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Small Soldiers (FantaDoc)

Small Soldiers (FantaDoc)

Di DocManhattan

In effetti, non è che inventarsi un film in cui dei giocattoli prendono vita fosse questo colpo di genio nel 1998, se pensiamo che all’epoca Toy Story s’era già mangiato il pianeta e tutti ne attendevano, di lì a breve, un secondo capitolo. Small Soldiers, il film diretto da Joe Dante e incentrato sui casini che possono nascere, guarda un po’, se metti insieme action figure e chip militari in grado di donare ai pupazzetti un’intelligenza artificiale, ha comunque alle spalle una storia peculiare. Quanto meno, come quella dell’uomo a cui è balenata in testa l’idea di questo film. Facciamo un passo indietro.

Gavin Scott, da Kingston upon Hull, Inghilterra, negli anni 70 faceva il reporter per la BBC, negli anni 80 è diventato un politico e uno scrittore di romanzi, e nei 90 si è messo a scrivere per la TV, firmando ad esempio tre episodi de Le avventure del giovane Indiana Jones. Durante questo periodo, Scott inizia a chiedersi se ci sia un modo per dar vita sul grande schermo ai soldatini, durante l’infanzia una sua grande passione, esattamente come per milioni di suoi coetanei. L’idea prende forma, qualche tempo dopo, quando lo sceneggiatore legge di alcuni chip intelligenti che vengono installati sui missili. Basta inventarsi una multinazionale che produca tanto giocattoli quanto equipaggiamenti militari, e il gioco (appunto) è fatto.

Small Soldiers

GORGONAUTI VS COMMANDO ELITE

Lo script di Gavin Scott viene acquistato dalla Dreamworks, e mentre il suo autore si dedica ad altro (come la serie TV canadese The Secret Adventures of Jules Verne. Non ne avete mai sentito parlare? Non è un caso), tanti altri sceneggiatori si avvicendano sul copione di Small Soldiers, come Adam Rifkin, Zak Penn e infine i due autori di Aladdin, Ted Elliott e Terry Rossio. La regia di Small Soldiers viene affidata a Joe Dante, che dopo il secondo Gremlins è rimasto un po’ al palo. Nei sette anni precedenti ha diretto solo Matinee con John Goodman. E, come Gremlins 2, è stato un discreto flop pure quello.

Dante non si perde d’animo e apprezza l’idea di poter fare un film per adolescenti, cattivello il giusto e pieno d’azione. Che questo scontro tra i Gorgonauti del felino Archer e i Commando Elite di quell’esaltato di Chip Hazard dia spettacolo, insomma. Il grande Stan Winston ha confezionato del resto dei puppet fantastici, anche se alla fine per Dante diventa in molti casi più pratico e veloce sbolognare il tutto al reparto CGI e lasciare che ci pensino loro. E pazienza se l’idea di base era fare tutto con dei veri puppet e se Winston, per farsi un’idea di quello che possono o non possono fare le action figure dell’epoca, abbia chiesto lumi alla Hasbro.

Durante le riprese, però, la produzione si rende conto che ci vuol qualcosa di più soft, altrimenti si corre il rischio di scontentare gli sponsor. E hanno già venduto i diritti per trasformare Small Soldiers in una linea di giocattoli (Kenner), in un videogioco (Electronic Arts) e nelle sorpresine di Burger King. Si prova a correre così ai ripari, e un sacco di scene d’azione vengono eliminate, come racconterà in seguito in varie interviste lo stesso Dante. Questo non basta però a cambiare completamente fisionomia a Small Soldiers, che si ritrova ad essere una pellicola a metà strada tra i due approcci (teenager prima e kids poi). Un film comunque con un rating PG-13 (per la violenza e una menzione di troppo alle droghe) che fa incazzare come una biscia proprio i boss della Burger King, che si aspettavano una pellicola per bambini.

E siccome la catena aveva già speso dieci milioni di dollari – leggiamo in un articolo dell’epoca – in giocattoli, allegò agli stessi un disclaimer per indicare che i giocattolini in regalo con i panini erano ok, ma il film poteva “non essere per tutti”. E un pelo inquietanti, i suoi soldati lo erano davvero, eh.

Small Soldiers

SKELETOR E UN PEZZO DELLA DIRTY DOZEN

Imbottito di autocitazioni di Gremlins, Small Soldiers ha nel cast un attore che aveva partecipato ad entrambi i film di Gizmo e fratelli, Dick Miller, e alcuni giovani interpreti. Gregory Smith (Everwood) è Alan Abernathy, l’adolescente a casa del quale si scatena il pandemonio dei pupazzetti. La ragazza di cui è invaghito, Christy, è Kirsten Dunst. Le voci dei giocattoli vengono affidate a Frank Langella (Skeletor nel film dei Masters, rivisto di recente sotto la toga del giudice Hoffman de Il processo ai Chicago 7), Tommy Lee Jones, Ernest Borgnine… Sono della partita anche Sarah Michelle Gellar e Christina Ricci, che prestano le loro voci alle bambole Gwendy. Dante, che da principio avrebbe voluto le voci della squadra di Predator per i Commando Elite del film (Schwarzenegger, Jesse Ventura e gli altri), alla fine si è ritrovato comunque nel cast cinque membri di Quella sporca dozzina: oltre a Borgnine (Kip Killigan) e Dick Miller, Jim Brown, Clint Walker e George Kennedy, doppiatori rispettivamente dei soldati Butch Meathook, Nick Nitro e Brick Bazooka.

Small Soldiers esce nelle sale USA il 10 luglio del 1998 (da noi arriverà il 16 ottobre), ed è dedicato alla memoria di Phil Hartman, comico del SNL noto ai più come doppiatore di vari personaggi dei Simpson (ad esempio Troy McClure), che nel film è Phil Fimple. Hartmann è morto un mese e mezzo prima, ucciso nel sonno dalla terza moglie, con un’arma da fuoco, in seguito a una lite. La donna si è tolta la vita, poco dopo, con quella stessa arma.

Small Soldiers

“GREMLINS CON I GIOCATTOLI”

L’accoglienza per il film da parte della stampa è alquanto tiepida. La storia viene giudicata troppo piatta, un “Gremlins con i giocattoli, ma non altrettanto divertente”, come scrive la rivista Empire. Alla fine Small Soldiers incassa 55 milioni di dollari sul mercato interno e arriva a 87 e mezzo con quello worldwide. Non un disastro, ma sono pochi comunque: negli USA è la 39a pellicola del 1998 per incassi, subito sotto a Halloween – 20 anni dopo (tutt’altro genere, siamo d’accordo, ma costato un terzo). I 363 milioni di dollari guadagnati da Toy Story nella sua prima release sono lontani anni luce.

Nel 2014 si inizia a parlare di un remake della Fox, Toymageddon, affidato al produttore Justin Li. Ma quando Disney compra la baracca della volpe, diventa uno dei tanti progetti abbandonati. I giocattoli dotati di una coscienza e in grado di vivere da soli le loro avventure, pare, alla Disney ce li hanno già…

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