisce nell’aldilà e per una serie di equivoci viene scambiato per un mentore e gli viene assegnata un’anima ribelle, che non ha alcuna intenzione di diventare una persona. Eppure quell’anima potrebbe essere il suo lasciapassare per tornare nel mondo dei vivi, con una nuova consapevolezza.

Il mistero della vita secondo la Pixar

Qual è il senso della vita?
Non è di certo il film diretto da Pete Docter in collaborazione con Kemp Powers a dare una risposta a questa domanda, anche se la questione viene presa in considerazione, ovviamente.
Quello che interessa a Soul è il concetto di ossessione in relazione alla vita. Una tematica affidata ad una strana coppia, formata da un’anima che non ha ancora trovato un reale motivo per vivere e un uomo che ha trascorso il suo tempo terreno inseguendo in maniera ostinata il suo sogno. Non che sia una cosa sbagliata, sia chiaro, se c’è una cosa che questo film ci insegna è che le nostre passioni vanno coltivate, a patto però che non diventino un veicolo di frustrazione personale.
A Soul non interessa dare una risposta ai grandi quesiti esistenziali, insomma. Il film si concentra su quella che – citando il titolo di un’altra pellicola – è la ricerca della felicità.
Una cosa che troppo spesso, nel mondo frenetico in cui viviamo, rischiamo di mettere in secondo piano e che invece è essenziale per la nostra esistenza.

Tra Jazz e ossessioni elettroniche

La musica, ovviamente, occupa un ruolo fondamentale all’interno di questa storia.
Passa attraverso le melodie di Jon Batiste e le ossessioni elettroniche di Trent Reznor e Atticus Ross (inutile dire che fa un certo effetto vedere il nome del leader dei Nine Inch Nails accostato alla Disney, ma ben venga perché anche in questo caso è stato in grado di lasciare il segno).
Soprattutto per quanto riguarda il protagonista Joe, la musica rappresenta un modo per isolarsi, per vivere nel presente, raggiungendo una dimensione ascetica.
La rappresentazione che Soul offre della cosiddetta “bolla personale”, quel momento in cui ognuno di noi leva l’ancora per rifugiarsi nel proprio io, è decisamente suggestiva, ancora di più perché nella dimensione spirituale del film viene messa in contrapposizione al torpore oscuro in cui la vita moderna rischia di trascinarci.

Quello che conta è la felicità

Come abbiamo già detto, la morale del film è tutta lì – nel mettere da parte le ossessioni per concentrarsi sulla felicità – e trova la sua esaltazione in un terzo atto che rispetta alla perfezione la tradizione Pixar.
Ovviamente non siamo qui per svelarlo nel dettaglio, sappiate solo che ad un certo punto Joe inizia a suonare il suo pianoforte, trascinandoci nella sua “bolla personale”.
Ed è incredibile come le sue emozioni siano anche le nostre, a tal punto che è sul serio difficile trattenere le lacrime.

Il trailer

Soul dal 25 dicembre su Disney+, come vederlo

Soul sarà subito incluso nel catalogo per tutti gli iscritti alla piattaforma, come successo in passato con titoli come Artemis Fowl e Hamilton.

Il cast vocale

Il cast di voci include, nella versione italiana del film, gli attori Paola Cortellesi (22) e Neri Marcorè (Joe Gardner); l’attore e compositore Jonis Bascir (il barbiere di Joe, Dez); la pallavolista Paola Egonu (Sognaluna); l’artista musicale David Blank (cantante nella metropolitana); la modella e influencer Paola Turani (Maria Antonietta); e le influencer Marta Losito (Rachel) e Giulia Penna (Juliet).

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