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High Fidelity arriva in Italia: Sentimenti, cultura pop e musica nella nuova serie con Zoe Kravitz

High Fidelity arriva in Italia: Sentimenti, cultura pop e musica nella nuova serie con Zoe Kravitz

Di Andrea Suatoni

Da ieri 10 Settembre è disponibile in streaming su Starzplay la serie High Fidelity, basata sull’omonimo romanzo campione di vendite scritto da Nick Hornby del 1995 (e che ha goduto di una ottima trasposizione cinematografica firmata da Stephen Frears nel celebre film con John Cusack).

La serie, prodotta da Disney, è stata rilasciata negli Stati Uniti sulla piattaforma streaming Hulu lo scorso 14 Febbraio, ironicamente proprio nel giorno di San Valentino: le tematiche della serie ruotano in effetti attorno alla fine delle relazioni d’amore della protagonista, Rob (interpretata da Zoe Kravitz), che decisa a terminare la lunga serie di fallimenti che costellano la sua vita sentimentale intraprende un percorso personale che si rivelerà molto più difficile del previsto.

Su Starzplay la serie è arrivata in soluzione unica con i 10 episodi della prima ed unica stagione; la serie è stata cancellata nonostante gli ottimi riscontri di critica e pubblico.

HIGH FIDELITY

La storia inizia con Rob che viene mollata dal suo ultimo fidanzato, Russel detto “Mac” (Kingsley Ben-Adir, visto in The OA e Peaky Blinders): così facendo Mac entra nella Top 5 delle rotture più significative della vita della protagonista, che in un continuo dialogo con lo spettatore, rompendo sfacciatamente la quarta parete, racconta pian piano la sua vita, le sue paure e le sue manie.
Scopriamo quindi che Rob è la proprietaria di un negozio di dischi nel quartiere di Crown Heights a Brooklyn, il Championship Vinyl, e che la musica ha una enorme importanza nella sua vita: non solo ne ha fatto il suo lavoro, ma questa declina anche l’importanza dei suoi rapporti con gli altri e le sue possibilità di relazionarsi ad altre persone, i suoi stati d’animo o le sue nevrosi.

Perché Rob si trova sempre ad essere mollata dalle persone (sia uomini che donne) che ama? C’è qualcosa di sbagliato in lei? E se è questo il caso, cosa può fare per evitare che ciò accada in futuro? La possibilità di una nuova relazione (o magari la speranza di recuperare uno dei rapporti classificati nella sua “famosa” Top 5…) la porta sulla strada della ricerca personale: affrontando quindi tutti i suoi malvagi ex (per citare Scott Pilgrim), potrebbe forse riuscire a capire qualcosa di sé stessa che non immaginava neanche.

IL CAST

Zoe Kravitz è incredibilmente naturale in quello che è evidentemente il suo habitat naturale: nei molteplici momenti in cui si confessa con il pubblico, sembra quasi che lo show assuma delle tinte tendenti al reality. La scelta della Kravitz è letteralmente perfetta, mentre le derive del politically correct che hanno completamente cambiato etnie, gusti sessuali ed atmosfere del romanzo di Nick Hornby (e del film di Frears) sono qui estremamente giustificate e significative, impossibili da contestare sotto ogni singolo aspetto. Dai migliori amici e dipendenti di Rob, Cherise (Da’Vine Joy Randolph) e Simon (David H. Holmes), alla nuova fiamma Clyde (Jake Lacy) fino al sempre presente spettro dell’ex fidanzato Mac, l’eterogeneo e diversificato cast di High Fidelity riflette una realtà totalmente credibile e non solo adeguata ai nostri tempi, bensì doverosa e sincera nel suo dipingere personaggi così diversi ma anche così funzionali l’uno all’altro.

Alta fedeltà

MUSICA E CULTURA POP

I riferimenti pop, incentrati quasi interamente sulla musica e gli artisti della scena musicale a 360 gradi, sono moltissimi, mentre i personaggi principali sono delineati in base al genere musicale che preferiscono e che li caratterizza interamente, dalle sfumature caratteriali al vestiario: abbiamo quindi, accanto alla “ricercata” Rob, l’amante del pop (ma di nicchia) Cherise o il punk Simon (che è anche al numero 3 della Top 5 delle rotture più significative di Rob).

La colonna sonora di High Fidelity è inoltre composta quasi interamente di musica “attiva”: anche la colonna sonora in qualche modo abbatte la quarta parete quindi, essendo composta per la maggior parte da pezzi scelti dai personaggi della storia. La musica va quindi a formare un sottotesto molto più significativo ed ancor più ancorato ai protagonisti, che ascoltano ciò che ascolta lo spettatore aumentando l’empatia a livelli, potremmo dire, quasi di “realtà virtuale”.

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