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Un secolo di Alberto Sordi: 10 film per celebrare una leggenda

Un secolo di Alberto Sordi: 10 film per celebrare una leggenda

Di Marco Triolo

Esattamente un secolo fa, il 15 giugno 1920, nasceva a Roma una delle più grandi star del cinema italiano, forse la più grande. Alberto Sordi avrebbe compiuto oggi cento anni, se non ci avesse lasciato nel febbraio del 2003 dopo una vita e una carriera stracolme di successi. Tra gli anni ’50 e ’60, quelli della scalata al successo nel mondo del cinema, Sordi divenne l’emblema della commedia all’italiana e si ritaglio un personaggio, quello del vigliacco qualunquista e opportunista, che più di ogni altro incapsulava l’Italia del boom economico.

Per festeggiare questo compleanno epocale, abbiamo scelto dieci film che raccontano al meglio non solamente il genio di Alberto Sordi, ma anche quello che ha rappresentato per l’Italia e come l’ha rappresentata.

I vitelloni (1953)

Al suo secondo film con Federico Fellini dopo Lo sceicco bianco, Sordi dimostra già il carisma che lo avrebbe trasformato di lì a poco in una grandissima star. Qui fa parte di un cast corale – la storia è quella di cinque amici perdigiorno a Rimini – eppure eccelle. Epocale la scena in cui, dopo aver insultato degli operai passando in macchina, viene inseguito dagli stessi dopo che l’auto si è fermata.

Un americano a Roma (1954)

In assoluto il ruolo più iconico di Alberto Sordi ancora oggi. Nando Mericoni racconta l’ossessione italiana per la cultura americana, incarnandola in un personaggio che fa da modello a tutta la parentesi anni ’50/’60 di Sordi. Nando è un cialtrone combinaguai, incapace di prendersi le proprie responsabilità. Qui si gioca ancora su toni parecchio grotteschi e la risata prevale. Ma gli spunti malinconici non mancano.

La grande guerra (1959)

Il capolavoro di Mario Monicelli vede Sordi affinare ancora di più il personaggio del codardo qualunquista. Insieme a Vittorio Gassman si ritaglia un posto nella storia della commedia all’italiana. Finale leggendario con la redenzione dei due protagonisti, soldati italiani che, per il resto, fanno di tutto pur di evitare i pericoli. Una vetta assoluta del cinema italiano.

Il vedovo (1959)

Satira sociale pungente, ma anche straordinaria commedia degli equivoci. Il vedovo di Dino Risi affianca ad Alberto Sordi la grande Franca Valeri. Sordi interpreta anche qui un individuo gretto e opportunista, l’industriale Alberto Nardi, la cui unica garanzia risiede nel patrimonio miliardario della moglie. Quando questa viene creduta morta, Nardi esulta, ma l’idillio dura poco: Elvira è viva e vegeta. Non resta che tentare di ucciderla, ma il destino, per i personaggi di Sordi, è sempre beffardo.

Tutti a casa (1960)

Quello che La grande guerra fa per la Prima Guerra Mondiale, Tutti a casa lo fa per la Seconda. Il film di Luigi Comencini ha inizio l’8 settembre 1943, con l’annuncio dell’armistizio. Da lì parte un road movie che attraversa l’Italia per raccontare il ritorno a casa di alcuni soldati, tra cui il sottotenente Alberto Innocenzi (sordi). Anche qui viene messa in scena l’indolenza e la codardia dell’uomo comune, anche qui c’è uno spiraglio di redenzione nel toccante finale. Accanto a Sordi troviamo Martin Balsam, Nino Castelnuovo, Serge Reggiani e il grande Eduardo De Filippo.

Una vita difficile (1961)

Ancora per Dino Risi, stavolta in un film che parte dalla guerra per dipingere un affresco dell’Italia del boom. Il punto di vista è quello di Silvio Magnozzi, un giornalista ex partigiano (per quanto, essendo un personaggio di Sordi, vigliacco) che deve bilanciare famiglia e lavoro, sopravvivenza e ideali. Una pietra miliare nella filmografia di Alberto Sordi e in quella di Risi.

Il medico della mutua (1968)

Ancora un personaggio arrivista e avido, quello del dottor Guido Tersilli nel classico della commedia all’italiana di Luigi Zampa. Sordi è un medico disposto a tutto pur di “rubare” i mutuati a un collega anziano in fin di vita. Da vedere in coppia con il sequel Il Prof. Dott. Guido Tersilli primario della Clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue, diretto da Luciano Salce.

Un borghese piccolo piccolo (1977)

Sordi torna a collaborare con Monicelli e ne esce un pugno nello stomaco con pochi rivali. Un borghese piccolo piccolo, dal romanzo di Vincenzo Cerami, parte come una commedia sul posto fisso e si trasforma in un agghiacciante revenge movie. E mette in vetrina un lato di Sordi che non si era mai visto prima. Nell’epoca dei poliziotteschi, intrisi di violenza e sadismo, Sordi e Monicelli riuscirono allo stesso tempo a mettere alla berlina il genere e a staccarlo di netto.

Il marchese del Grillo (1981)

Ancora un titolo iconico del duo Monicelli/Sordi. Siamo però dalla parte oppostra dello spettro rispetto a Un borghese piccolo piccolo. Il marchese del Grillo è tra i film che hanno chiuso la grande stagione della commedia all’italiana. Ne è un esempio tardo, ma passato comunque alla storia tra i più amati ruoli di Alberto Sordi. Al punto che sulla sua lapide è posta la frase “Sor Marchese, è l’ora”, tratta dal film.

In viaggio con papà (1982)

Magari non sarà uno dei capitoli più memorabili nella carriera di Sordi, ma In viaggio con papà era da includere per due ragioni. Primo, perché almeno un film diretto da Sordi stesso lo dovevamo mettere. Secondo, perché qui recita accanto a quello che da molti è visto come il suo erede, Carlo Verdone. Se volete essere proprio pignoli lo potreste vedere in coppia con Troppo forte, interpretato dagli stessi ma diretto da Verdone.

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