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La mappa del tesoro – Tra Hollywood e Bollywood

La mappa del tesoro – Tra Hollywood e Bollywood

Di Roberto Recchioni

Nei giorni del lockdown (speriamo ormai alle nostre spalle) è emersa con forza la necessità delle persone di distrarsi e riempire le lunghe giornate di ritiro casalingo forzato. Per questo motivo in tanti si sono spesi non solamente per creare contenuti nuovi in grado di distrarre e intrattenere, ma anche per consigliare quanto di valido già esisteva e che era pronto per essere fruito attraverso le ormai numerose piattaforme online. Con la fine della quarantena, questa necessità si è affievolita ma, oggi, ci troviamo davanti ad un nuovo problema: l’apparente scarsità di nuove opere. Il Covid, infatti, ha chiuso tanti set, bloccato tante produzioni e rimandato a data da destinarsi un gran numero di uscite importanti e oggi sembra quasi che non ci sia più nulla da vedere.

È un’impressione sbagliata. Sia perché nuovi film stanno continuando ad uscire, anche se non accompagnati da imponenti (e costosi) lanci stampa, sia perché esistono intere cinematografie che in Italia sono rimaste per lungo tempo lontane dai riflettori e che oggi abbiamo il tempo di scoprire.

Questa serie di articoli vi fornirà a ogni appuntamento due titoli da provare, sperando di rendere questo periodo ugualmente ricco di storie, spunti ed emozioni.

TRA HOLLYWOOD E BOLLYWOOD

In questo primo appuntamento ci muoviamo tra la più classica delle suggestioni hollywoodiane (un film sulla Seconda Guerra Mondiale con protagonista un divo assoluto come Tom Hanks) e un blockbuster del cinema indiano nella sua declinazione di Bombay.

Greyhound (2020)

Siamo sinceri: cosa c’è di più classico di un film sulla Seconda Guerra Mondiale con Tom Hanks come protagonista? Forse solo un film sulla Seconda Guerra Mondiale con Tom Hanks e Tom Sizemore (bravo attore che negli anni zero ha prestato il suo volto a una moltitudine di ricostruzioni cinematografiche di ogni possibile conflitto moderno, interpretando di solito il ruvido sergente). Purtroppo, Sizemore sta passando tutta una serie di serissimi guai con la legge in questo periodo e quindi ci dobbiamo accontentare del solo Hanks (qui in un doppio ruolo di protagonista assoluto e di sceneggiatore), che non è per nulla poco, sia chiaro.

Greyhound si muove anche in un altro solco classico per i film di guerra che è quello delle battaglie nautiche tra sommergibili e cacciatorpediniere, ma lo fa da un punto di vista anomalo: se, solitamente, i protagonisti di pellicole come Das Boot (U-Boot 96 in Italia), o Caccia a Ottobre Rosso o Red Tide (Allarme Rosso) sono infatti i sommergibilisti, Greyhound ci pone invece sul ponte di comando di un’imbarcazione Classe Fletcher, impegnata nella difficile missione di scorta di un convoglio Alleato attraverso il “Black Pit”, il pozzo nero, quell’ampia porzione di Atlantico in cui le navi non potevano essere scortate dagli aerei a causa dei limiti di autonomia dell’epoca e dove diventavano facile preda dei sommergibili avversari. Tom Hanks interpreta il Comandante Ernest Krause, un uomo timorato di Dio che, nonostante la sua età ormai avanzata, è alla sua prima missione di guerra. Tranne per un brevissimo preambolo ambientato nella hall di un albergo (dove viene raccontato il minimo necessario per introdurci il personaggio di Krause), tutto il film si svolge sul vascello da battaglia che in tre giorni d’inferno dovrà vedersela con un gruppo di agguerriti sommergibili tedeschi. Sì, ok, il simbolismo dello Hanks sceneggiatore, nell’adattare il non celebre romanzo di Cecil Scott Forester, non ci va tanto per il sottile: il suo protagonista è il pastore, le navi del convoglio sono le pecore, il cacciatorpediniere è il mastino grigio che le protegge dai lupi tedeschi che le minacciano. E i pochi dialoghi del film non dedicati agli ordini navali e alla loro ricezione sono per la maggior parte usati per citare passi della Bibbia (Hanks è davvero un forte credente e la sceneggiatura lo riflette in maniera evidente). Ma non è questo il cuore più significativo della pellicola. Perché quello che Tom Hanks e Aaron Schneider (il regista, vincitore di un Oscar per il corto Two Soldier e talento dietro la macchina da presa di Funeral Party), fanno con Greyhound è portare a schermo un’idea di cinema tutta legata al racconto per immagini e alla potenza narrativa dello sguardo. Per tutto il film Tom Hanks non fa altro che spostarsi da una parte all’altra della sua nave per guardare oltre essa e reagire a quello che vede. In termini prettamente concettuali, Greyhound è il corrispettivo bellico della hitchcockiana Finestra sul Cortile e, di conseguenza, una celebrazione dell’occhio-cinema. Un film che sublima la grammatica cinematografica nella sua forma più pura ed essenziale e che, anche grazie alle straordinarie capacità del suo interprete (capace di riempire e tenere la scena con una prova maestosa di recitazione volta a sottrarre invece che ad aggiungere), si consegna agli spettatori come un purissimo gioiello privo di compromessi o sbavature, degno di stare accanto a pellicole dall’approccio simile ma ben più blasonate come Dunkirk e Mad Max: Fury Road.

L’unica cosa che lascia un poco di amarezza riguardo a questo film è che non abbiamo avuto modo di apprezzarlo nella gloria di uno schermo cinematografico. Lo trovate sulla piattaforma Apple TV+, gratis nell’abbonamento e a noleggio per chi ne è sprovvisto.

War (2019)

War è un blockbuster del cinema di Bollywood (che è solamente una delle tante e variegate cinematografie indiane) e quindi, sì, pur essendo un action movie purissimo, contiene dei numeri di canto e danza. Significa che è un musical? No, perché i momenti musicali dei film di bollywood sono sì contestuali alla trama ma tendono a raccontare un momento emotivo della stessa. Avete presente i momenti musicali di Rocky IV o i videoclip inseriti in ogni episodio di Baywatch? È la stessa cosa, solamente fatta molto, molto meglio. In linea teorica, potete anche saltare questi momenti e non perderete nessuno snodo chiave del racconto ma io vi consiglio di non farlo perché sono parte integrante dello spettacolo che Bollywood propone e, spesso, rappresentano la massima espressione dei valori artistici e produttivi della pellicola. Detto questo, cos’è War?

Una storia di soldati, spie, inseguimenti, spettacolari sparatorie, entusiasmanti combattimenti corpo a corpo, inganni, altri inseguimenti, altre sparatorie, altri combattimenti, e tre numeri musicali. Per farla breve, è un episodio di Mission: Impossible che incontra un nuovo capitolo di Fast & Furious in un mondo dove gli eroi anni ’80 e la loro retorica del macho non sono mai passati di moda. Con in più alcune canzoni e balli e tanta bromance.

La pellicola vede come protagonista Hrithik Roshan, forse il più noto dei divi di Bollywood, un dio dorato capace di passare con scioltezza da film drammatici alle commedie, dalle pellicole supereroistiche ai film storici, dai buddy movie agli action, non trascurando biopic impegnatissimi. Roshan è uno che recita benissimo (ha vinto la maggior parte dei premi indiani più prestigiosi), che balla e canta come un professionista di talento, che pratica (bene) le arti marziali e che ama farsi tutti gli stunt da solo (e se state pensando a Tom Cruise, sì, lui ne è il corrispettivo indiano, ma ancora meglio). Accanto a lui, l’emergente Tiger Shroff, che è più uno Stallone-Van Damme dei tempi d’oro. Un ottimo (ma davvero ottimo) artista marziale e uno straordinario ballerino, ma un cantante appena passabile e decisamente più limitato come registro attoriale rispetto a Roshan. I due, oggi, rappresentano per Bollywood lo star system presente e futuro e vederli riuniti assieme nella stessa pellicola è un evento di per sé. Se poi, oltre a questi due fenomeni, aggiungete una produzione ricchissima, una struttura narrativa solida e ricca di trovate colpi di scena, e la regia di Siddharth Anand che non ha nulla da invidiare a quella di tanti professionisti blasonati dell’action occidentale capirete facilmente perché War sia, attualmente, uno dei maggiori incassi del cinema di Bollywood di tutti i tempi e un film da non perdere se siete in cerca di azione e spettacolarità. Lo trovate su Amazon Prime Video.

#CinemaReloaded è un messaggio di ottimismo aperto a tutti per testimoniare, condividere e sostenere le iniziative di rilancio del cinema in sala. Scopri di più e aderisci sul sito Cinemareloaded.it.

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