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Supernatural: la protesta dopo il finale

Supernatural: la protesta dopo il finale

Di Costanza Bencivenni

L’articolo contiene spoiler sul finale di Supernatural

La settimana scorsa quando ho scritto il mio articolo sul finale credevo che non avrei più scritto di Supernatural per un bel po’. Niente più nuovi episodi quindi sarei potuta stare tranquilla a leccarmi le ferite lasciate dal finale.
Invece dovevo sapere che questa serie sarebbe tornata a far parlare di sé.

Il 25 Novembre in America Latina è andato in onda il diciottesimo episodio della quindicesima stagione. E nella scena dell’addio di Castiel (Misha Collins) alla sua dichiarazione d’amore, Dean (Jensen Ackles) invece di rispondere “Don’t do it, Cas” (Non farlo, Cas; non sacrificare la tua vita per me) risponde “Y, yo a ti, Cas” (E, io a te, Cas; anche io ti amo).

Dean Cas Supernatural

Il fandom, soprattutto quello Destiel (il nome della ship composta da Dean e Castiel), è impazzito.
La paura che qualcosa fosse cambiato nei mesi prima della messa in onda dell’episodio, ha trovato forza in questo strano doppiaggio.
Il cambio di titolo dell’episodio da “The Truth” (La Verità, titolo con cui l’episodio è andato in onda in America Latina) a “Despair” (Disperazione), la sessione speciale di doppiaggio aggiuntivo per l’episodio svolta da Jensen Ackles a settembre (quando l’episodio è stato girato fra febbraio e marzo), le dichiarazioni di Richard Speight Jr (regista della puntata) sui cambi improvvisati sul set (fra cui la presenza dell’impronta della mano di Castiel sulla giacca di Dean), tutto quanto, ha alimentato l’idea di uno lavoro di censura avvenuto dietro le quinte.

SPN impronta

La protesta ha preso campo su Twitter dove ormai da giorni il fandom sta mandando in trending diversi hashtag come #TheySilencedYou, tanto che anche Misha Collins è intervenuto con un video dove ha spiegato che non esiste nessuna cospirazione. La scena non prevedeva una risposta da parte di Dean, troppo sconvolto dalla situazione per elaborare tutto quello che stava succedendo.

Nel video, Collins esprime anche il suo punto di vista sulla fine di Castiel e difende il suo lavoro, spiegando che ha lottato per far avere un finale significativo al suo personaggio. Il messaggio finale di Castiel, per Misha Collins, è semplice ed importante: “Essere se stessi, permetterti di amare veramente chi vuoi amare, apertamente & onestamente, può letteralmente salvare il mondo… Perché alla fine, le cose belle accadono – & vale la pena combattere per esse.”

Gran parte del fandom ha risposto all’attore, esprimendo la propria gratitudine e ripetendo quanto il gesto di Castiel sia stato visto e apprezzato proprio come l’attore ha affermato, ma che quel messaggio è stato abbandonato dallo show nei due episodi successivi. L’attore stesso sta rispondendo ai fan da alcuni giorni e ascoltando le loro rimostranze.

Ed è qui che entriamo nel nocciolo della questione. Molti di coloro che stanno protestando sanno che il doppiaggio può essere dovuto ad un errore e una svista (anche se sembra assurdo a livelli professionali). Non è quello che importa. Il doppiaggio è stato solo ciò che ha fatto scattare la scintilla della protesta.

La protesta del fandom di Supernatural è dovuta al fatto che il finale di stagione non ha soddisfatto molti dei suoi spettatori.
Lo show, in quindici anni, è cresciuto raccontando la storia di Sam (Jared Padalecki) e Dean, due fratelli contro il mondo.
Ha dato loro una famiglia allargata.
Una casa. Beh, un bunker, ma siamo lì.
Ha dato loro amicizie e amori, fuori dal rapporto fra i due fratelli.
Il rapporto fraterno è cresciuto, rendendoli pari e non più uno dipendente dall’altro.

E questa crescita a molti era piaciuta. Tanto che con la dichiarazione di Castiel, avevano pensato che avrebbero avuto quello che vuole chiunque guardi con passione un prodotto artistico: una risoluzione emotiva soddisfacente.

Supernatural finale

Non è stato così. Per alcuni sì, per altri no.
Sapere che in America Latina una delle tante cose che il fandom desiderava è avvenuta: ha fatto scattare qualcosa.
Ha fatto tornare alla mente come siano state tagliate scene che rendevano apertamente bisessuale il personaggio di Rowena (Ruth Connell). Ha ricordato come è stata uccisa Charlie (Felicia Day), non una ma due volte; per anni unico personaggio ricorrente apertamente omosessuale. A come Chuck (Rob Benedict) e Billie (Lisa Berry), il primo bisessuale e la seconda, una donna di colore, sono stati resi dei cattivi nella storia. E tutti i problemi di misoginia, razzismo e omofobia che la serie si è portata avanti per anni.

Questi ricordi si sono aggiunti alla morte di Castiel, subito dopo la sua dichiarazione d’amore.
Si sono sommati alla morte di Dean, che ha passato tutta l’ultima stagione a combattere per il suo destino ed è morto non appena acquistata l’agognata libertà. Senza poter esprimere il suo potenziale (o i suoi sentimenti, visto che anche quelli sono stati lasciati in sospeso). Si sono uniti al senso di infelicità di tutta la vita di Sam. All’abbandono di tutti i personaggi che erano stati considerati Famiglia e alla lotta contro il proprio destino e il non arrendersi, mai.

Lo show è finito dando come messaggio finale che l’unica pace che puoi trovare sarà nella morte.
E sebbene per alcuni questo finale possa essere soddisfacente; per un fandom che ha fatto degli slogan della serie il loro mantra per andare avanti nella propria vita. È stato un finale crudele e senza un briciolo di speranza.

Questo ha fatto scattare la protesta e la continua ad alimentare. Perché questo show ha influenzato la vita di molti suoi fan e questo finale lo ha fatto in egual maniera.
Di conseguenza un disabile che si era rivisto in Eileen, la fidanzata di Sam per tutta la stagione, vedendola sparire e sostituire con una persona random, si è sentito zittito.
Un membro della comunità LGBTQ+ che si è rivisto in Castiel; che ha fatto suo il messaggio di amor proprio e lo ha visto sacrificarsi per quell’amore e dopo non lo ha più sentito nominare nella storia, si è sentito zittito.
Chiunque si sia rivisto in Dean, nella sua lotta a diventare la sua persona, ad accettarsi per come è e non solo nel suo ruolo di cacciatore, di fratello maggiore, del soldatino di papà e poi lo ha visto morire, in una caccia lasciata a metà da suo padre, si è sentito zittito.
Chiunque si sia rivisto in Sam e nella sua crescita nell’accettare la sua vita da cacciatore, nel riuscire a trovare un equilibrio fra i suoi sogni e la vita vera, e lo ha visto vivere passivamente la sua vita fino alla morte, si è sentito zittito.

Non è un problema di doppiaggio. Non è una questione di ship. E non è nemmeno un problema con un finale di una serie tv non particolarmente apprezzato.

La SPNFamily, il fandom di Supernatural, è un fandom che ha buttato se stesso nella serie, che non l’ha semplicemente seguita fedelmente una volta a settimana. È un fandom che ha vissuto sulla propria pelle i dolori dei protagonisti.
Non affrontando lupi mannari, fantasmi o vampiri, ma i demoni che ognuno di noi affronta ogni giorno. E il messaggio finale della serie ha tradito quello che aveva insegnato loro in tutti questi anni.

Quindi è più facile accettare l’idea di un complotto del network per zittire il coming out di uno dei protagonisti e ottenere un briciolo di quella pace promessa, piuttosto che credere che i loro eroi non l’abbiano ottenuta. Perché per chi sta facendo crescere la protesta, Supernatural non è uno show e basta e qualcosa che gli ha insegnato a combattere per essere visto, ascoltato e compreso. Ed è quello che stanno facendo.

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