Nel 2018 Netflix aveva annunciato la realizzazione di una serie live-action ispirata ad Avatar – La leggenda di Aang (Avatar: The Last Airbender), la serie animata statunitense targata Nickelodeon, confermando anche il coinvolgimento dei creatori originali dello show: Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko.
È passato un po’ di tempo e la situazione è cambiata: DiMartino e Konietzko non sono, infatti, più coinvolti nel progetto.
Gran parte di voi mi sta chiedendo aggiornamenti sulla serie Netflix di Avatar. Ora posso dirvi che non sono più coinvolto nel progetto. A giugno, dopo due anni di lavoro, sia io che Bryan Konietzko abbiamo deciso di lasciare.
Il motivo? Come molto spesso accade durante lo sviluppo di un progetto cinematografico o televisivo, divergenze creative.
Le produzioni sono sempre una sfida e spesso emergono eventi inaspettati. I progetti cambiano e quando questo è successo in passato ho sempre cercato di essere come Air Nomad, e mi sono adattato. Faccio sempre il mio meglio per proseguire, al di là degli ostacoli che devo affrontare. Ma anche un Nomade dell’Aria sa quanto è arrivato il momento di fermarsi. […] Il live-action di Netflix ha tutte le carte in regola per essere un buon prodotto. Potrebbe diventare una serie apprezzata da gran parte di voi. L’unica cosa di cui sono certo, è che qualsiasi versione arriverà sullo schermo non rappresenterà la visione mia e di Bryan.
Ambientata in un mondo in cui la popolazione è divisa in quattro nazioni corrispondenti ai quattro elementi (acqua, terra, aria e fuoco), la serie animata ha raccontato la storia di Aang, Avatar che possiede l’abilità di destreggiare tutti e quattro gli elementi. Il suo compito è riappacificare le quattro nazioni, accompagnato da un gruppo di amici.
Ricordiamo che nel 2010 la serie era arrivata sul grande schermo con un film live-action, L’ultimo dominatore dell’aria, diretto da M. Night Shyamalan e duramente stroncato sia dalla critica che dal pubblico. Per il momento è tutto, come sempre vi terremo aggiornati su ogni sviluppo.
Fonte: Variety