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Il Gladiatore – 20 curiosità in onore dei 20 anni del film con Russell Crowe

Il Gladiatore – 20 curiosità in onore dei 20 anni del film con Russell Crowe

Di Andrea Suatoni

Uno dei Colossal più amati di sempre compie oggi ben 20 anni: Il Gladiatore, film ormai cult di Ridley Scott con Russell Crowe protagonista, usciva nelle sale americane il 5 Maggio del 2000 (mentre arrivava in Italia solamente un paio di settimane più tardi, il 19 Maggio).
Per omaggiare la pellicola, ecco una serie di curiosità sui suoi retroscena che non tutti conoscono: dai “collegamenti” con Game of Thrones e con gli eroi DC Comics fino agli amori nati sul set!

1 – Il film vinse 5 Oscar a fronte di 12 nomination, aggiudicandosi il premio come Miglior Film, Miglior Attore Protagonista (Russell Crowe), Migliori Costumi, Miglior Sonoro e Migliori Effetti Speciali. Si tratta di uno dei rari casi in cui ad un vincitorie per il Miglior Film non sono stati accordati anche i premi per Migliori Regia o Miglior Sceneggiatura.

2 – Le riprese degli esterni del film furono girate i diverse location fra Marocco, Tunisia, Malta, Gran Bretagna e nella nostra Italia; la produzione e il regista chiesero al comune di Roma la possibilità di girare alcune scene all’interno del Colosseo, ma il permesso fu negato. Il Colosseo venne quindi ricostruito scenograficamente a Malta, ma solamente in parte: il resto fu aggiunto digitalmente.

3 – La prima scelta per il ruolo di Massimo Decimo Meridio era Mel Gibson, ma l’attore rifiutò credendo di essere “troppo vecchio” (aveva al tempo 43 anni) per la parte.

4Russell Crowe aveva messo su molti chili prima dell’inizio delle riprese de Il Gladiatore, per interpretare il personaggio di Jeffrey Wigand in Insider – Dietro la verità. Per tornare in forma, non fece ricorso a palestre né diete: si recò invece nella sua fattoria australiana e lì si adoperò per alcune settimane nei lavori di fatica quotidiani.

5 – La scena iniziale della battaglia in Germania necessitò di ben 20 giorni per essere completata.

6 – Nella scena dopo la battaglia iniziale del film, Massimo presenta delle ferite sul volto: in realtà Russell Crowe se le procurò realmente durante una scena in cui il cavallo che montava si spaventò e lo fece finire diretto contro un albero.

7 – La scena che vede Massimo Decimo Meridio in lotta nell’arena contro uno sfidante e delle tigri ha visto protagoniste delle belve reali: sul set infatti sono state introdotte ben 5 tigri, seguite da relativi addestratori e veterinari. In realtà però Russell Crowe per motivi assicurativi non poteva neanche avvicinarsi alle tigri, e tutte le scene in cui il protagonista interagisce con esse sono state girate da uno stunt o realizzate con tecniche digitali o di montaggio.

8 – Durante le riprese, Ridley Scott notò che Joaquin Phoenix stava ingrassando, e chiese ad un assistente di far presente il fatto all’attore. Phoenix se la prese moltissimo, poiché sembra che il suo intento fosse proprio quello di dipingere la coerenza caratteriale del suo personaggio anche attraverso l’aumento di peso. In seguito, pare che Phoenix abbia praticamente rinunciato al cibo per il resto delle riprese.

9 – L’attrice che interpreta la moglie di Massimo nel film, Giannina Facio, è oggi la moglie del regista Ridley Scott; i due, che avevano già collaborato insieme prima de Il Gladiatore, iniziarono una relazione sentimentale appena dopo le riprese del film.

10 – Come succede oggi per i moderni atleti, anche i gladiatori avevano degli “sponsor”, e spesso pubblicizzavano alcuni prodotti. All’inizio si pensò di inserire la cosa nello script del film, ma si decise poi di soprassedere perché pur se verosimili, le scene sarebbero potute sembrare poco credibili.

11Connie Nielsen (Lucilla) nel film indossa un anello vecchio di migliaia di anni: lo comprò lei stessa in un negozio di antiquariato, prima ancora di essere scritturata per il film.

12 – La stessa Connie Nielsen rivestì inaspettatamente anche il ruolo di consulente per il film: Ridley Scott e la produzione scoprirono che l’attrice era una grandissima appassionata di storia romana antica, e le sue conoscenze vennero largamente sfruttate.

13 – I 4 principali membri del cast hanno tutti rivestito negli ultimi anni ruoli di personaggi dei fumetti DC; in particolare, ognuno di loro funge da mentore o da “spinta motivazionale” per uno specifico eroe in un film Warner Bros. Russell Crowe ha interpretato Jor El, padre di Superman; Connie Nielsen ha dato invece il volto alla regina Ippolita, madre di Wonder Woman; Djimon Hounsou (Juba) è invece il mago Shazam, che dona i suoi poteri a Billy Batson e infine Joaquin Phoenix è stato il Joker, che da manuale è la “motivazione oscura” che spinge Bruce Wayne a diventare Batman.

14 – Per la realizzazione del film vennero costruite più di 20.000 frecce, 24 bighe, 100 armature complete d’acciaio e 500 armature complete in poliuretano, oltre ad un numero impressionante (oltre 27.000) di singoli componenti per armatura vari. Inoltre, per le comparse i costumisti crearono più di 10.000 vesti.

15 – La colonna sonora del film, scritta da Hans Zimmer, è una delle più vendute di tutti i tempi. Per la canzone originale Now We Are Free, aveva pensato a Ofra Haza, che aveva lavorato con lui nel film Il Principe d’Egitto, ma a causa della prematura morte della cantante la scelta ricadde su Lisa Gerrard (che viene in realtà erroneamente spesso confusa con Enya, che non è invece in alcun modo legata alla pellicola).

16 – Per il personaggio di Tigris di Gaul, contro cui Massimo combatte in una avvincente battaglia nell’arena, era stato inizialmente scritturato l’attore Lou Ferrigno, storico interprete di Hulk nella serie degli anni ’70-’80. Fu però sostituito in corsa da Sven-Ole Thorsen, perché la sua fisicità troppo muscolosa non risultava credibile in camera.

17 – L’imperatore Commodo di Joaquin Phoenix è stata la base sulla quale l’attore Jack Gleeson ha elaborato la sua interpretazione di Joffrey Baratheon in Game of Thrones.

18 – Non mancano le incongruenze storiche nel film, ma queste sono fatte risalire ad una sorta di licenza artistica anziché a veri e proprio errori. Ad esempio, la morte di Marco Aurelio nella realtà avviene con modalità diverse da quelle mostrate nel film; o ancora, armi, armature e vesti non corrispondono al periodo storico che Il Gladiatore prende in considerazione.

19 – Anche il celebre gesto del “Pollice in su” è stato modificato, per adattarlo al gesto quotidiano cui oggi attribuiamo un senso positivo: infatti nell’antichità gli imperatori romani indicavano con il pollice in alto, che simboleggiava una spada alzata, la volontà di veder morire il gladiatore sconfitto; un pollice in giù stava invece a significare una spada rinfoderata, e quindi la grazia.

20 – Il film è dedicato all’attore Oliver Reed, che interpreta in esso il personaggio di Proximo: Reed morì tre settimane prima del termine delle riprese, senza il tempo di terminare le scene che lo riguardavano. In realtà, essendo Proximo un personaggio chiave, la produzione avrebbe potuto girare di nuovo tutte le scene del personaggio con un nuovo attore senza alcun costo (sarebbero state le compagnie assicurative a sborsare i 25 milioni di dollari necessari): Ridley Scott non voleva però togliere l’attore dal progetto, quindi lo script venne leggermente modificato, e le scene mancanti di Proximo vennero girate da un sostituto e, dove necessario, modificate in computer grafica.

Da No Time to Die a Ghostbusters, ecco le nuove date dei film 2021 (in costante aggiornamento)

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