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Universal Soldier – I nuovi eroi (FantaDoc)

Universal Soldier – I nuovi eroi (FantaDoc)

Di DocManhattan

È l’estate del 1992, il che vuol dire che nel mondo è passato un anno dalla nuova sgambata di Arnold Schwarzenegger nei panni di un Terminator. Il successo monster di Terminator 2 – Il giorno del giudizio di Cameron ha generato, come era prevedibile, tutta una serie di ripercussioni, in mezzo alle quali infiliamo anche il famoso, ma più che altro famigerato, Universal Soldier, film uscito da noi come I nuovi eroi e ricordato per tutta una serie di ragioni. Quasi tutte, però, sbagliate. Questa è la sua storia.

PER MIETERE SUCCESSI (E NEMICI)

Il nome di Allen Shapiro torna più e più volte nella storia di Hollywood. Un manager di Chicago che ha iniziato la sua carriera lavorando per la Playboy Enterprises (sì, la compagnia di Hugh Hefner) ed è finito a gestire agenzie di talenti e star, compagnie che curano franchise eccetera. In mezzo, tra una cosa e l’altra, ha prodotto anche diversi film, e a inizio anni Novanta lo ritroviamo alla IndieProd Company, sussidiaria della Carolco, un attimo prima che quest’ultima imploda. Visto, dicevamo, il successo di Terminator 2, la Carolco spera di bissare proponendo qualcosa di simile. Solo che i soldi scarseggiano e si pensa a qualcosa decisamente più in economia. Una storia da B-movie di soldati morti naturalmente in Vietnam – la Carolco, non a caso, aveva sfondato dieci anni prima con Rambo – e riportati in vita con una tecnologia capace di rigenerarne e potenziarne i corpi, creando gli UniSol (da “Universal Soldier”, appunto). Mettici i ricordi perduti e un bel confrontone tra gli ex commilitoni ora noti solo come GR44 e GR13, come due sentieri. E se quel confronto finale avrà come grande protagonista una mietitrebbia, beh, meglio.

Per i panni del soldato universale buono, Luc Deveraux/GR44, viene scelto Jean-Claude van Damme, che ha appena finito di affrontare se stesso in Double Impact – Vendetta finale (1991) e non è ancora finito in Thailandia a mandare gambe all’aria il film di Street Fighter (come raccontavamo qui). L’altro, Andrew Scott/GR13, il soldato cattivo che era impazzito già ai tempi del ‘Nam, è invece Dolph Lundgren, reduce da Resa dei conti a Little Tokyo (Showdown in Little Tokyo) con Brandon Lee.

UN DISASTRO DI REGISTA

Le riprese vengono affidate a questo giovanotto tedesco, un regista di Stoccarda che all’epoca ha trentasei anni ed è stato portato negli USA, qualche tempo prima, proprio dal fondatore della Carolco, Mario Kassar. Si chiama Roland Emmerich e una manciata di mesi più tardi avrebbe diretto blockbuster simbolo della fantascienza popcorn di quegli anni, come Stargate, Independence Day e il Godzilla che oggi tutti fingono anche comprensibilmente di non aver mai visto. Emmerich il campione dei disaster movie da guardare con una mano sola. Lui. Ai tempi non è ancora successo niente di tutto questo, ma ha già diretto il fantascientifico Moon 44 – Attacco alla fortezza, sembra la scelta giusta. La produzione ha un budget di una ventina di milioni di dollari, cioè circa un quinto di quelli spesi per Terminator 2. Tutti guardano questi ragazzi con giustificato nervosismo.

La Carolco ha infatti il fiato sospeso e più che altro il fiato sul collo delle varie associazioni di categoria. Ha chiuso l’annata fiscale precedente con perdite per oltre 260 milioni di dollari, nonostante il successo di Terminator 2. Tutti vogliono trascinarla in tribunale per bancarotta e Universal Soldier è uno degli ultimi fili a cui è aggrappata la sua speranza di restare a galla. Ma le cose non vanno come sperato. Universal Soldier esce nelle sale USA il 10 luglio del 1992 (per la cronaca, lo stesso giorno di Cool World). Nel primo weekend finisce al secondo posto nelle classifica del botteghino, dietro a Ragazze vincenti (A League of Their Own), e in totale porterà a casa circa 80/100 milioni in tutto. Troppo pochi comunque per la Carolco, che andrà incontro a una profonda ristrutturazione, prima di chiudere nel ’95, sepolta definitavamente dal colossale flop di Corsari (Cutthroat Island).

VAN DAMME E LUNDGREN ALLA PANTOMIMA DI CANNES

Da noi I Nuovi Eroi arriverà solo alcuni mesi dopo, a inizio ’93, prima di trasformarsi in una di quelle robe che uno giusto in TV, e magari ci si affeziona pure, col tempo. Ma prima anche la stampa italiana ha modo di parlare della presunta rissa sfiorata a maggio al Festival di Cannes: una discussione animata tra Van Damme e Lundgren che sembrava in procinto di sfociare in una zuffa. Tanti pensano alla mossa promozionale, e fanno bene: Dolph Lundgren confermerà anni dopo che era solo una trovata pubblicitaria. La via per l’inferno di Universal Soldier viene intanto lastricata non solo di buone intenzioni, ma anche di tie-in: fumetti (Now Comics) e videogame. Più o meno. Alcune conversioni per console del gioco Turrican II vengono infatti rimaneggiate al volo – sostituendo Turrican con un marine – e ribattezzate Universal Soldier per sfruttare la licenza e il traino del film. Because anni 90.

TURRICAN TRAVESTITO E SEGUITI UNIVERSALI

Ma l’avventura di Universal Soldier non si ferma lì. Non sarà stato il salvagente in cui confidava la Carolco, ma comunque ha incassato quattro volte il suo budget, e buttali via quei soldi. Nel ’98 esce il film per la TV Universal soldier – Progettati per uccidere (Universal Soldier II: Brothers in Arms), con Matt Battaglia nei panni di Luc Leveraux e Andrew Jackson come supplente di Lundgren. Nel cast c’è anche Gary Busey. Sempre dello stesso anno è un altro TV movie – Universal Soldier – Progettati per uccidere 2 (Universal Soldier III: Unfinished Business) – pensato come il precedente per testare un possibile sbocco televisivo per il franchise (la guest star fuori posto, stavolta, è Burt Reynolds).

Finché, nel ’99, i produttori Craig Baumgarten e Allen Shapiro, sempre lui, non riescono a mettere le mani sui diritti e a tirar fuori un sequel cinematografico che ignori questi film per la TV: Universal Soldier: The Return, dove il ritorno è quello di Van Damme nelle vesti del protagonista. Non funziona, ma si persevera diabolicamente con Universal Soldier: Regeneration (2009) e Universal Soldier – Il giorno del giudizio (Universal Soldier: Day of Reckoning, 2012). Negli ultimi due, che ignorano gli eventi del terzo film, anche Lundgren torna ad essere dei nostri. C’è un bel po’ di violenza (nel quarto forse anche troppa) e la regia di John Hyams ha qualche sporadico guizzo, ma è una partita a perdere, praticamente in tutti i sensi.

I vecchi eroi li aveva già riportati in pista sul serio il capobranco della categoria, Stallone, con I mercenari – The Expendables, e proprio ne I mercenari 2, in quello stesso 2012, Lundgren e Van Damme (che non aveva voluto prender parte al primo film) si sarebbero ritrovati insieme in una pellicola per la quarta volta. Se Barney Ross chiama – di nuovo – che fai, non rispondi?

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