L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
I’m Your Woman -“Mrs Maisel” alla ricerca di sé stessa nel film Prime Video: La Recensione

I’m Your Woman -“Mrs Maisel” alla ricerca di sé stessa nel film Prime Video: La Recensione

Di Andrea Suatoni

Siamo fin troppo abituati a vedere Rachel Brosnahan nelle vesti della Fantastica Signora Maisel: al punto che, nonostante le varie nomination agli Emmy ottenute per il ruolo (ed una vittoria nel 2018), è facile dimenticarsi quanto talento abbia questa attrice, che grazie ad Amazon Prime Video ha raggiunto la meritata notorietà.
Ed è ancora la stessa piattaforma ad offrire alla Brosnahan la possibilità di uscire dai rigidi contorni di un personaggio con il quale avremmo rischiato di identificarla per il resto della sua carriera. In I’m Your Woman, l’interprete di Midge Maisel recita nel ruolo di una donna completamente diversa dalla stand-up comedian newyorkese, riuscendo nel tentativo di cancellarne l’immagine dalla mente degli spettatori.

RACHEL BROSNAHAN: ONE-WOMAN SHOW

La Brosnahan riesce (non senza visibili difficoltà, ma riuscendo comunque egregiamente nell’intento) a reggere l’intero film sulle sue spalle: un’impresa non da poco, per una pellicola della durata di 2 ore che la vede praticamente in ogni sequenza al centro della scena.
La sua Jean è una donna senza alcun particolare talento, legata ad un criminale di piccolo calibro (o almeno questo è quel che crede lei) ed abituata a non porsi alcuna domanda. La vita con Eddie, negli anni ’70, ha quasi le caratteristica di una sopravvivenza passiva, cui si accompagna il dolore di non poter avere figli e la conseguente “ovvia” sensazione di inadeguatezza, inutilità ed impotenza; la svolta non sembra arrivare nemmeno quando Eddie, dal nulla e senza alcuna spiegazione, si presenta a casa con un neonato, affermando che sarebbe stato loro figlio (decisione che la dimessa Jean accetta, come di consueto, passivamente).

La vita della protagonista viene sconvolta da eventi che non riesce a capire ma dai quali viene improvvisamente travolta: deve fuggire di casa, con il piccolo Harry e lo sconosciuto Cal, senza sapere dove è diretta o soprattutto il perché di tale brusca fuga. Rachel Brosnahan è perfetta nel delineare un personaggio completamente spaesato ed in balìa degli eventi: a Jean non vengono date che le scarne informazioni che al tempo stesso vengono rivelate anche al pubblico, che prende pian piano coscienza della storia assistendo al contempo alla lenta metamorfosi della protagonista. Forse troppo lenta, in alcuni punti: specialmente nelle sequenze iniziali, il ritmo della pellicola è tutt’altro che incalzante.

Ad ogni modo, la Jean che riscopriamo nel finale è una Jean diversa, che sottolinea ancora una volta il talento della Brosnahan sche finisce per portare in scena credibilmente quasi due personaggi in uno.

LA METAMORFOSI DI JEAN

I’m Your Woman è una celebrazione dell’empowerment femminile: non è un caso la scelta di ambientare la storia negli anni ’70, come ovviamente non lo è quello di scegliere, come contraltare di Jean nell’atto finale del film, una donna di colore come la Teri interpretata da Marsha Stephanie Blake.

Jean inizialmente ci viene presentata come la classica “pupa senza cervello”, incapace anche solamente di cuocere un uovo o di usare un tostapane. Ma è facile rendersi conto quanto tale condizione sia subordinata alla sua risposta apatica nei confronti della vita: Jean non è affatto stupida o tantomeno debole, è solo vittima di sé stessa e – ma questo il film fatica a farlo emergere – dei tempi nei quali è ambientata la storia. Prendendo coscienza di sé, di quello che è in grado di fare e soprattutto delle motivazioni in grado di spingerla oltre i suoi (autoimposti) limiti, Harry in primis, Jean si rivela capace di riscoprire una nuova sé stessa ed insieme un nuovo modo di vivere la vita.

UN “VECCHIO” NOIR, VISTO DA DIETRO

La ricostruzione storica degli anni ’70 all’interno del film è encomiabile, benché aiutata da una scrittura che riduce al minimo fin dal principio l’esigenza di costumi, scenografie o accorgimenti particolari. L’ossatura della storia è classicissima: un regolamento di conti fra criminali finisce male, e il gangster di turno deve sparire in fretta e furia. Stavolta però la storia è declinata al femminile, con al centro della scena non il gangster stesso ma quella “pupa” che il più delle volte in altri prodotti simili è relegata al ruolo di comparsa.

Ne risulta un film quasi ibrido, avvincente quanto basta (soprattutto dalla metà in poi), ma che fatica un po’ a trovare una propria definizione: in parte noir, in parte parabola sul potere della femminilità e in parte dramma psicologico, I’m Your Woman non riesce ad andare a fondo di nessuno dei generi o dei temi che tocca, ma allo stesso tempo non pecca mai di superficialità.
L’idea alla base della pellicola è buona, molto, e se la realizzazione pecca di alcune ingenuità (acuite da un montaggio che avrebbe potuto/dovuto essere più curato), prima fra tutte l’estrema lentezza, il film rimane comunque in definitiva godibile.

Cinema chiusi fino al 5 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOS e Android) per non perdervi tutte le news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale YouTube ScreenWeek TV. ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.

LEGGI ANCHE

The Boys 3 – Eric Kripke annuncia l’Herogasm nel sesto episodio 18 Gennaio 2021 - 12:45

Il sesto episodio di The Boys 3 s'intitola Herogasm, Eric Kripke l'ha annunciato su Twitter. I fan del fumetto sanno cosa significa...

Outside the Wire: la recensione dell’action Netflix con Anthony Mackie 18 Gennaio 2021 - 11:36

Una guerra futura e un androide incaricato di fermarla nel film diretto da Mikael Håfström

Top Streaming: da Lupin a Soul, le serie tv e i film più visti negli ultimi sette giorni 18 Gennaio 2021 - 11:30

Quali sono i film e le serie tv più visti su Netflix e Disney+ negli ultimi sette giorni? Ecco le Top 10 divise per film e serie tv.

Spawn (FantaDoc) 28 Novembre 2020 - 12:00

All'inferno (e ritorno) i super-eroi!

Small Soldiers (FantaDoc) 2 Novembre 2020 - 16:08

La storia dei soldati giocattolo di Joe Dante.

Universal Soldier – I nuovi eroi (FantaDoc) 16 Ottobre 2020 - 16:51

Storia di un clonazzo di Terminator per cui Van Damme e Dolph Lundgren sono arrivati a menarsi (per finta) a Cannes.