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Spawn (FantaDoc)

Spawn (FantaDoc)

Di DocManhattan

Non è difficile capire perché la licenza di Spawn, eroe creato da Todd McFarlane nel 1992 e colonna portante della rivoluzione che nel mondo del fumetto USA prese il nome di Image Comics, fosse ai tempi così ambita. Spawn era non solo uno dei frutti della ribellione di una banda di giovani disegnatori nei confronti della Marvel Comics, la casa editrice in cui avevano trovato il successo (McFarlane, nello specifico, con un celebre ciclo di storie di Spider-Man), ma un personaggio così maledettamente anni 90. Un tizio che era finito all’inferno e ne era tornato, adorato da frotte di ragazzini e già protagonista di videogame, fortunate linee di action figure, di lì a poco di una serie animata per adulti, Todd McFarlane’s Spawn della HBO. Poteva mai Hollywood restarsene a guardare? No, infatti.

Il cinema suona il campanello di casa McFarlane non appena Spawn arriva sugli stand delle fumetterie, già nel 1992. In un’intervista rilasciata cinque anni dopo al Los Angeles Times, si fa menzione di un accordo messo sul piatto dalla Columbia Pictures nel ’92. Se non se ne fa niente è perché McFarlane ha paura non gli venga lasciato alcun controllo creativo sul film. Ai microfoni del quotidiano, il disegnatore spiega che avrebbe odiato accettare un contratto come quello “solo per incassare un assegno”.

Spawn 1997 Leguizamo

VOSTRO PER UN DOLLARO

Qualche tempo dopo, l’accordo lo trova con la New Line Cinema, ed è un accordo piuttosto inconsueto. McFarlane cede infatti alla New Line i diritti per il film su Spawn in cambio di un dollaro (1), ma chiede il controllo creativo di cui ha bisogno e soprattutto i diritti su tutto il merchandising: “Visto che me ne occupo io, non vedrete mai un dentifricio di Spawn in giro…”, dirà. La New Line, dal canto suo, è interessata agli eroi dei fumetti per varie ragioni, non ultima delle quali il fatto che il suo vice presidente e CEO, Michael De Luca, è un impallinato di comic book. Tra le altre cose, De Luca ha appena scritto Dredd – La legge sono io con Stallone e opzionato altri personaggi della Image Comics, come Badrock e Avengelyne di Rob Liefeld (ma da quello non verrà fuori nulla).

La New Line stanzia una ventina di milioni di dollari per girare Spawn, cifra che salirà fino a 40/45 in totale, oltre un terzo dei quali fagocitati dagli effetti speciali. Effetti affidati alla ILM e a un’altra ventina di compagnie diverse, in giro per il pianeta. Anche se a guardarla oggi può fare a tratti tenerezza, era pur sempre CGI di oltre vent’anni fa: quel mantello digitale svolazzante non è stato semplice da realizzare, e del demoniaco Violator si è occupato in prima persona Steven “Spaz” Williams, l’animatore che aveva costruito con le sue mani il T-Rex di Jurassic Park per Spielberg. Hai detto niente.

Alla regia di Spawn viene messo un altro esperto di effetti speciali, Mark A.Z. Dippé, che viene dalla Industrial Light & Magic e ha lavorato con Spaz Williams a film come The Abyss, Terminator 2 e Jurassic Park. Ma non ha mai diretto un lungometraggio in vita sua. Il resto della sua carriera, su quel fronte, non brillerà del resto neanche negli anni a venire: scorrendone il curriculum da regista, ci troviamo un paio dei film di Garfield e poco altro.

UN COSTUME IMPEGNATIVO

La sceneggiatura di Spawn viene affidata ad Alan B. McElroy (Halloween 4 – Il ritorno di Michael Myers), che con Dippé apporta alcune modifiche alla storia del fumetto, eliminando ad esempio i collegamenti con un’altra serie image, Youngblood del citato Rob Liefeld: il responsabile della morte di Al Simmons, il soldato e agente della CIA che diventa Spawn, non è più Chapel, ma un personaggio nuovo di zecca, Jessica Priest (Melinda Clarke). Nel cast figurano Martin Sheen, John Leguizamo (Clown/Violator), Theresa Randle, Nicol Williamson, Frank Welker e, in un cameo nei panni di un barbone, lo stesso Todd McFarlane. Per vestire panni e maschera del protagonista viene scelto Michael Jai White, ex insegnante di educazione fisica ed esperto di arti marziali, fattosi notare con il biopic Tyson della HBO, in cui impersonava appunto il pugile Mike Tyson.

A White il personaggio piace e trova sufficientemente impegnativo il rendere amabile un assassino governativo di ritorno dall’inferno. Non sa che da anni sono di gran moda nel fumetto USA gli antieroi come il Punitore, Ghost Rider o, appunto, Spawn. Il suo, di inferno, Michael Jai White lo trova al trucco e parrucco: le lenti a contatto gialle che deve indossare gli devastano gli occhi, la maschera rende difficile anche solo respirare, quella tuta gli fa sudare anche l’anima. Non che l’esperienza si protragga per troppo tempo, perché il film viene girato in fretta e furia, in appena due mesi.

Spawn

PRIMA DI SHAQ

Dopo qualche taglio in montaggio per far abbassare il rating originale (R) a un più proficuo PG-13 (la versione R-rated sarà resa disponibile poi in home video, con 45 minuti aggiuntivi), Spawn esce in sala il 1 agosto del 1997 (da noi il 5 marzo dell’anno successivo), con la sua colonna sonora tiratissima, che mescola Metallica e Prodigy, Marilyn Manson e Korn. La critica lo massacra. Una delle poche, inattese eccezioni è rappresentata dalla recensione del celebre Roger Ebert, che nella sua colonna sul Chicago Sun-Times scrive che, pur essendo un filmetto, Spawn è visivamente un’esperienza notevole, grazie ai suoi effetti speciali.

Nel primo weekend, Spawn porta a casa una ventina di milioni di dollari: è dietro Air Force One, che è già alla sua seconda settimana in sala. Alla fine gli incassi saranno pari a 54 milioni nel mercato domestic e 89 in quello mondiale, circa il doppio di quanto è costato girarlo. Non è il primo film su un super-eroe nero (la commedia The Meteor Man, diretta e interpretata da Robert Townsend, è del ’93), ma Spawn è il primo film del genere tratto da un fumetto di successo. Esce infatti giusto due settimane prima di Steel, il superflop con il cestista Shaquille O’Neal, ispirato all’omonimo eroe DC Comics proveniente dalle testate di Superman.

Di un seguito di Spawn si inizia a parlare praticamente subito, e McFarlane dichiara che sarà incentrato principalmente sui detective Sam e Twitch, molto popolari tra i lettori di Spawn. Ma gli anni passano e il sequel non si materializza. Una decina di anni dopo il progetto cambia pelle, e viene annunciato a più riprese dallo stesso McFarlane un remake. Seguono alla spicciolata, anno dopo anno, gli annunci di questo o quell’attore legato al nuovo film, che a oggi continua a gravitare nel limbo dei progetti hollywoodiani senza un futuro preciso. Ma oh, per chi viene dall’inferno di Malebolgia, il limbo che vuoi che sia.

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