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No Time to Die su Apple TV+ o Netflix, è sul serio possibile?

No Time to Die su Apple TV+ o Netflix, è sul serio possibile?

Di Filippo Magnifico

Nelle ultime ore un rumor si è sparso a macchia d’olio nel web.
Un rumor riguardante No Time to Die, il nuovo capitolo della saga di Bond.
Come sappiamo, l’emergenza Covid-19 ha portato la pellicola a subire numerosi rinvii della data di uscita, fissata ora per il 2 aprile 2021.
Una decisione sofferta ma inevitabile perché al momento la situazione delle sale cinematografiche è molto delicata e un titolo del genere ha bisogno di una finestra particolarmente ampia, in grado di accontentare il pubblico di tutto il mondo.
È necessario, insomma, che il maggior numero di sale siano aperte e questo non avverrà, purtroppo, prima del prossimo anno.

Una soluzione alternativa è possibile?

C’è, tuttavia, un’altra soluzione, che si potrebbe definire estrema: lanciare il film su una piattaforma. Disney+ lo ha fatto con Mulan e altri titoli, come ad esempio Soul. Netflix si è recentemente aggiudicata il sequel del Principe Cerca Moglie con Eddie Murphy. Anche Apple si è aggiudicata i diritti per la distribuzione di pellicole come Killer of the Flower Moon di Martin Scorsese o Greyhound con Tom Hanks su Apple TV+.
Conviene alle piattaforme, che possono così attirare nuovi abbonati, ma conviene anche alle case di produzione, perché più il tempo passa e più i film si accumulano ed è necessario fare spazio e rientrare il più possibile nei costi.
Ed è qui che entra in gioco No Time to Die.

Secondo alcuni rumor sia Apple TV+ che Netflix sarebbero molto interessate ad inserire il film nel loro catalogo e avrebbero già fatto delle proposte alla MGM.
Tutto è iniziato con un tweet di Drew McWeeny, che in realtà si è limitato a dire che, sì, visto il particolare momento storico in cui niente è certo, perfino un titolo come No Time to Die potrebbe finire su una piattaforma di streaming.

La cosa è stata poi ribadita da Binged, che avrebbe ricevuto l’informazione da una fonte affidabile vicina alla produzione.
Torniamo però a Drew McWeeny, perché tra i due è l’unico nome sul serio autorevole. Sulla sua newsletter (che trovate QUI) McWeeny ha approfondito la questione:

Ho sottolineato su Twitter quanto sia strano vivere in un mondo dove è molto probabile che vedremo il prossimo film di James Bond su Netflix o Apple TV+. Negli ultimi dieci giorni almeno sei persone sono venute da me per dirmi di aver sentito dire che le due piattaforme stanno sul serio discutendo con MGM, EON e penso anche Universal per aggiudicarsi i diritti del film. Non so se ci sono state altre trattative ma mi sembra poco probabile che siano gli unici interessati.

Secondo quanto riportato da Drew McWeeny, che a sua volta ha citato Richard Rushfield, Barbara Broccoli non starebbe al momento prendendo in considerazione la cosa, perché non sono state fatte offerte abbastanza alte. L’ago della bilancia è però rappresentato dalla MGM, schiacciata da una pressione che aumenta giorno dopo giorno.
Ed è qui che si inseriscono le voci giunte a McWeeny. Si parla di offerte superiori ai 600 milioni di dollari per ottenere il film in esclusiva per almeno un anno. Considerando che l’ultimo capitolo della saga ha incassato 800 milioni di dollari, una cifra simile è senza ombra di dubbio degna di attenzione.

Quando realizzi un film di Bond, stringi anche moltissimi accordi con partner promozionali. Il problema è che quella spinta promozionale era fissata per la primavera del 2020 e un piano di quel tipo non si può cambiare, ormai è andato. Hanno perso il lancio promozionale previsto per la primavera e Bond dipende in maniera determinante da queste cose. Si tratta di un duro colpo per la MGM. Sono anni che cerca di rimanere a galla e questo franchise è una delle poche cose sicure dal punto di vista degli incassi.

Di questo punto aveva già parlato Roberto Recchioni sul nostro blog (trovate il suo pezzo QUI) ed è indubbiamente vero.

A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato, infine, Bloomberg che ha sottolineato una cosa: nessuno esclude che No Time to Die possa finire su una piattaforma ma la MGM si è garantita un ampio spazio – fino al prossimo aprile, appunto – per monitorare la situazione.
L’intenzione, per il momento, è quella di portare il film nelle sale.
Bloomberg ha inoltre contattato gli Amazon Studios, che al momento non sarebbero interessati al film. Per quanto riguarda Netflix e Apple, sembra che non abbiano voluto commentare la cosa.

UPDATE del 25/10/2020: nel discorso si è inserito anche Deadline, che ha ulteriormente ridimensionato la questione. Secondo quanto riportato dal sito, dei dialoghi riguardanti un possibile passaggio del film sulle piattaforme di streaming sono avvenuti lo scorso settembre ma il discorso si è limitato alla superficie perché a quanto pare “nessuno degli streamer era disposto a sostenere più della metà dell’importo richiesto per la licenza di un anno“.
La possibilità è stata effettivamente (e comprensibilmente) valutata ma al momento non sembra un affare conveniente.

La trama di No Time to Die

Bond ha abbandonato gli impegni in prima linea e si gode una tranquilla vita in Giamaica. La sua pace ha vita breve dopo che il vecchio amico Felix Leiter della CIA si palesa con una richiesta d’aiuto. La missione ha l’obiettivo di recuperare uno scienziato rapito e si rivela molto più complessa di quanto atteso: Bond sarà messo alla prova da un misterioso nemico dotato di una nuova arma tecnologica.

Con questo film Daniel Craig darà l’addio definitivo al mitico 007. Il cast, oltre a volti noti come Ralph Fiennes, Ben Whishaw, Léa Seydoux, Naomie Harris, Rory Kinnear e Jeffrey Wright, comprende new entry come Lashana Lynch (recentemente vista in Captain Marvel), David Dencik, Ana De Armas, Dali Benssalah e Billy Magnussen. Con loro anche il premio Oscar Rami Malek, che interpreta la nuova nemesi di Bond.

Il regista

Dietro la macchina da presa troviamo Cary Fukunaga, il regista della prima stagione di True Detective, del film Beasts of No Nation e della serie Netflix Maniac. Il regista ha preso il posto di Danny Boyle, che ha lasciato la produzione per divergenze creative.

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