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Monster Hunter: Il film è stato tolto dalle sale per una battuta razzista

Monster Hunter: Il film è stato tolto dalle sale per una battuta razzista

Di Marlen Vazzoler

Venerdì sera con gli spettacoli di mezzanotte Monster Hunter ha debuttato nelle sale cinesi, incassando $5.19 milioni nel primo giorno di programmazione, piazzandosi al terzo posto del box office cinese.

Il giorno dopo gli esercenti di tutto il paese hanno cominciato a cancellare le proiezioni del film, riducendone la sua presenza al solo 0.7% delle sale. Il motivo? Una battuta della pellicola si è rivelata un insulto verso i cinesi, e ben presto la notizia si è diffusa sui social.

Secondo la nota ricevuta dei cinema, il film potrebbe essere ancora proiettato in Cina, una volta finite le nuove copie del film, senza quello scambio di parole.

I co-produttori del film, la Tencent Pictures, non ha ancora fornito un comunicato ufficiale, nel frattempo Capcom Asia ha notato il problema ed ha condiviso un comunicato stampa su weibo, in cui spiega che lo studio videoludico non si è occupato del film, ma che avrebbe parlato della situazione con i produttori. Mentre la Sony, uno dei distributori internazionali, ma non per la Cina, ha detto a Variety di non essere completamente informato della situazione.

Figure chiave in Cina hanno parlato dell’ipocrisia americana, e di come alle battute razziste contro gli asiatici non viene dato peso. Molti cinesi si sono chiesti come la battuta sia riuscito a passare la censura, e hanno criticato il regista e le compagnie di produzione, e la China Film Administration.

Nel frattempo la pagina di Steam di Monster Hunter ha cominciato a ricevere una valanga di recensioni negative, portando a un calo dei rating.

Verso la mezzanotte del 5 dicembre numerosi cinema hanno ricevuto un comunicato urgente in merito alla cancellazione delle prossime proiezioni del film, e al rimborso dei biglietti già venduti.

Uno screenshot postato da uno spettatore cinese, che mostra il processo di rimborso tramite la biglietteria online Maoyan.

Nel frattempo gli esercenti hanno dovuto lavorare fino a tardi per cambiare le programmazioni delle loro sale.

Qualche ora dopo agli esercenti è arrivata una nuova comunicazione, in cui viene spiegato che il piano di far uscire nuove copie del film, con la scena rimossa, è stato sospeso.

La battuta

La scena vede coinvolto MC Jin, il rapper asiatico americano:

A: Guarda le mie ginocchia
B: Che tipo di ginocchia sono?
A: Ci-nesi

Molti cinesi hanno detto che la scena gli ricorda una vecchia cantilena razzista: “Chinese, Japanese, dirty knees / Look at these (punta al seno con le mani)” accompagnata dal gesto degli occhi a mandorla, schiaffeggiare le ginocchia e puntare le dita al seno.

Si è diffusa nei paesi di lingua inglese per prendere in giro i discendenti cinesi e giapponesi, immigrati in occidente.

Diversi americani asiatici, negli ultimi cento anni, hanno ammesso di essere stati derisi e vittime di bullismo tramite questa canzone che allude allo stereotipo che gli orientali sono impuri. Ecco la testimonianza del cantane cino-americano Wang Leehom:

Questo video è diventato ben presto virale, ed ha contribuito ad aumentare il malcontento.

In molti si chiedono come mai i censori cinesi non si siano accorti prima di questa battuta di cattivo gusto.

La situazione è stata peggiorata ulteriormente dai sottotitoli che hanno accompagnato il film, la traduzione è stata completamente cambiata in riferimento all’idioma cinese 男儿膝下有黄金. In questo modo nella frase si parla di inginocchiarsi, e non viene menzionata la parola cinesi.

La discordanza tra parlato e scritto ha portato la gente a credere che tutto questo fosse intenzionale, e le critiche hanno continuato ad aumentare. Le persone si sono così convinte che questo era un affronto contro i cinesi.

La censura

Ben presto la piattaforma weibo, di Sina Corp., ha cominciato a non fornire più risultati per l’hashtag: ‘Monster Hunter insulta la Cina’.

Sebbene la compagnia non sia legata a Tencent (proprietaria di WeChat), in molti hanno considerato quest’ultima come responsabile della censura. Ricordiamo che in Cina i trend e la visibilità possono cambiare grazie alla manipolazione (a pagamento).

Anche due entità politiche come lo Communist Youth League e la rivista di partito Ziguang Ge sono intervenuti con dei post che sono stati successivamente eliminati.

Sono stati rimossi anche i post che sostengono che la clip non aveva contenuti razzisti, perché la frase viene detta da un personaggio cinese. Altri hanno detto che è illogico per un americano nato in Cina fare discriminazione raziale contro i cinesi.

Attualmente, se cercate su Weibo “Monster Hunter Insulta la Cina”, compare il messaggio che non può essere mostrato perché viola “leggi, regolamenti e politiche pertinenti”.
Gli utenti hanno ora iniziato a utilizzare omonimi o abbreviazioni inglesi per la frase “insulto alla Cina” per eludere la cancellazione e continuare a colpire il film.

La frase del Central Propaganda Bureau che dice che la società cinese deve assolutamente prevenire i rischi di manipolazione dell’opinione pubblica, è stata usata dagli utenti contro Monster Hunter come sorta di scudo per proteggere i propri commenti, sottolineando come i post contro Tencent stanno scomparendo.

Fonti Twitter, Variety

Cinema chiusi fino al 5 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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