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Furiosa: Chris Hemsworth nel prequel di Mad Max?

Furiosa: Chris Hemsworth nel prequel di Mad Max?

Di Marco Triolo

Sappiamo che George Miller sta lavorando a Furiosa, un prequel di Mad Max: Fury Road incentrato sulla condottiera interpretata da Charlize Theron. Per ora non si hanno notizie ufficiali sul cast, anche se sembra che Jodie Comer sia la scelta numero uno per sostituire Theron nel ruolo. Ora, però, il sito The Illuminerdi sostiene di aver saputo che Chris Hemsworth è in lizza per uno dei ruoli principali.

Il ruolo sarebbe quello di Dementus, descritto come un uomo dalla bellezza “mozzafiato”, con “un viso d’angelo, segnato da una profonda ferita sulla fronte tenuta insieme da scintillanti graffette cromate”. A quanto pare Warner Bros. sarebbe molto interessata a scritturare Hemsworth nel ruolo. L’attore è oltretutto australiano e questo potrebbe avere un valore in più per il suo connazionale George Miller.

Tenete presente che si tratta di voci per ora non confermate. Miller si sta ancora occupando di Three Thousand Years of Longing, un dramma con Tilda Swinton e Idris Elba rinviato per l’emergenza Covid-19. Dunque Furiosa è ancora lontano, ed è troppo presto per sapere chi lo interpreterà.

Il ritorno di Furiosa

Miller ha scelto di scritturare una nuova attrice nei panni della protagonista, scelta che Charlize Theron rimpiange ma rispetta. Il regista ha spiegato le sue ragioni:

A lungo ho pensato che avremmo potuto usare la computer graphic per ringiovanire Charlize, ma non sono convinto che la tecnologia sia abbastanza avanzata. Nonostante i valorosi tentativi di The Irishman, credo che siamo ancora nell’uncanny valley. Sono tutti sul punto di risolverlo, in particolare i designer di videogame giapponesi, ma la vallata è ancora bella ampia, credo.

Per uncanny valley si intende la sensazione di disagio causata da robot e automi antropomorfi estremamente somiglianti alla figura umana eppure impercettibilmente diversi. L’ipotesi, presentata dallo studioso di robotica Masahiro Mori, è così definita su Wikipedia:

La ricerca analizza sperimentalmente come la sensazione di familiarità e di piacevolezza sperimentata da un campione di persone e generata da robot e automi antropomorfi possa aumentare al crescere della loro somiglianza con la figura umana, fino ad un punto in cui l’estremo realismo rappresentativo produce però un brusco calo delle reazioni emotive positive, destando sensazioni spiacevoli come repulsione e inquietudine paragonabili al perturbamento.

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