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Harvey Weinstein – Il giudice rifiuta il risarcimento: “Questa non è una class action”

Harvey Weinstein – Il giudice rifiuta il risarcimento: “Questa non è una class action”

Di Marlen Vazzoler

Un risarcimento da 18,875 milioni di dollari è stato vinto da un gruppo di donne dell’industria dell’intrattenimento, nella causa contro Harvey Weinstein per molestie sessuali, abusi sessuali e stupri.

Le querelanti Louisette Geiss, Sarah Ann Thomas, Melissa Thompson, Melissa Sagemiller, Nannette May, Katherine Kendall, Caitlin Dulany, Larissa Gomes e Jill Doe hanno presentato la richiesta di approvazione preliminare dell’accordo per una class action, il 30 giugno, al Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York.

Se approvato dal tribunale, l’accordo creerà un fondo per le vittime che consentirà a tutte le donne che sono state abusate da Harvey Weinstein in determinate circostanze, di presentare una richiesta di risarcimento danni in un processo riservato e non contraddittorio.

Un accordo disgustoso

Tra le crescenti obiezioni delle donne che accusano Harvey Weinstein di molestie sessuali, il giudice distrettuale degli Stati Uniti Alvin Hellerstein ha oggi respinto l’accordo, affermando che alcuni dei suoi termini sono “disgustosi” e non sono adatti ad una class action:

“Sulla base dei miei studi sui documenti, sulla base del mio studio sui documenti sull’obiezione e sulla base dei difetti che ho già notato, non darò l’approvazione preliminare al risarcimento”.

Martedì, in un’udienza telefonica di 20 minuti, il giudice ha dichiarato che il risarcimento annulla in modo improprio le richieste delle parti non partecipanti, inoltre delega le sue responsabilità come giudice a un rappresentante giudiziario. Non è d’accordo che Weinstein, i direttori e i funzionari della Weinstein Co. ricevano un fondo per la difesa prima delle richiedenti.

Ha spiegato:

“L’idea che Harvey Weinstein possa ottenere un fondo per la difesa prima dei richiedenti è disgustoso. L’idea che puoi decidere anche per le richieste delle persone che non fanno parte dell’accordo – non posso condividerlo”.

Esperienze diverse

Hellerstein aveva precedentemente respinto la maggior parte delle richieste nel caso della class action, e continua a credere che le esperienze dei querelanti siano così varie che il caso non dovrebbe essere trattato come una class action.

Il giudice ha sottolineato:

“Non tutte le donne sono state conquistate nello stesso modo. Alcune hanno rinunciato ai loro corpi cedendo a delle lusinghe… alcune con la forza, e alcune potrebbero averlo fatto volentieri. Eppure questo risarcimento crea un’uguaglianza. Questa non è una class action. Non darò l’approvazione preliminare al risarcimento.”

Douglas Wigdor e Kevin Mintzer, rappresentanti di tre querelanti che avevano obiettato al risarcimento, hanno affermato che le falle nell’accordo erano chiare fin dall’inizio.

L’avvocato Bryan Arbeit ha affermato:

“Diciamo da oltre un anno e mezzo che le condizioni e i termini del risarcimento erano iniqui e non dovevano mai essere imposti ai sopravvissuti di violenze sessuali.
Siamo rimasti sorpresi dal fatto che l’avvocato della class [action] e il procuratore generale di New York non abbiano riconosciuto questo fatto, ma siamo lieti che il giudice Hellerstein abbia rapidamente respinto questa proposta unilaterale. A nome dei nostri clienti, non vediamo l’ora di perseguire la giustizia contro Harvey Weinstein e i suoi numerosi sostenitori”.

Il risarcimento

Dozzine di avvocati hanno lavorato al risarcimento per più di 18 mesi. Il risarcimento, che fa parte di un accordo più grande di $48 milioni, era stato approvato dal procuratore generale di New York Letitia James, nonostante la richiesta da parte di molte vittime di respingere l’accordo.

Pagato dalle compagnie assicurative della TWC, l’accordo avrebbe assolto totalmente gli imputati – tra cui i membri del consiglio d’amministrazione della TWC, i dirigenti e i fratelli Weinstein – da qualsiasi responsabilità, senza dover pagare personalmente un centesimo.
L’ufficio del procuratore generale di New York Letitia James non avrebbe più potuto perseguirli per qualsiasi azione correlata.

Weinstein avrebbe potuto accaparrarsi oltre $15 milioni, per pagare le spese legali della difesa contro le accusatrici non comprese nell’accordo.

I commenti del giudice hanno colpito i fondamenti dell’accordo e sembrano lasciare poco spazio agli avvocati per modificarne i termini e riproporlo per un’approvazione. Gli avvocati che si occupano del fallimento della Weinstein Co. speravano di ottenere l’approvazione dell’accordo e di confermare un piano di liquidazione entro la fine del 2020.

Un portavoce dell’Ufficio del procuratore generale di New York ha inviato a THR questa dichiarazione:

“Esamineremo la decisione e decideremo i prossimi passi. Il nostro ufficio ha combattuto instancabilmente per fornire a queste donne coraggiose la giustizia che gli spetta e continueremo a farlo”.

Weinstein

Il 24 febbraio 2020, dopo un processo durato due mesi, Harvey Weinstein è stato dichiarato colpevole dalla giuria di New York per due accuse per crimini sessuali. L’11 marzo è stato sentenziato a 23 anni dietro le sbarre che sta scontando nel carcere di massima sicurezza Wende Correctional Facility, vicino Buffalo.

Ricordiamo che Weinstein deve affrontare anche una serie di accuse di stupro e molestie a Los Angeles, inoltre il 10 aprile si è aggiunta una causa di violenza sessuale, il 29 maggio una di stupro contro una diciassettenne risalente al 1994, mentre il caso di Ashley Judd è temporaneamente sospeso. Weinstein è accusato di crimini sessuali da quasi 100 donne.

La prossima settimana, circa, Weinstein dovrebbe presentare il suo appello a New York.

Fonti THR, Variety, Deadline, Deadline

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