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V per Vendetta – I primi 10 minuti e 10 Curiosità sul film

V per Vendetta – I primi 10 minuti e 10 Curiosità sul film

Di Andrea Suatoni

V per Vendetta, uscito nel 2005 per la regia di James McTeige (scritto dalle sorelle Wachowski sulla base del fumetto originale di Alan Moore) è ormai a tutti gli effetti un cult: l’iconica maschera del protagonista V ha oltrepassato le barriere della cinematografia ed è diventata oggi simbolo di anarchia, libertà e lotta ai poteri forti.
Warner Bros ha reso disponibili su Youtube i primi 10 minuti del film (potete vederli qui sotto), mentre di seguito elenchiamo una serie di interessanti curiosità che svelano alcuni dei retroscena della pellicola. Se invece volete vedere (o rivedere) il film completo, potete trovarlo cliccando su QUESTO LINK!

1 – Il film è tratto dalla celebre serie a fumetti V per Vendetta di Alan Moore e disegnata da David Lloyd. Alan Moore, a causa delle precedenti esperienze negative riguardanti la trasposizione di alcune suo opere dal fumetto al grande schermo, decise a prescindere di non partecipare al progetto, rinunciando quindi non solo al suo nome nelle menzioni del film ma anche a tutti i compensi derivanti dallo sfruttamento della sua opera. Fu Lloyd invece ad accreditarsi tutti i compensi, ed il disegnatore si disse molto soddisfatto del prodotto finale.

2V indossa nel film la maschera di Guy Fawkes, il membro più noto della storica  Congiura delle Polveri (che tentò di far esplodere la Camera dei Lord a Londra il 5 Novembre 1605). Fawkes è considerato una icona della cultura politica moderna, simbolo di anarchia e di protesta; l’uso della sua maschera in V per Vendetta ha enfatizzato ancor di più la sua figura, rendendola un simbolo dell’anarchismo postmoderno e riservandosi un posto d’onore nella cultura pop. Ad oggi la maschera di Guy Fawkes è spesso usata in proteste, cortei o movimenti anarchici.
Il disegnatore David Lloyd nel fumetto disegnava espressioni leggermente diverse della maschera a seconda del contesto in cui il protagonista si trovava; all’inizio si pensava di usare la stessa tecnica per il film, con maschere diverse di volta in volta, ma poi in definitiva si decise di raggiungere un simile risultato solamente con l’uso accurato di ombre e luci.

3 – Tutti i dialoghi di V sono stati doppiati da Hugo Weaving. All’inizio, la maschera era stata disegnata con un piccolo microfono interno per far si che il suono della sua voce non venisse fermato dalla stesso, ma l’audio non riusciva ad essere ottimale ed infine si optò per un doppiaggio completo; in realtà, parte dei dialoghi di V sarebbero dovuti essere doppiati comunque dal’attore, poiché sotto la maschera di V egli si è alternato con un altro interprete, James Purefoy.

4 – Natalie Portman, interprete di Evey, non fu affatto spaventata dall’idea di doversi tagliare i capelli: affermò che era un’idea che aveva sempre avuto, senza aver mai trovato il coraggio di realizzarla davvero: V per Vendetta le diede il pretesto che le serviva.

5 – V durante il suo primo incontro con Evey pronuncia la frase “Io, come dio, non gioco ai dadi, e non credo nelle coincidenze”. Si tratta di un riferimento ad Albert Einstein, che coniò la frase “Dio non gioca a dadi con l’universo”, intendendo che secondo lui la realtà intera si basi su una serie di leggi misurabili ed interpretabili, in antitesi alla Meccanica Quantistica.

6 – Per la scena del domino, in cui V (Hugo Weaving) fa cadere una moltitudine di tessere rosse e nere per formare l’enorme simbolo di una V, ha necessitato di 22.ooo tessere posizionate con precisione da 4 diversi esperti del settore.

7 – La polizia dei Castigatori fa perdere il senso del nome originale, Fingermen: costoro si chiamavano in questo modo poiché il Nuovo Ordine era costruito sul “modello” del corpo umano: Il cancelliere (John Hurt) è la testa, il canale televisivo BTN è la sua bocca, la sorveglianza audio e video i suoi occhi ed orecchie e la polizia segreta di Creedy (Tim Pigott-Smith) sono le mani, da cui appunto Fingermen, letteralmente “uomini-dita”.

8 – Nel flashback di Valerie in cui la ragazza racconta di aver incontrato l’amore sul set durante le riprese di un film, è possibile vedere appunto un set, con una crew al lavoro. I membri della crew visibili sono membri della vera crew del film che hanno lavorato dietro le quinte di V per Vendetta.

9 – Alla fine della storia, la vera identità di V (nonché il uso volto) rimangono avvolti nel mistero. Alan Moore, cui è stato chiesto di chiarire il mistero, rispose: “L’unico vero indizio che posso dare è che V non è il padre di Evey, la madre di Whistler o la zia di Charley. Per il resto, temo che dobbiate risolvere l’enigma da soli”. Ed anche: “V è esattamente quello che è: una idea, con una maschera e un cappello e un mantello. E’ più un simbolo che una realtà”.

10 – Sono moltissime le frasi iconiche entrate nella cultura pop derivanti dallo script di V per Vendetta. Fra queste:

  • Nascondi ciò che sono e aiutami a trovare la maschera più adatta alle mie intenzioni. (V)
  • Io sono il frutto di quello che mi è stato fatto. È il principio fondamentale dell’universo: a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. (V)
  • Io, come Dio, non gioco ai dadi, e non credo nelle coincidenze. (V)
  • E così ricopro la mia nuda perfidia con antiche espressioni a me estranee rubate ai sacri testi e sembro un santo quando faccio la parte del diavolo. (V)
  • Gli artisti usano le bugie per dire la verità mentre i politici le usano per coprire la verità. (Evey)
  • E la morale è… i buoni vincono, i cattivi perdono e come sempre l’Inghilterra domina! (Lewis Prothero)
  • Una rivoluzione senza un ballo è una rivoluzione che non vale la pena di fare. (V)

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