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X-Men, 20 anni dopo: nuove rivelazioni e accuse a Bryan Singer

X-Men, 20 anni dopo: nuove rivelazioni e accuse a Bryan Singer

Di Marco Triolo

The Hollywood Reporter ha pubblicato un lungo articolo in cui, a 20 anni dall’uscita di X-Men, seminale film che ha lanciato la nuova era dei fumetti al cinema, riflette sulla tormentata lavorazione del film. Portando a galla nuove rivelazioni sul regista Bryan Singer, accusato di comportamenti bizzarri e inaffidabili. L’articolo rivela come già allora Singer si comportasse come avrebbe poi fatto sul set di Bohemian Rhapsody 18 anni dopo. La tesi è che, nel caso di quest’ultimo, le ripetute accuse di molestie sessuali lo avevano danneggiato al punto da renderlo più suscettibile al licenziamento (cosa in effetti avvenuta). Ma, all’epoca di X-Men, in un mondo che ancora non conosceva il Me Too, Singer era un autore talmente stimato e sulla cresta dell’onda da essere di fatto intoccabile. Cosa che gli permise anche di essere confermato per X-Men 2 nonostante la travagliata lavorazione del primo capitolo.

L’articolo di Tatiana Siegel inizia citando un ben noto aneddoto: la volta in cui Michael Jackson fece visita agli uffici della produzione Fox per proporsi nel ruolo di Charles Xavier. Quando gli fecero notare che Xavier è un anziano bianco, la pop-star rispose che avrebbe potuto indossare del trucco. Questo è solo uno dei tanti folli episodi accaduti durante la lavorazione del film. Molti dei quali hanno come protagonista lo stesso regista.

“Il suo comportamento fu scadente”, spiega un executive anonimo. “Nel primo film lo abbiamo assecondato, e dunque abbiamo dovuto assecondarlo anche nel secondo. E avanti così. Questo ha creato un mostro”. Vediamo un po’ di punti salienti dell’articolo.

Una schiera di sceneggiatori

Singer fu ingaggiato ufficialmente nel luglio 1996. In seguito, 20th Century Fox diede l’incarico di scrivere la sceneggiatura a svariati sceneggiatori, tra cui John Logan, James Schamus, Joss Whedon (che scrisse una sceneggiatura con troppo humour per l’idea di Singer) e infine Ed Solomon e Christopher McQuarrie (che aveva scritto I soliti sospetti). Alla fine lo script fu accreditato però a David Hayter, futuro sceneggiatore di Watchmen. E questo nonostante Hayter fosse stato ufficialmente assunto solo come assistente di Singer. Hayter era un grande fan degli X-Men e Singer si affidò a lui. Questo è solo uno dei tanti esempi dell’impulsività di un autore che prendeva decisioni al volo e senza riflettere.

Il produttore Ralph Winter fu costretto a interpellare il responsabile di produzione Peter Rice per avvertirlo di mettere sotto contratto Hayter per evitare grossi problemi legali. Hayter, che sostiene di aver scritto il 55% del film, fu pagato appena 35 mila dollari. A quanto pare il grosso della sceneggiatura fu invece scritto da McQuarrie e Solomon, che però rinunciarono a essere accreditati.

Diverse fonti sostengono inoltre che i meeting sulla storia furono gestiti in maniera assolutamente non professionale da Singer. “Bryan invitava alle riunioni gente che non era coinvolta nel film. Ragazzi giovani. Una persona diversa ogni volta”.

La scelta delle comparse

Molti ruoli minori furono affidati a ragazzi di bell’aspetto. Singer riservò un cameo ad Adam Robitel, futuro regista di Escape Room e all’epoca suo compagno. Ci sono dubbi su quanto la scelta sia stata dettata da ragioni professionali. Inoltre, Alex Burton, diciottenne che venne scelto per il minuscolo ruolo di Pyro, fu fatto arrivare in aereo da Los Angeles al set di Toronto, una mossa alquanto strana dato che, solitamente, per ovvie ragioni economiche, per i piccoli ruoli si scritturano attori locali. La cosa finì piuttosto male per il povero Burton: non solo non venne richiamato in X-Men 2, dove il ruolo di Pyro fu affidato ad Aaron Stanford. Ma l’attore è anche finito in una causa legale con tre amici di Singer, suoi soci nella compagnia Digital Entertainment Network, che accusò di averlo ripetutamente drogato e violentato durante la lavorazione.

Il comportamento instabile di Bryan Singer

Il regista ammise, già in interviste dell’epoca, che stava prendendo degli antidolorifici per problemi alla schiena. Ma c’è chi sostiene che il suo uso della medicazione era problematico e lo spingeva a comportamenti totalmente imprevedibili. Singer arrivava tardi sul set, ero soggetto a sbalzi d’umore e scatti d’ira. Poteva capitare, ad esempio, che il regista decidesse all’ultimo secondo di non usare Mystica in una scena, nonostante a Rebecca Romijn occorressero ore di trucco per calarsi nel personaggio. Il futuro capo della Marvel Kevin Feige, all’epoca un giovane executive che lavorava per la produttrice Lauren Shuler Donner, fu inviato sul set per tenere a bada i capricci di Bryan Singer.

X-Men 2: Bryan Singer fa il bis

Nonostante tutto, X-Men risultò un enorme successo sia di critica che di pubblico. Fox confermò Singer alla regia, ma i problemi non si fermarono. Il set di X-Men 2 fu caratterizzato dai comportamenti sempre più imprevedibili e distruttivi del regista. Il tutto culminò in un episodio gravissimo. Il produttore Tom DeSanto, saputo che Singer e alcuni membri della troupe avevano assunto un narcotico, cercò di fermare la lavorazione. Singer però continuò a girare, ma non è tutto. Quel giorno non erano previsti stunt, e infatti sul set non erano presenti stunt coordinator. Singer decise di girare ugualmente uno stunt che finì con Hugh Jackman ferito e sanguinante. Il produttore Ralph Winter fermò la lavorazione, ma il giorno dopo lo studio diede ragione a Singer e invitò DeSanto a tornare a Los Angeles. Questo scatenò un ammutinamento: il cast in costume, tranne Ian McKellen e Rebecca Romijn, si recò alla roulotte di Singer e lo minacciò di lasciare il film se DeSanto fosse stato licenziato. Halle Berry disse una frase poi spesso riportata fuori contesto: “You can kiss my black ass”. Un portavoce di Singer nega che tutto questo sia mai accaduto.

La conclusione è che “la futura implosione di Singer iniziò su quel set”. Lauren Shuler Donner ammette i propri errori:

Era molto nervoso e spesso, quando era insicuro, si comportava male, come molti fanno. Ma il suo modo di comportarsi male era quello di strillare e gridare a tutti quanti sul set. O uscire dal set e fermare la lavorazione. Dovete capire, quell’uomo era brillante, ed è per questo che tutti lo tolleravamo e cercavamo di persuaderlo. Se non fosse così fuori di testa, sarebbe davvero un grande regista.

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