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The Mandalorian: date un’occhiata ai design alternativi di Baby Yoda!

The Mandalorian: date un’occhiata ai design alternativi di Baby Yoda!

Di Marco Triolo

Su Disney+, Disney Gallery: The Mandalorian (guardalo QUI) continua a raccontare di settimana in settimana il dietro le quinte della prima serie live action ambientata nell’universo di Star Wars. L’ultimo episodio uscito è incentrato sugli effetti pratici. E su The Child, alias Baby Yoda, l’adorabile infante alieno che accompagnia il mandaloriano Din Djarin nelle sue avventure attraverso il cosmo. L’introduzione di Baby Yoda alla fine del primo episodio di The Mandalorian è stata una sorpresa e il pupazzetto ha segnato l’immaginario collettivo in maniera indelebile. Per arrivare a quell’aspetto così iconico, tuttavia, ne è stato fatto di lavoro.

I design alternativi

Come è immaginabile, prima di raggiungere l’aspetto definitivo del personaggio, gli artisti concettuali hanno percorso diverse strade. Il creatore della serie Jon Favreau ha definito alcuni design “troppo brutti” e altri addirittura “troppo carini”. Favreau ha detto di essersi ispirato a un suo progetto di realtà virtuale, Gnomes & Goblins, in cui l’espressività dei goblin è definita da occhi e orecchie. La stessa cosa doveva essere fatta con Baby Yoda: il personaggio avrebbe dovuto avere un viso in sé poco espressivo, con occhi e orecchie grandi a fare tutto il lavoro.

Alla fine, è stato il design di Christian Alzmann a centrare l’obbiettivo.

Da lì, però, si è aperta un’altra fase che ha coinvolto gli scultori, che hanno dovuto occuparsi di rendere in tre dimensioni il design di Alzmann.

Alla fine l’ha spuntata il team di Legacy Effects, che dopo tre mesi di lavoro ha ottenuto il risultato che vediamo nella serie.

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Nell’episodio di Disney Gallery, la regista Deborah Chow ha ricordato un momento in cui, sul set, Werner Herzog, che interpreta il cliente di Mando, ha iniziato a rivolgersi direttamente a Baby Yoda come se fosse una creatura vivente, anziché ai burattinai. Herzog, colpito dalla perfezione della marionetta, ha detto ai produttori che avrebbero dovuto usare solamente quella nel montaggio finale, evitando la CGI. Favreau e il produttore esecutivo Dave Filoni lo hanno preso in parola. Anche quando hanno dovuto per forza utilizzare il computer, hanno evitato che la “controfigura” digitale potesse fare cose che la marionetta non poteva fare.

I burattinai

Vale la pena, infine, segnalare i nomi di chi ha letteralmente tirato i fili di Baby Yoda. Jason Matthews controllava gli occhi, Trevor Hensley i movimenti del corpo e della testa. Hiroshi “Kan” Ikeuchi si è occupato delle orecchie e della bocca, Mike Manzel del movimento del corpo in cammino e delle mani. Infine, Tamara Carlson Woodard ha creato il costume e dato il cambio agli altri burattinai.

Fonte: Slashfilm

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