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The Knick: Steven Soderbergh annuncia che la stagione 3 si farà

The Knick: Steven Soderbergh annuncia che la stagione 3 si farà

Di Marco Triolo

The Knick tornerà. A cinque anni dalla stagione 2, e a tre dalla cancellazione, la serie diretta da Steven Soderbergh per Cinemax si prepara a tornare con una terza stagione. A rivelarlo è stato lo stesso Soderbergh, in un’intervista pubblicata da The Playlist.

Siamo nelle prime fasi della preparazione, ma Soderbergh rivela che un pilot è stato scritto dai creatori della serie, Jack Amiel e Michael Begler, in collaborazione con la star André Holland e il regista di Se la strada potesse parlare e Moonlight, Barry Jenkins.

Ecco cosa ha detto Soderbergh:

[André e Barry] hanno trovato un approccio interessante con Jack e Michael. La cosa sembra avanzare rapidamente. Ho appena letto il pilot, che è fantastico.

Il regista non ha voluto confermare o smentire se Jenkins abbia intenzione di dirigere la serie:

Io non c’entro, è tutta una creatura di Barry. Ho detto loro: “Io ho già avuto la mia occasione. Buona fortuna, portatela in qualunque direzione vogliate”.

Anni fa Soderbergh aveva detto che l’intenzione per la stagione 3 sarebbe stata quella di girarla in bianco e nero e ambientarla nel 1947, un salto temporale di quasi cinquant’anni rispetto alle prime due stagioni. Non è chiaro se l’intenzione sia ancora quella. Ma, visto che si parla di un pilot, non è escluso che questa nuova stagione di The Knick possa essere un reboot, magari incentrato su un diverso protagonista rispetto al dottor Thackery di Clive Owen.

Non solo The Knick

Soderbergh ha anche ammesso di aver appena letto la sceneggiatura del sequel di High Flying Bird, il suo film Netflix interpretato sempre da André Holland:

È davvero forte e incredibilmente attuale, ma leggermente diverso. Si parla ancora di sport, ma in un contesto diverso. Leggendolo, pensavo: “Beh, questo lo dobbiamo fare subito. Dobbiamo schiacciare il pedale del gas ora”.

Il motivo?

Il Covid e Black Lives Matter, improvvisamente, hanno reso ovvio il potere che hanno i giocatori. È stato bello vederglielo usare per cambiare le cose e creare consapevolezza. Non lo stavano usando per riempirsi le tasche. Mi ha affascinato. Volevo saperne di più su tutte quelle conversazioni che li hanno spinti ad andare in sciopero.


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