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Le serie tv che sono tornate in produzione e quelle cancellate a causa della pandemia

Le serie tv che sono tornate in produzione e quelle cancellate a causa della pandemia

Di Luigi Toto

La pandemia da COVID-19 non ha avuto impatto solo sul mondo del cinema, ma anche su quello delle serie tv. A marzo 2020 tutte le produzioni si sono fermate, creando un effetto domino che porterà delle conseguenze ancora per molto tempo nel mondo della serialità.

Ma quali serie tv stanno tornando in produzione? In che modo i network hanno deciso di gestire il palinsesto e quali produzioni streaming sono maggiormente colpite? I casi sono diversi a seconda della serie, del network o della piattaforma. Cerchiamo di analizzare come stanno in questo momento le cose.

La pandemia è stato il fattore principale nella scelta di cancellare alcune serie, e non solo, molti show (sempre di più) che erano stati rinnovati, sono stati ora cancellati. Si, c’è stata un’onda di cancellazioni inaspettate.

Le serie cancellate a causa della pandemia

Serie già rinnovate in precedenza sono state  cancellate a sorpresa a causa della pandemia. The Society, rinnovato per una seconda stagione lo scorso anno, non entrerà in produzione con i nuovi episodi. Gli script erano tutti pronti, la pre-produzione stava per partire e le riprese sarebbero dovute iniziare qualche settimana fa. Ma Netflix ha deciso di staccare la spina per ragioni pratiche: lo show ha un cast corale e sarebbe impossibile girare, con le nuove norme, molte delle scene chiave, in cui sono presenti i giovani della serie radunati in un unico posto (nella prima stagione era la chiesa).

Stessa sorte è toccata a Stumptown. ABC ha deciso di annullare il rinnovo per una seconda stagione. Stumptown non ha mai avuto ratings altissimi, ma il rinnovo era un voto di fiducia. Probabilmente girare i nuovi episodi sarebbe stato troppo difficoltoso, sia per le restrizioni sia per i costi che le nuove norme comportano.

Glow

Netflix ha annullato il rinnovo anche di Glow, che doveva tornare con una quarta ed ultima stagione. Qui, nelle parole di Marc Maron, showrunner della serie, c’è un importante indizio sul perché le piattaforme e i network stanno annullando i rinnovi.

Tenere dei set in piedi costa. Tenere gli attori legati costa. Tenere produzione e tutti i vari team legati ad un progetto sotto contratto ha dei costi altissimi. Quindi se c’è l’impossibilità di girare o di ritardare le riprese, per i network e per le piattaforme streaming il tutto si traduce in costi elevati, senza la possibilità di un ritorno economico. Questo è vero molto di più per l’industria delle serie televisive che lavora con ritmi molto più serrati e veloci. Un episodio viene girato generalmente in una sola settimana e va in onda dopo poco tempo sulla broadcast television. Girare meno episodi vuol dire avere meno guadagni. Non girare significa continuare a pagare le spese di tutto ciò che c’è dietro una serie televisiva (set, attori, produttori, sceneggiatori), senza ricevere il guadagno previsto.

È più recente la notizia della cancellazione (post rinnovo) di How To Become a God in Central Florida, serie con Kirsten Dunst, molto acclamata dalla critica. Serie di Showtime. Un segno che la pandemia sta avendo effetto su produzioni della televisione lineare, delle piattaforme e anche della tv via cavo.

Le serie tv che sono tornate in produzione

Molte serie tv sono tornate in produzione nelle ultime settimane, seguendo protocolli e regole precise a seconda delle città in cui vengono girate. Le produzioni che sappiamo sono tornate a girare sono: Grey’s Anatomy, Station 19, Riverdale, Charmed, The Flash, The Good Doctor, Batwoman, NCIS, NCIS: Los Angeles, Supergirl, Supernatural, This Is Us, Superstore, Sex Education, The Witcher, Lucifer, Legends of Tomorrow. Sono partite anche le riprese del reboot di Gossip Girl di HBO Max a New York.

In questo video, Madelaine Petsch parla dei primi giorni sul set della nuova stagione di Riverdale, sottolineando una nuova realtà.

Le serie del franchise di Chicago sono tornate al lavoro, ma alcuni membri della troupe di Chicago Med sono risultati positivi al Covid-19, quindi la produzione è stata momentaneamente sospesa. Il rischio sarà anche questo: ritardi sulle riprese e sugli episodi per un positivo tra la produzione, non solo nel cast, dunque, basta un solo positivo anche in un unico dipartimento di lavoro sul set.

Da ciò che vediamo – grazie alle stories dei vari cast – la situazione è molto difficile da gestire. Gli show che girano in Canada richiedono una quarantena di 14 giorni. Il cast di Riverdale, infatti, è rimasto in isolamento per 14 giorni prima di iniziare le riprese dei nuovi episodi.

Ogni membro del cast delle varie serie deve sottoporsi al tampone regolarmente. I camerini sono più lontani. Le sedie sul set devono rispettare il distanziamento sociale e gli attori non possono avere contatti al di fuori delle scene. C’è chi è arrivato (citiamo le soap come Beautiful) ad usare i manichini per determinate scene.

Ma le serie parleranno della pandemia?

Sì, molte serie tv hanno deciso di affrontare l’argomento pandemia. Grey’s Anatomy lo tratterà fin da subito, con due diverse timeline: vedremo cosa succede subito dopo la fine dell’ultimo episodio trasmesso (episodio 21 della stagione 16), continueremo da lì, ma verremo catapultati anche all’inizio della pandemia. I medici del Grey/Sloan Memorial dovranno affrontare l’emergenza.

Krista Vernoff, showrunner della serie, ha detto:

“Ogni anno, abbiamo dei dottori che vengono da noi e ci raccontano delle storie, di solito sono storie divertenti o folli. Quest’anno è sembrata una sorta di terapia. I dottori sono arrivati e ci hanno spiegato le esperienze che stanno avendo. Tremano e provano a non piangere, sono sconvolti, ne parlano come se fosse una guerra, una guerra per cui non erano preparati. Ed è stata una delle conversazioni che abbiamo avuto per Owen, lui è preparato a questo in un modo in cui molti dottori non lo sono.”

Stessa cosa per The Good Doctor, che da medical drama affronterà ciò che sta succedendo. Anche New Amsterdam (che assurdamente aveva una storyline cancellata per la scorsa stagione che riguardava proprio una pandemia) e Chicago Med tratteranno l’emergenza.

Non sappiamo le altre serie, che non sono medical drama, come si comporteranno. Sappiamo però che This Is Us parlerà di ciò che sta succedendo. Non è da escludere, dunque, che altri show che non sono medical drama faranno lo stesso, in fondo ormai il covid-19 fa parte della vita di tutti i giorni.

C’è da dire che alcune trame saranno modificate a causa delle restrizioni e delle norme da seguire. Sappiamo già che sono stati apportati vari cambiamenti a numerosi copioni di serie tv, tra cui anche Supernatural, Grey’s Anatomy e This Is Us.

Quando torneranno le serie tv?

I network stanno adottando approcci molto diversi tra loro. ABC ed NBC hanno deciso di far partire la stagione regolarmente, solo con un leggero ritardo, con debutti che vanno da ottobre a novembre. Torneranno Grey’s Anatomy, This Is Us, Superstore e altre serie che erano già previste. Mentre per gli altri debutti dovremo aspettare la mid-season.

CBS e FOX hanno riempito il palinsesto di show che sarebbero dovuti partire in estate o serie di proprietà che non andavano precedentemente in onda sui network, aspettando di poter mandare in onda nuovi episodi degli show che trasmettono regolarmente.

CBS manderà in onda, ad esempio, One Day at a Time, mentre FOX sta mandando in onda una serie che doveva partire mesi fa: Filthy Rich.

The CW ha comprato Swamp Thing di DC Universe, Tell Me A Story di CBS All Access e Devils di SKY. L’unica novità di questa prima parte di stagione saranno gli episodi di Supernatural, mentre le nuove stagioni di tutti gli altri show partiranno nel 2021 (da gennaio, presumibilmente).

Per quanto riguarda le piattaforme streaming, gli effetti li vedremo più avanti nel tempo. Netflix, ad esempio, aveva già pronte svariate stagioni di nuovi show (poiché rilascia tutti gli episodi in un solo colpo). Il primo impatto però c’è stato con la cancellazione delle serie tv che abbiamo citato prima. Le conseguenze sul lungo termine ce le dirà solo il tempo. Stessa cosa vale per le altre piattaforme come Prime Video, Disney+ (che aveva dovuto temporaneamente fermare le riprese di The Falcon and The Winter Soldier) e Hulu (negli USA).

Dall’inizio dell’era della Peak TV, non c’è mai stata una stagione con così poche partenze e novità. Quindi sì, la pandemia ha avuto un grande impatto anche sul modo della serialità, un impatto che iniziamo a percepire solo ora, ma che avrà inevitabilmente delle ramificazioni nel futuro. È una nuova realtà e la stiamo già vivendo.

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